Napoli 2500+10: Acen regala alla città un docufilm
- 28 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il docufilm intitolato Napoli 2500+10, promosso e sostenuto dall’Associazione dei costruttori edili di Napoli (ACEN), è stato donato alla città come racconto visivo della sua evoluzione urbanistica: una ricostruzione storica che prende come fulcro il centro antico e i Decumani, considerati il cuore pulsante della metropoli e testimoni dei mutamenti nei secoli, in occasione delle celebrazioni per i 2.500 anni dalla fondazione simbolica di Parthenope.
Un percorso storico attraverso le trasformazioni urbane
Il film racconta le fasi che hanno contribuito a forgiare l’identità cittadina: dalla fondazione fino all’età virgiliana, dall’Alto Medioevo alle dominazioni Sveve e Borboniche, dall’ascesa della borghesia alla crisi provocata da eruzioni e pestilenze, fino alle rivolte, alla Rivoluzione e alla Restaurazione, passando per le due guerre mondiali, il boom economico del dopoguerra, il sisma e le successive operazioni di ricostruzione.
In ogni tappa storica l’architettura e l’assetto urbano di Napoli hanno subito trasformazioni significative, pur conservando elementi identitari che continuano ad influenzare il carattere della città.
Il racconto e la voce del narratore
Carlo Puca ha spiegato il ruolo centrale del nucleo storico nella narrazione:
“Il nucleo storico della città resta sempre quello ed è una rarità. I Decumani oggi sono più o meno come si presentavano nell’anno della fondazione. La città è cambiata tantissimo, ma non è cambiata nel suo carattere.”
Carlo Puca ha aggiunto una riflessione sulle trasformazioni sociali e culturali contemporanee:
“Anche il cosiddetto rischio di gentrificazione non ha cambiato il carattere della città. Il pericolo nostro è l’eccessiva folklorizzazione e un carattere macchiettistico.”
Produzione, tecnologie e prime proiezioni
Il docufilm, coprodotto da Unspace e Lovit, integra un approccio tradizionale alla narrazione storica con soluzioni tecnologiche avanzate: per questo prodotto sono state impiegate, per la prima volta in Italia in un contesto simile, tecniche avanzate di riproduzione audiovisiva sviluppate con 3D e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di offrire ricostruzioni attendibili e coinvolgenti degli assetti urbani nel tempo.
La prima proiezione si è svolta al Teatro San Carlo. Sono previste ulteriori presentazioni a Roma e a Milano, seguite da proiezioni nelle scuole come tappa preliminare prima di una fruizione aperta al pubblico più ampio, per valorizzare il ruolo della comunità educativa nella trasmissione della memoria collettiva.
Motivazioni dell’iniziativa e messaggio alle nuove generazioni
Antonio Savarese, presidente dei costruttori, ha illustrato le ragioni dell’iniziativa promossa dall’associazione:
“Acen ha ritenuto doveroso organizzare un evento che celebrasse i 2.500 anni di Napoli, ricordando ciò che è stata Napoli e auspicando quello che dovrà essere nel futuro.”
L’idea originaria era stata avviata dal precedente presidente, Angelo Lancellotti, che ha sottolineato l’intento educativo rivolto ai giovani:
“Il messaggio che vogliamo mandare ai più giovani è quello di essere sempre orgogliosi di ciò che è stata, di ciò che è e di ciò che sta diventando la città.”
Implicazioni culturali e prospettive future
Il progetto si colloca all’intersezione fra tutela del patrimonio, comunicazione culturale e innovazione tecnologica. La scelta di utilizzare 3D e intelligenza artificiale solleva questioni pratiche e metodologiche sulla fedeltà delle ricostruzioni storiche, sull’uso delle immagini per fini educativi e sulla necessità di accompagnare tali strumenti con adeguate note metodologiche per il pubblico e le istituzioni culturali.
Dal punto di vista urbanistico e sociale, il film può contribuire a una maggiore consapevolezza collettiva sulle trasformazioni urbane e stimolare dibattiti sul governo del territorio, sulla conservazione dei caratteri identitari e sulle politiche per contrastare effetti negativi come la marginalizzazione o la banalizzazione culturale. Coinvolgere scuole e comunità locali può favorire pratiche di cittadinanza attiva e progetti partecipati di valorizzazione del patrimonio.
Infine, la diffusione del docufilm nelle istituzioni educative e nelle sale pubbliche offre l’opportunità di promuovere un dialogo fra storici, urbanisti, amministrazioni locali e cittadinanza, per trasformare la memoria visiva in proposte concrete di tutela e sviluppo sostenibile del tessuto urbano.