Olimpiadi: Fondazione Bracco porta a Verona la mostra una vita per lo sport
- 28 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Diana Bracco ha dichiarato:
“Per me troppo spesso il racconto mediatico relativo alle donne nello sport non rende giustizia alle loro imprese. Ancora oggi vengono valutate più per il loro aspetto, l’età o la vita privata che per le performance, le strategie e i risultati: non è solo ingiusto, è una perdita per l’intera società.”
Questa osservazione apre il quadro di una ricerca promossa dall’Osservatorio di Pavia insieme all’associazione Gi.U.Li.A. Giornaliste, con il sostegno della Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Presentato al Teatrino di Palazzo Visconti a Milano, lo studio mette in luce un significativo calo della copertura mediatica dedicata alle imprese sportive femminili dopo le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Parigi 2024.
La mostra che lega Milano e Verona, città di apertura e chiusura dei Giochi
Nel foyer del Teatrino è esposta una selezione di opere a tema realizzate da due artisti contemporanei: installazioni che rimarranno visibili fino alla conclusione dei Giochi di Milano Cortina 2026. La rassegna della Fondazione Bracco dedicata alle donne e allo sport, intitolata “Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte”, presenta una serie di ritratti firmati da Gerald Bruneau.
La mostra, già allestita in Corso Vittorio Emanuele II a Milano in occasione dell’apertura dei Giochi, sarà trasferita dal 4 febbraio al 15 marzo in Corso Porta Borsari a Verona, la città che ospiterà la cerimonia di chiusura. L’intento è valorizzare volti e storie che possano fungere da modello e ispirazione per le nuove generazioni.
Diana Bracco ha affermato:
“Un’atleta raccontata per la sua forza, intelligenza tattica e determinazione produce un messaggio inclusivo: dimostra alle bambine che il talento e l’impegno contano più di ogni stereotipo. La rappresentazione mediatica non è neutra: costruisce modelli, orienta aspirazioni e contribuisce a formare l’immaginario collettivo.”
Rispetto all’allestimento milanese, la tappa veronese arricchirà la serie con tre nuovi ritratti: Gerda Weissensteiner (ex slittinista e bobbista plurimedagliata a livello olimpico), Angela Menardi (atleta paralimpica di wheelchair curling e figura di riferimento nello sport per persone con disabilità) e Kirsty Coventry, figura di rilievo internazionale nel mondo olimpico.
La galleria propone biografie che raccontano valori come resilienza, passione e leadership: donne che hanno conquistato risultati sportivi rilevanti e, in molti casi, ruoli di responsabilità nelle istituzioni sportive. Per la Fondazione Bracco l’obiettivo è rendere visibili competenze femminili spesso trascurate dai media e favorire una cultura dell’inclusione.
Le Olimpiadi, una tappa di un cammino culturale per una società più equa e inclusiva
Giuseppe Sala ha osservato:
“Sarebbe un’occasione sprecata se non sfruttassimo la visibilità offerta da Milano Cortina 2026 per promuovere quel cambiamento necessario a costruire una società più equa e inclusiva. La mostra è una tappa importante per superare stereotipi e pregiudizi di genere.”
La dichiarazione sottolinea il ruolo degli eventi sportivi internazionali come finestre di visibilità e opportunità politiche: oltre allo spettacolo agonistico, le Olimpiadi possono favorire politiche pubbliche e iniziative culturali volte a promuovere parità di genere, accessibilità e partecipazione. Organismi come il Comitato Olimpico Internazionale, le istituzioni regionali e comunali e le fondazioni culturali sono chiamati a trasformare l’attenzione temporanea in percorsi duraturi di cambiamento.
Alla giornata di presentazione hanno partecipato, tra gli altri, Eugenia Roccella (Ministra per le pari opportunità e la famiglia), Federica Picchi (Sottosegretaria con delega a Sport e Giovani della Regione Lombardia), Martina Riva (Assessore allo Sport, Turismo e Politiche Giovanili del Comune di Milano), Alessia Rotta (Assessore al Commercio e alle Manifestazioni del Comune di Verona), Andrea Monti (Direttore della Comunicazione della Fondazione Milano Cortina 2026), Charlotte Groppo (Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale) e Monia Azzalini (responsabile del settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia).
Il confronto tra istituzioni, organizzatori e rappresentanti del mondo sportivo e culturale mette in rilievo la necessità di strategie concrete: formazione per i giornalisti, programmi di valorizzazione delle atlete, investimenti in comunicazione inclusiva e monitoraggi periodici sulla rappresentazione delle donne nello sport. Solo attraverso azioni coordinate sarà possibile consolidare i risultati e ampliare l’impatto sociale delle iniziative in corso.