Argento sfiora 1 miliardo di dollari di volume su Hyperliquid mentre BTC resta congelato: rassegna mattutina asiatica
- 27 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Hyperliquid ha portato in primo piano il commercio di argento, segnando un cambiamento sottile ma significativo nel modo in cui le piattaforme di derivati crypto vengono impiegate mentre Bitcoin fatica a prendere una direzione definita.
Il contratto SILVER-USDC è diventato uno dei mercati più liquidi su Hyperliquid, scambiando intorno ai 110 dollari durante le ore asiatiche e registrando un volume nelle 24 ore vicina a 994 milioni di dollari.
L’open interest si attesta su circa 154,5 milioni di dollari, mentre il funding risulta lievemente negativo: questo profilo indica un elevato turnover e posizionamenti bilaterali, piuttosto che scommesse unidirezionali altamente levate. Per una piattaforma nativa dei perpetual, il mix osservato assomiglia più a un mercato orientato alla volatilità e alla copertura del rischio che a un mercato di acquisti speculativi al rialzo.
Ciò che colpisce non è soltanto il prezzo dell’argento, ma la sua visibilità: i contratti sull’argento si collocano subito dietro alle coppie su BTC e ETH per volume, superando asset come SOL e XRP, secondo dati di mercato. Quando un contratto su una commodity arriva a competere con le principali risorse crypto per volume su uno scambio decentralizzato, si può dedurre che i trader stanno utilizzando l’infrastruttura crypto per esprimere visioni macroeconomiche che Bitcoin e Ether non riescono più a catturare in modo efficiente.
In termini pratici, la «plumbing» delle criptovalute viene riconvertita per operazioni macro: hedge su tassi reali, esposizioni sul dollaro, e coperture contro stress finanziari più ampi. Questo contesto aiuta a spiegare perché Bitcoin rimane impantanato.
I dati on-chain mostrano che Bitcoin è bloccato in quella che può essere definita una «equilibrio difensivo»: il delta cumulativo del volume spot è diventato nettamente negativo, segnalando venditori che sfruttano i rimbalzi per piazzare ordini al ribasso.
In parallelo, i flussi legati agli ETF si sono raffreddati, eliminando una fonte importante di domanda incrementale. Nei derivati l’open interest si è attenuato, il funding mostra segnali irregolari e lo skew delle opzioni è salito: tutti indicatori di una crescente domanda di protezione al ribasso piuttosto che di convinzione su un rialzo strutturale.
Il risultato è un mercato in cui Bitcoin assorbe pressioni senza crollare, ma non riesce nemmeno a sviluppare una tendenza chiara. Una stabilità di prezzo attorno agli 88.000 dollari nasconde la mancanza di compratori aggressivi e una riluttanza diffusa a impiegare leva. La relativa sottoperformance di ETH rafforza questo messaggio: l’appetito per il rischio non si sta spostando lungo la curva.
Bitcoin non viene abbandonato, è semplicemente messo da parte. L’aumento degli scambi sull’argento su Hyperliquid è uno dei segnali più chiari di dove l’incertezza venga attualmente prezzata.
Movimenti di mercato
BTC: Bitcoin si aggira vicino agli 88.000 dollari, con oscillazioni laterali: la pressione di vendita persistente e un posizionamento prudente limitano i rimbalzi nonostante l’assenza di vendite paniche diffuse.
ETH: Ether quota intorno ai 2.300 dollari, in calo rispetto alla settimana e in ritardo rispetto a Bitcoin, segno che leva e propensione al rischio restano contenute.
Oro: il metallo giallo estende il suo breakout, registrando un rialzo di circa il 15% negli ultimi 30 giorni e oltre il 50% negli ultimi sei mesi, confermando uno spostamento di capitale verso asset reali durevoli piuttosto che verso il «beta» crypto.
Nikkei 225: l’indice giapponese è rimasto vicino alla parità nella sessione asiatica, mentre i titoli auto della Corea del Sud hanno oscillato in modo significativo per le rinnovate minacce di tariffe statunitensi. I mercati della regione mostrano performance miste: i guadagni trainati dai semiconduttori a Seoul e in Australia hanno in parte compensato la debolezza registrata in Cina.
Nel complesso, la rotazione verso commodity fisiche e strumenti di copertura sui mercati crypto indica che gli operatori stanno rivalutando le esposizioni in un contesto di incertezza macro, usando le piattaforme di derivati per ottenere accesso rapido e leva gestibile su temi macroeconomici più ampi.