La crociata anti-crypto delle banche del Regno Unito si intensifica mentre il processo normativo avanza
- 27 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nonostante l’evoluzione del quadro regolamentare nel Regno Unito, molte banche continuano a impedire ai clienti di effettuare trasferimenti verso piattaforme di scambio di criptovalute che risultano registrate. L’elenco delle società di asset digitali registrate presso la Financial Conduct Authority (FCA) conta ora 59 operatori, tra cui nomi noti come Coinbase, Kraken e Gemini, ma l’accesso dei consumatori a questi servizi resta spesso limitato da restrizioni bancarie.
Risultati del sondaggio
Un rapporto pubblicato da un’associazione di categoria ha rilevato che sette dei primi dieci exchange attivi nel paese percepiscono un aumento dell’ostilità da parte delle banche nazionali nell’ultimo anno; gli altri tre hanno segnalato condizioni invariate. L’indagine indica che l’80% degli exchange ha osservato un incremento di clienti che subiscono blocchi o limiti nelle operazioni bancarie nel 2025, mentre il 70% descrive un ambiente bancario più ostile rispetto a 12 mesi prima.
Il sondaggio ha inoltre evidenziato che il 40% delle transazioni verso questi servizi è stato bloccato o ritardato, un dato che mette in luce problemi operativi rilevanti per l’adozione dei servizi digitali.
UK Cryptoasset Business Council wrote:
“Il disintermediamento bancario dell’economia digitale degli asset è un ostacolo significativo alla sua crescita… quasi tutte le principali banche e società di servizi di pagamento del Regno Unito impongono attualmente limiti generalizzati alle transazioni o blocchi completi verso gli exchange di cryptoasset. Questa tendenza sta peggiorando costantemente, con nuove restrizioni implementate…”
Effetti sulle transazioni e scelte di mercato
Le limitazioni bancarie hanno impatti concreti sulle attività quotidiane degli exchange e sui loro clienti: alcuni operatori hanno segnalato sconfitte operative che condizionano strategie commerciali e piani di espansione internazionale.
One exchange said:
“Se siamo registrati presso la FCA, non dovrebbe essere così difficile per le imprese del Regno Unito operare. Di conseguenza, abbiamo dato priorità ad altri mercati.”
Un altro exchange ha quantificato in quasi 1,4 miliardi di dollari le transazioni rifiutate nel 2025 a causa di rifiuti lato banca, cifra che evidenzia la scala del fenomeno e le possibili ricadute sui ricavi e sulla fiducia dei clienti.
Posizione delle banche
Tra gli istituti più grandi del paese, HSBC, Barclays e NatWest applicano limiti alla somma che i clienti possono trasferire verso conti presso exchange di criptovalute. Altri istituti, invece, bloccano completamente i trasferimenti verso queste piattaforme, tra cui Chase UK, Metro Bank, TSB e Starling Bank.
Starling Bank said:
“Starling non consente ai clienti di acquistare o vendere criptovalute mediante carta di debito, bonifico in GBP, o bonifico in altre valute. Abbiamo preso questa decisione per contribuire a proteggere i nostri clienti.”
Starling Bank said:
“Rivediamo costantemente le nostre politiche e osserviamo che la regolamentazione delle società di criptovalute è attualmente oggetto di revisione da parte della FCA.”
Ruolo del regolatore e prospettive normative
La FCA, che in passato aveva adottato un approccio prudente nei confronti delle imprese crypto, ha mostrato aperture recenti: ha avviato consultazioni su nuove regole che dovrebbero entrare in vigore entro ottobre 2027. Inoltre, alla fine del 2025 il Treasury ha emanato una normativa che estende alcune regole finanziarie esistenti all’industria degli asset digitali, contribuendo a definire un quadro normativo più chiaro.
Un quadro regolamentare esplicito mira a ridurre l’incertezza legale e a favorire la fiducia degli operatori tradizionali, ma la disconnessione attuale tra regole formali e pratiche bancarie quotidiane rischia di limitare la competitività del Regno Unito come centro finanziario digitale e di spingere le imprese a cercare mercati più favorevoli.
UK Finance said:
“Supportiamo il lavoro della FCA verso una regolamentazione degli asset digitali e sosteniamo l’adozione di stablecoin e soluzioni di custodia sotto regole robuste. Non c’è resistenza alle criptovalute da parte nostra; tuttavia, le singole banche hanno il dovere di proteggere i loro clienti e di prendere decisioni basate sui rischi relativi a frodi, truffe e reati economici.”
Diverse piattaforme contattate hanno declinato di commentare per ragioni regolamentari o legali. La FCA e il Treasury hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito alla specifica questione dei blocchi bancari descritti nel rapporto.
Per superare queste criticità sarà necessaria una maggiore coordinazione tra regolatori, sistema bancario e operatori del settore, con l’obiettivo di coniugare tutela dei consumatori, contrasto ai rischi finanziari ed effettiva accessibilità ai servizi finanziari digitali, elementi essenziali per lo sviluppo sostenibile del mercato degli asset digitali nel Regno Unito.