Perché Bitcoin sta tradendo il ruolo di oro digitale
- 25 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
In teoria Bitcoin dovrebbe prosperare nei momenti di incertezza, essendo una forma di moneta solida e resistente alla censura; nella pratica invece sta diventando spesso il primo bene che gli investitori liquidano quando la pressione aumenta.
Nell’ultima settimana, con l’acuirsi delle tensioni geopolitiche a seguito delle minacce di dazi da parte di Donald Trump in relazione alla proposta di acquisizione della Groenlandia e con speculazioni su possibili mosse militari nell’Artico, i mercati hanno registrato correzioni e un forte aumento della volatilità.
Dal 18 gennaio, quando per la prima volta sono emerse le minacce di dazi, Bitcoin ha perso circa il 6,6% del suo valore, mentre il oro ha guadagnato l’8,6%, raggiungendo nuovi picchi vicino ai 5.000 dollari.
Come si comportano gli asset in fase di stress
La differenza fondamentale dipende dal ruolo che ciascun asset svolge nei portafogli quando prevale l’avversione al rischio. La natura sempre attiva del trading in Bitcoin, la liquidità diffusa e la possibilità di regolamento istantaneo lo rendono facilmente smobilizzabile quando gli investitori necessitano rapidamente di liquidità.
Al contrario, l’oro, pur essendo meno immediatamente accessibile per singoli investitori, tende a essere detenuto come riserva piuttosto che venduto in prima battuta. Questo comportamento fa sì che, in fase di panico, Bitcoin si comporti più come un “bancomat” da cui prelevare contante, minando la narrativa secondo cui sarebbe un vero “oro digitale”.
Greg Cipolaro ha scritto:
“In periodi di stress e incertezza, la preferenza per la liquidità ha la meglio, e questa dinamica penalizza molto più Bitcoin che l’oro.”
Greg Cipolaro ha scritto:
“Nonostante la liquidità relativa per dimensioni, Bitcoin rimane più volatile e viene venduto in modo riflesso quando si smontano le posizioni a leva. Di conseguenza, in scenari risk-off viene frequentemente impiegato per raccogliere liquidità, ridurre il VAR e de-riskare i portafogli, mentre l’oro continua a funzionare come un vero ‘sink’ di liquidità.”
Domanda strutturale e movimenti dei detentori
Un ulteriore elemento che accentua la divergenza è la composizione della domanda. Le banche centrali stanno accumulando oro a livelli record, creando una domanda strutturale solida che sostiene i prezzi. Sul fronte opposto, i detentori a lungo termine di Bitcoin sembrano aver iniziato a liquidare parte delle proprie posizioni.
I dati on-chain mostrano che monete con molteplici anni di detenzione vengono spostate verso gli exchange, suggerendo una continua offerta di vendita. Questo accumulo di vendite potenziali crea un cosiddetto “seller overhang” che attenua il supporto ai prezzi.
Nel caso dell’oro, invece, il flusso opposto rafforza il mercato: grandi detentori, in particolare le banche centrali, continuano ad aumentare le riserve, assorbendo offerta e fornendo stabilità.
Prezzi del rischio: episodico vs strutturale
Un’altra chiave di lettura è come i mercati valutano i rischi attuali. Le turbolenze recenti sono percepite come eventi episodici — dazi, minacce politiche e shock di breve periodo — per i quali l’oro ha storicamente funzionato come copertura efficace.
Bitcoin, al contrario, è più adatto a coprire preoccupazioni di lungo termine, come la svalutazione sistematica delle valute fiat o crisi del debito sovrano. Questi scenari implicano un deterioramento della fiducia che si sviluppa nel tempo, non settimane.
Greg Cipolaro ha aggiunto:
“L’oro eccelle nei momenti di perdita immediata di fiducia, rischio di guerra e svalutazione della valuta fiat che non comportano una rottura totale del sistema. Bitcoin, invece, è più indicato per coprire disordini monetari e geopolitici a lungo termine e l’erosione della fiducia che si sviluppa nel corso di anni, non di settimane.”
Implicazioni per investitori e portafogli
Per gli investitori e i gestori di portafoglio la distinzione pratica è rilevante: in un contesto di emergente avversione al rischio, gli strumenti più liquidi e facilmente liquidabili vengono spesso utilizzati come fonte immediata di capitale, indipendentemente dalla narrativa di lungo termine.
Chi considera Bitcoin come copertura dovrebbe quindi valutare non solo il suo posizionamento teorico rispetto all’inflazione o alla perdita di fiducia nelle valute, ma anche l’effettiva funzione che svolge nei mercati in momenti di panico. Allo stesso modo, il ruolo difensivo dell’oro tra gli attori istituzionali rafforza la sua utilità in scenari di shock a breve termine.
In sintesi, la differenza tra Bitcoin e oro non è solo tecnologica o ideologica, ma anche operativa: liquidità, composizione dei detentori e orizzonte temporale dei rischi determinano quale asset sia preferito come rifugio nelle diverse fasi di stress finanziario.