Sui Group (SUIG) ridefinisce le tesorerie in criptovalute con stablecoin e defi

Sui Group Holdings, l’unica società quotata al Nasdaq ad avere un rapporto ufficiale con la Sui Foundation, si sta posizionando per diventare l’attore economico più rilevante nell’ecosistema della blockchain Sui, secondo quanto affermato dal direttore degli investimenti Steven Mackintosh.

Il nuovo posizionamento e la strategia DAT

La società statunitense, precedentemente nota come Mill City Ventures, ha assunto il nome di Sui Group Holdings nel 2025 mentre ridefiniva il proprio modello verso una strategia di tesoreria di asset digitali sostenuta dalla fondazione (Digital Asset Treasury, DAT) incentrata sul token nativo SUI. Pur continuando a investire e offrire consulenza a società quotate e non, la priorità dichiarata dall’azienda è diventata l’accumulazione di SUI e la costruzione di infrastrutture che producano rendimenti ricorrenti per gli azionisti.

Steven Mackintosh said:

“Le nostre performance saranno sempre correlate al prezzo di SUI. L’obiettivo è diventare il DAT più innovativo sul mercato integrandoci profondamente nell’ecosistema Sui.”

Crescita del tesoro in SUI

Al momento Sui Group detiene circa 108 milioni di token SUI, valutati intorno a 160 milioni di dollari, ovvero poco meno del 3% dell’offerta circolante. L’obiettivo a breve termine è portare quella quota al 5% del flottante, traguardo considerato strategico dall’azienda.

La società ha inoltre migliorato la metrica SUI per azione, un indicatore simile al parametro ETH-per-share usato da tesorerie focalizzate su Ethereum, passando da 1,14 a 1,34. In un’operazione PIPE conclusa quando SUI veniva scambiato intorno a 4,20 dollari, la tesoreria era stata valutata fra 400 e 450 milioni di dollari.

Sui Group ha raccolto circa 450 milioni di dollari, trattenendo deliberatamente circa 60 milioni per gestire il rischio di mercato: una misura che, secondo Mackintosh, ha evitato vendite forzate di token durante periodi di elevata volatilità. Gli asset digitali del gruppo sono custoditi e gestiti dall’asset manager ufficiale Galaxy Digital.

Da tesoreria a modello operativo

L’azienda sta evolvendo oltre l’acquisto e lo staking di SUI verso un modello operativo completo centrato su prodotti e flussi di ricavo. Al centro del progetto c’è SuiUSDE, uno stablecoin nativo e portatore di rendimento realizzato in collaborazione con la Sui Foundation e Ethena, la cui messa in produzione è prevista dopo il completamento dei test.

Steven Mackintosh said:

“Wall Street comprende meglio gli stablecoin rispetto agli altcoin. Questa è un’opportunità per catturare quel premio all’interno di un veicolo azionario pubblico.”

Secondo la struttura prevista, il 90% delle commissioni generate da SuiUSDE confluirà nuovamente in Sui Group Holdings e nella Sui Foundation, con l’obiettivo di riacquistare SUI sul mercato aperto o di reinvestire in protocolli DeFi nativi di Sui. Lo stablecoin dovrebbe essere utilizzato su piattaforme come DeepBook, Bluefin, Navi e su exchange decentralizzati (DEX) come Cetus, nonché impiegato come collaterale nell’ecosistema.

Il gruppo punta ad attrarre gli utenti DeFi alla ricerca di rendimento che hanno contribuito alla crescita di Ethena su Ethereum, portando quell’attività su Sui. Sono in corso discussioni con operatori del settore, fra cui Pendle, per integrare ulteriori funzionalità e prodotti.

Ethena è un protocollo DeFi nato su Ethereum che ha sviluppato un dollaro sintetico, USDe, e un’infrastruttura finanziaria cripto-native progettata per operare senza dipendere dai tradizionali intermediari bancari. Il suo approccio prevede l’uso di coperture delta-neutral su collaterale crittografico combinate con posizioni in derivati invece di riserve fiat custodite in banche.

Ricavi DeFi e ambizioni di rendimento

Sui Group ha inoltre siglato un accordo di condivisione dei ricavi con Bluefin, il principale DEX per contratti perpetual su Sui. La società percepisce una percentuale fissa delle commissioni di trading, creando così una fonte di ricavi ricorrente per la sua DAT.

Steven Mackintosh said:

“I perpetuals rappresentano il caso d’uso killer nelle crypto. Siamo passati dall’essere una società che compra e mette in staking SUI a un’impresa operativa che possiede uno stablecoin e genera ricavi tramite un DEX per perps.”

Altri due accordi nell’ecosistema sono in fase di definizione. Pur con un rendimento base da staking di circa il 2,2%, il meccanismo di offerta fissa a 10 miliardi di token e il burn delle commissioni rendono la rete strutturalmente deflazionistica secondo Mackintosh, in contrasto con reti caratterizzate da dinamiche inflazionistiche come Solana o Ethereum.

Se Sui Group riuscisse ad aumentare il rendimento effettivo fino a circa il 6% grazie ai ricavi operativi, la metrica SUI per azione potrebbe crescere in modo significativo nei prossimi cinque anni, anche prima di considerare eventuali rivalutazioni di prezzo.

Steven Mackintosh said:

“La combinazione di deflazione e rendimenti più elevati ci offre un quadro molto convincente sul lungo periodo.”

Disciplina finanziaria e gestione della volatilità

Mackintosh ha posto l’accento sulla disciplina del capitale, distinguendo l’approccio del gruppo da quello di altri DAT che hanno dovuto affrontare vendite forzate di asset o ristrutturazioni legate a strumenti di debito convertibile durante periodi di stress di mercato.

Di recente Sui Group ha riacquistato l’8,8% delle proprie azioni e dispone ancora di circa 22 milioni di dollari in liquidità, risorse che, secondo la direzione, forniscono flessibilità senza obbligare a scelte dettate dall’urgenza di breve termine.

Steven Mackintosh said:

“Siamo stati pazienti, abbiamo impiegato la liquidità in modo efficace e non abbiamo inseguito operazioni di ingegneria finanziaria. Questa disciplina è cruciale in questo mercato.”

Guardando al 2026, l’orizzonte strategico resta concentrato: fare di Sui Group Holdings l’attore economico centrale nell’ecosistema Sui e offrire agli investitori di mercato un veicolo azionario più trasparente per partecipare alla crescita della rete.