Immobili commerciali, meno aste e prezzi che raddoppiano

Meno procedure ma immobili di maggior valore: al 31 dicembre 2025 il quadro del mercato italiano delle aste immobiliari mostra un mutamento strutturale, con un calo del numero complessivo delle procedure accompagnato da una crescente concentrazione del valore sugli asset di dimensioni e prezzo più elevati, e con dinamiche che variano a seconda della tipologia e della modalità di vendita rispetto all’anno precedente.

La fotografia è offerta dall’Osservatorio Berry Brick di Berry Srl, società di consulenza specializzata nella valorizzazione degli asset immobiliari e dei crediti garantiti, che analizza flussi, prezzi di partenza e composizione degli immobili arrivati all’incanto.

Nel comparto residenziale il 2025 registra 55.648 avvisi di vendita pubblicati, in calo rispetto ai 63.585 del 2024 (−12,5%), mentre il prezzo medio di partenza rimane sostanzialmente stabile: questo indica una diminuzione quantitativa delle procedure senza un deterioramento significativo del valore medio degli immobili abitativi offerti all’asta.

Per gli immobili commerciali le differenze più marcate

Nel segmento che include, tra gli altri, strutture alberghiere, magazzini, capannoni industriali e laboratori artigianali, nel 2025 sono state registrate 20.539 procedure, in diminuzione dell’11,5% rispetto alle 23.208 del 2024, ma con un forte aumento del valore economico complessivo. Il prezzo medio di partenza è passato da 192.017 euro nel 2024 a 476.019 euro nel 2025 (+147,9%), mentre il valore totale delle basi d’asta è salito da 4,4 miliardi a 9,8 miliardi (+119,4%).

Luca Bonacina ha spiegato:

“Spesso bastano pochi lotti di grande rilievo per alterare i valori medi: questa tendenza indica una selezione degli asset che vengono posti in vendita, con una crescente presenza di immobili di pregio e di interesse per investitori istituzionali. Inoltre, molte Pmi in difficoltà conservano un sottostante immobiliare di valore. Il riordino normativo delle procedure ha favorito chiusure anticipate e un dialogo più efficace tra debitori e creditori, aumentando la propensione ad intervenire prima dell’asta e migliorando la qualità degli immobili che arrivano sul mercato.”

Queste tendenze implicano alcune conseguenze sul piano pratico e istituzionale: la concentrazione del valore su pochi asset può attrarre investimenti professionali e fondi specializzati, ma solleva anche questioni sulla liquidità del mercato per i lotti di dimensioni minori. Il miglior funzionamento delle procedure esecutive e concorsuali, supportato da interventi normativi e da pratiche più snelle, ha avuto un ruolo centrale nel ridurre i tempi di chiusura e nel favorire soluzioni concordate tra creditori e debitori, con effetti diretti sulla qualità delle vendite all’incanto.

Per gli operatori finanziari, per gli investitori e per le imprese coinvolte nelle procedure di insolvenza, il nuovo profilo del mercato richiede strategie differenziate: maggiore attenzione alla selezione dei lotti, valutazioni più accurate del potenziale di riutilizzo o rilancio degli immobili e una più stretta collaborazione con i soggetti giudiziari e amministrativi per accelerare processi di valorizzazione efficiente.



Author: Tony
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