Deloitte: imprese italiane ad alto potenziale aumentano gli utili del 83% in sei anni
- 27 Gennaio 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Newsletter
Secondo lo studio WHY Italia condotto da Deloitte Private, le aziende italiane ad alto potenziale hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento e crescita in un contesto segnato da crisi e trasformazioni strutturali. Tra il 2018 e il 2024, queste imprese hanno registrato un aumento del fatturato del +41%, passando da 2.012 a 2.800 miliardi di euro, e un incremento dell’utile netto dell’83%, arrivando a 164,1 miliardi di euro.
Un tessuto imprenditoriale resiliente e strategico
L’indagine ha coinvolto oltre 45.000 aziende italiane con ricavi superiori ai 5 milioni di euro e almeno 5 dipendenti. Ne emerge un quadro positivo anche dal punto di vista occupazionale, con oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro e una crescita del +20% del numero degli addetti.
“Sostenere queste imprese significa rafforzare l’intero sistema economico nazionale”, ha dichiarato Fabio Pompei, CEO di Deloitte Central Mediterranean, evidenziando il ruolo cruciale del Made in Italy come leva di valore e competitività.
I settori trainanti della trasformazione
Tra i comparti più dinamici emergono:
- Servizi finanziari: +49,1% di fatturato e +131,4% di utile netto
- ICT: utile netto in crescita del +164%
- Manifatturiero: +32,1% di ricavi e +61,3% di utili
- Commercio: utile netto più che raddoppiato (+108,6%)
- Energia: +48,6% di fatturato e +56,4% di utili
I dati confermano che i settori a maggiore intensità tecnologica, capitali investiti e capacità di internazionalizzazione sono quelli che hanno mostrato la maggiore solidità.
Le imprese italiane tra tradizione, innovazione e capitale umano
La ricerca evidenzia che le imprese più performanti sono quelle che hanno saputo combinare innovazione tecnologica, internazionalizzazione e valorizzazione delle competenze. In particolare, settori come ICT, consulenza, farmaceutico e industria chimica avanzata sono cresciuti grazie alla capacità di attrarre lavoro qualificato e investimenti strategici.
I cinque paradigmi per il futuro
Lo studio individua cinque paradigmi fondamentali per guidare la crescita nei prossimi anni:
- Consolidare i settori tradizionali e supportare quelli emergenti
- Favorire l’aggregazione e la selezione competitiva
- Sostenere modelli di crescita ibridi e dinamici
- Facilitare l’accesso a fonti finanziarie diversificate
- Investire nella formazione e nel talento
La combinazione di questi elementi sarà decisiva per la tenuta del sistema produttivo italiano e per mantenere un posizionamento competitivo in un mercato globale sempre più sfidante.