Milioni in criptovalute a rischio di svanire alla morte dei detentori: ecco come proteggerli
- 26 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Negli ultimi anni il trasferimento intergenerazionale di patrimoni ha cominciato a includere sempre più frequentemente anche gli asset digitali: sia chi ha messo da parte significative quantità di bitcoin (BTC), sia chi si è avvicinato alle criptovalute su suggerimento di un familiare più giovane, necessita oggi di una pianificazione ereditaria aggiornata.
La crescente diffusione delle criptovalute e la loro accettazione normativa hanno chiarito alcuni aspetti di base — ad esempio se le valute digitali siano considerate proprietà — ma hanno anche introdotto complessità operative e giuridiche nuove per consulenti patrimoniali e studi legali.
Chi detiene le criptovalute e come vengono custodite
Il primo elemento da verificare in fase di pianificazione è chi effettivamente detiene le criptovalute e in che forma sono conservate. La soluzione adottata influisce direttamente sulla facilità con cui gli eredi potranno accedervi.
Se un investitore conserva le sue monete in un conto su una piattaforma o presso un istituto di custodia, la responsabilità operativa e le regole di accesso sono diverse rispetto a chi conserva le proprie chiavi in un dispositivo fisico o su carta. Diventa quindi essenziale sapere chi ha potere di firma e quali istruzioni sono state lasciate ai beneficiari.
È comune delegare la conservazione delle chiavi a terze parti specializzate: ad esempio piattaforme di scambio come Coinbase, società di custodia come Bitgo o Fireblocks, oppure soluzioni hardware come Trezor. Alcuni preferiscono invece sistemi offline o copie cartacee custodite in cassette di sicurezza.
Accesso fiduciario e aggiornamenti normativi
La normativa sulla capacità dei fiduciari (executor, trustee) di accedere agli asset digitali è stata aggiornata in molte giurisdizioni per ridurre l’incertezza: negli Stati Uniti, ad esempio, la normativa nota come RUFADAA ha chiarito che con la documentazione adeguata i fiduciari possono ottenere accesso agli asset digitali.
Christopher Nekvinda della Cannon Financial Institute ha sottolineato l’importanza di queste modifiche per mettere allineare l’accesso agli asset digitali a quello dei titoli tradizionali.
“Questo aggiornamento fiduciario era necessario perché consente agli esecutori e ai trustee di accedere agli asset digitali allo stesso modo in cui si accede ai titoli tradizionali.”
Nekvinda ha aggiunto:
“Significa che, con la corretta documentazione, un servizio di custodia deve legalmente concedere l’accesso agli asset digitali del deceduto a un esecutore o a un trustee, cosa che prima non era prevista dalla legge.”
Perché alcuni patrimoni in criptovalute spariscono
Nonostante i chiarimenti normativi, rimangono casi in cui le criptovalute ereditate vanno perdute a causa di ritardi nella procedura ereditaria, chiavi private mancanti o fiduciari non preparati a gestire questo tipo di asset.
Azriel Baer, partner del gruppo di pianificazione patrimoniale presso lo studio Farrell Fritz, osserva che la mancanza di una persona indicata e competente per gestire account digitali può trasformare la successione in una lunga ricerca di informazioni e password.
Baer ha evidenziato il rischio pratico:
“Una persona organizzata della famiglia potrebbe essere perfetta per gestire il patrimonio, ma quando le si chiede di recuperare un bitcoin da un wallet potrebbe perdersi.”
Baer ha consigliato di nominare nella documentazione ereditaria una figura con competenze specifiche nel mondo digitale, in grado di trattare account online, transazioni e asset basati su blockchain.
Pratiche per evitare che gli asset diventino irrecuperabili
Un errore comune è affidarsi esclusivamente alla conservazione digitale delle credenziali (email, archivi cloud, file), senza predisporre un piano per l’accesso in caso di decesso. Questo può trasformare la ricerca delle informazioni in una vera e propria “storia da detective”.
Baer suggerisce soluzioni semplici e pragmatiche: mantenere un elenco aggiornato dei conti importanti e delle istruzioni, comunicarlo ai familiari o depositarlo in una cassetta di sicurezza.
“Consiglio sempre ai clienti di avere una lista degli account importanti e, o parlarne con i figli, o metterla in una cassetta di sicurezza.”
Soluzioni giuridiche e operative: trust, LLC e trasferimenti
Quando non esiste un testamento, entra in gioco il processo di successione giudiziaria (probate), che può durare diversi mesi prima che il tribunale nomini un fiduciario; nell’intervallo gli asset restano senza controllo, con rischi evidenti per asset volatili come le criptovalute.
Per ridurre tali rischi, gli esperti di pianificazione patrimoniale spesso suggeriscono l’uso di trust o di veicoli societari che consentono un accesso immediato agli asset alla morte del titolare. Un esempio operativo è trasferire le criptovalute in una società a responsabilità limitata (LLC) e poi trasferire la proprietà della LLC al trust designato.
Questa soluzione semplifica le operazioni: piuttosto che dover gestire direttamente un cold wallet o le chiavi private, si trasferisce la proprietà del veicolo societario che detiene gli asset, rendendo l’operazione più veloce e ordinata dal punto di vista legale e amministrativo.
Un ulteriore avvertimento riguarda la privacy: in alcune giurisdizioni, come lo Stato di New York, il testamento diventa un documento pubblico una volta depositato in tribunale. Per questo motivo non è consigliabile inserire nel testamento informazioni sensibili come le chiavi di cifratura o le password.
“Non inserite le informazioni di cifratura all’interno del testamento, perché diventeranno pubbliche e potrebbero essere accessibili a persone non autorizzate.”
Raccomandazioni pratiche per proprietari e consulenti
Per ridurre il rischio di perdita patrimoniale, è utile adottare una combinazione di misure: documentazione legale aggiornata (testamenti, trust), nomina di fiduciari con competenze digitali, istruzioni chiare su liquidazione o mantenimento degli asset e un piano di accesso sicuro alle chiavi private o alle credenziali di custodia.
I consulenti patrimoniali devono inoltre adeguare le loro procedure per porre domande specifiche sui beni digitali, capire i meccanismi di custodia scelti dal cliente e collaborare con esperti tecnici quando necessario, così da mantenere il ruolo di consulente qualificato anche in presenza di asset digitali complessi.
Infine, la comunicazione familiare rimane un elemento cruciale: spiegare in modo chiaro ai beneficiari dove si trovano le informazioni essenziali e chi contattare in caso di necessità può evitare il deterioramento del patrimonio a seguito di eventi imprevisti.