Milleproroghe, governo vara emendamento: medici chiamati a lavorare fino a 72 anni
- 29 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il governo ha depositato un emendamento al decreto Milleproroghe che consente il trattenimento in servizio, su base volontaria, dei medici ospedalieri fino al compimento dei 72 anni di età, insieme a ulteriori misure temporanee per integrare l’organico sanitario nazionale.
Luca Ciriani ha annunciato:
“È stato depositato l’emendamento del governo al decreto Milleproroghe per il trattenimento in servizio, su base volontaria, dei medici ospedalieri fino ai 72 anni di età. Oltre a questa prima misura ne vengono prorogate altre due, così da rispondere al meglio alle necessità della sanità italiana e alle richieste arrivate dalle regioni.”
Nel dettaglio, per l’intero 2026 viene prevista la possibilità di richiamare in servizio, sempre su base volontaria, i medici che sono andati in pensione al compimento dei 70 anni e che non abbiano ancora raggiunto i 72. È prevista inoltre la possibilità di stipulare contratti temporanei con medici già in pensione, per far fronte ai bisogni assistenziali.
Ciriani ha sottolineato che si tratta di un intervento coordinato dal ministero per i rapporti con il Parlamento insieme al ministero della Salute, finalizzato a rendere il sistema sanitario più efficiente e reattivo alle richieste regionali.
Proroga per i medici e impatto sul sistema sanitario
L’emendamento arriva in un contesto di carenza di personale e di forte domanda di servizi sanitari, soprattutto nelle regioni con maggior difficoltà di reclutamento. Il richiamo volontario di medici pensionati costituisce una soluzione temporanea per mantenere livelli essenziali di assistenza, riducendo i tempi di attesa e la pressione sui pronto soccorso.
Tuttavia, si tratta di una misura tampone: le amministrazioni regionali e il Governo dovranno parallelamente investire su piani di reclutamento, formazione specialistica e riorganizzazione delle risorse per assicurare stabilità a medio-lungo termine. Anche gli aspetti pensionistici e le risorse finanziarie necessarie per i contratti temporanei richiederanno valutazioni tecniche da parte delle commissioni competenti.
L’emendamento è attualmente all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, che valuteranno l’impatto normativo e finanziario prima dell’approvazione definitiva.
Balneari e ambulanti: la maggioranza chiede rinvii
Sul fronte delle concessioni demaniali, sono stati presentati emendamenti che mirano a rinviare l’applicazione delle nuove regole per l’affidamento delle concessioni balneari e per il commercio su aree pubbliche. Due emendamenti identici, a prima firma di Forza Italia e del gruppo Misto, propongono uno slittamento sine die delle gare per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per finalità turistico-ricreative e sportive.
La modifica sospenderebbe l’applicazione delle norme fino al dodicesimo mese successivo all’esito di due procedure di infrazione europee che riguardano rispettivamente la Grecia (procedura 2243 del 2024) e la Spagna (procedura 4121 del 2022). L’obiettivo dichiarato dai proponenti è evitare gare e modifiche normative in attesa di chiarimenti dalla Commissione Europea e dei relativi esiti procedurali.
Altri due emendamenti identici presentati dalla maggioranza, a firma di Lega e Forza Italia, prevedono invece la proroga della validità delle concessioni in essere per il commercio su aree pubbliche dal 31 dicembre 2025 al 31 dicembre 2032, rinviando così l’indizione di nuove gare.
Queste proposte di rinvio sollevano questioni di lungo periodo sullo sviluppo turistico e commerciale delle aree costiere e urbane, nonché sul rispetto delle normative europee in materia di concorrenza e affidamento dei servizi pubblici.
Tassa sui mini pacchi: la posizione del ministro Urso
È stata inoltre discussa la sospensione a luglio dell’applicazione della cosiddetta tassa sui mini pacchi, proposta con un emendamento di Forza Italia al decreto Milleproroghe. Sul punto si è espresso il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, evidenziando la necessità di tutelare consumatori e filiera produttiva nazionale nell’ambito delle politiche commerciali.
Adolfo Urso ha dichiarato:
“Essendo quelli che hanno proposto l’iniziativa, che va a tutela dei consumatori innanzitutto, poi certamente anche della sfera produttiva, mi sembra che sarebbe controproducente fare marcia indietro e poi non saremmo più, come dire, sufficientemente ascoltati nel contesto europeo.”
Il ministro ha inoltre precisato che la posizione ufficiale sull’emendamento spetta al Governo nel suo insieme e che la valutazione dovrà tenere conto di molteplici fattori: impatto sull’industria, tutela delle imprese e protezione dei consumatori. Questa presa di posizione sottolinea la necessità di bilanciare le esigenze interne con gli obblighi e la credibilità italiana nei confronti dei partner europei.
In prospettiva, il dibattito sul decreto Milleproroghe coinvolgerà non solo la gestione emergenziale delle risorse umane e delle concessioni, ma anche questioni più ampie legate alla politica industriale, alla concorrenza europea e alla pianificazione delle risorse pubbliche.