Banca Progetto salvata: il Fondo interbancario dà il via al salvataggio
- 26 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Consiglio del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) ha autorizzato l’intervento per il salvataggio di Banca Progetto, segnando una tappa fondamentale dell’operazione che prevede l’ingresso di un pool di istituti e la gestione dei crediti deteriorati da parte di Amco.
Un consigliere ha dichiarato:
“Era un atto dovuto per poter finalizzare l’operazione messa a punto dai due commissari straordinari della banca.”
L’intervento deliberato dal consorzio obbligatorio, presieduto da Mario Stella Richter, consente di completare l’accordo che vedrà la partecipazione di cinque grandi gruppi bancari italiani per l’acquisizione degli asset sani, mentre Amco si occuperà del portafoglio di crediti deteriorati.
Lo stesso consigliere ha osservato:
“Il costo dell’operazione sarà di poco inferiore a quello sostenuto per il salvataggio della Popolare di Bari.”
La banca era stata posta in commissariamento e prima di quella fase era guidata da Paolo Fiorentino. L’intervento del Fitd è pensato per garantire continuità operativa e tutelare i depositanti, limitando al contempo l’esposizione sistemica del comparto bancario.
Dettagli dell’intervento
Il meccanismo adottato prevede che il consorzio obbligatorio del Fitd finanzi una parte dell’operazione per favorire la ricapitalizzazione o il trasferimento degli asset di Banca Progetto. Il ruolo di Amco sarà centrale nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati, attività che mira a isolare le esposizioni problematiche e a facilitare la ripresa della nuova governance bancaria.
La partecipazione delle cinque grandi banche italiane soggiace a valutazioni sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione e alle condizioni poste dai commissari straordinari per la cessione degli asset. L’intervento è inoltre coordinato con le autorità di vigilanza competenti per assicurare conformità normativa e stabilità di sistema.
Ruolo dei commissari e governance
I due commissari straordinari incaricati hanno predisposto il piano di salvataggio che include la valutazione degli attivi e la definizione delle condizioni per il trasferimento agli acquirenti. Tale figura ha poteri straordinari per adottare misure urgenti a tutela dei depositanti e dell’operatività bancaria fino alla conclusione della trattativa.
Il passaggio di proprietà o l’ingresso di nuovi soci richiederà l’adeguamento della governance aziendale, con la nomina di nuovi amministratori e la definizione di un piano industriale credibile per il rilancio della banca sul mercato.
Impatto sul sistema bancario e sui risparmiatori
Dal punto di vista sistemico, l’operazione cerca di limitare gli effetti di contagio evitando interventi diretti a carico dello Stato e distribuendo il costo tra gli istituti che aderiscono al consorzio obbligatorio. Questo approccio punta a preservare la fiducia dei risparmiatori e la stabilità finanziaria locale.
Per i depositanti la priorità è mantenere l’accesso ai servizi bancari e la protezione dei depositi entro i limiti previsti dal quadro regolamentare. Per gli istituti coinvolti, l’operazione rappresenta anche un’occasione per consolidare portafogli e ottimizzare l’esposizione ai crediti deteriorati tramite Amco.
Prossimi passaggi
I prossimi passi prevedono la definizione finale degli accordi tra i soggetti coinvolti, la due diligence dettagliata sugli attivi e la formalizzazione delle condizioni economiche. Solo a seguito di questi adempimenti si potrà procedere con il trasferimento operativo e la piena integrazione delle attività secondo il piano concordato.
Nel medio termine si valuteranno gli effetti sul capitale degli istituti partecipanti e le eventuali ricadute regolamentari, con un monitoraggio costante delle autorità di vigilanza per assicurare che l’intervento raggiunga gli obiettivi di stabilità e tutela dei risparmiatori.