Il nuovo segreto per sbloccare una linea di credito senza ricorrere alla banca
- 25 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Immaginiamo un investitore che possiede una casa in Svizzera e una villa sul mare a Miami, per un valore complessivo attorno ai $10 milioni. In questo momento però cerca semplicemente una linea di credito per una stagione sulle piste di St. Moritz, un viaggio al festival di Cannes e alcuni interventi sulla sua imbarcazione.
Nella finanza tradizionale tale cliente potrebbe rivolgersi alla propria banca e impegnare quegli immobili come garanzia per un prestito flessibile e di breve termine. Se però una quota rilevante del patrimonio è costituita da criptovalute, ottenere liquidità diventa molto più complesso.
I numeri riflettono questa trasformazione: secondo un sondaggio condotto da Henley & Partners, nel 2025 la popolazione mondiale di milionari in criptovalute è cresciuta fino a circa 241.700, con un aumento del 40% rispetto all’anno precedente. La domanda è quindi: come trasformano in liquidità i loro capitali gli investitori che hanno fatto fortuna con le crypto, se le banche tradizionali spesso rifiutano questi asset e vendere comporta implicazioni fiscali o strategiche?
Una risposta risiede in strategie di prestito sofisticate basate sulla finanza decentralizzata, nota come DeFi. A spiegarlo è Jerome de Tychey, fondatore di Cometh, una società che facilita l’accesso alle soluzioni DeFi per aziende e family office e che ha recentemente ottenuto una licenza MiCA in Francia.
Per un investitore che è nativo del mondo crypto la procedura può essere semplice: ad esempio depositare Ether su una piattaforma come Aave e prelevare stablecoin. Per chi ha invece accumulato ricchezza comprando e mantenendo criptovalute, senza familiarità con il funzionamento tecnico della DeFi, il processo può risultare disorientante.
Jerome de Tychey said:
“Per il pubblico non esperto è ancora un sistema troppo complesso e sofisticato; per questo spesso interveniamo noi per assistere, ad esempio, i family office che hanno una quota significativa di crypto e desiderano una linea di credito.”
Nel mondo della clientela facoltosa, l’opzione tradizionale più comune è il prestito con garanzie mobiliari, noto come credito Lombard. Si tratta di finanziamenti flessibili e di breve periodo garantiti da strumenti finanziari — azioni, obbligazioni, portafogli d’investimento — che consentono di ottenere liquidità senza dover vendere gli asset, evitando così plusvalenze realizzate e conservando benefici come i dividendi.
Tipicamente questi clienti dispongono di patrimoni che si misurano in decine o centinaia di milioni di dollari; l’obiettivo è preservare la struttura del patrimonio sostenendo al contempo spese di stile di vita al costo più contenuto possibile.
Secondo de Tychey, Cometh inserisce una componente DeFi nelle operazioni tradizionali: esempi pratici possono includere l’utilizzo di Bitcoin su Aave, depositi in USDC su Morpho o la fornitura di liquidità da Ether a Bitcoin su Uniswap, integrando così mercati decentralizzati nelle strutture di credito personalizzate.
DeFi vs TradFi: tempistiche, anonimato e rischi
Una delle attrattive dei prestiti garantiti da crypto è la rapidità: su alcune piattaforme un finanziamento garantito da Bitcoin può essere erogato in pochi secondi, mentre un prestito Lombard presso una banca privata può richiedere fino a diversi giorni per le verifiche e l’istruttoria.
La natura permissionless di molte soluzioni DeFi riduce inoltre la necessità di complesse verifiche creditizie e dichiarazioni fiscali, e può offrire un grado di anonimato che alcuni clienti trovano interessante. Tuttavia questi vantaggi vanno bilanciati con svantaggi concreti: la volatilità dei prezzi delle criptovalute può determinare liquidazioni automatiche della garanzia gestite da smart contract, e la dipendenza dalla correttezza del codice introduce rischi tecnologici e di controparte diversi rispetto ai finanziamenti tradizionali.
Dal punto di vista regolamentare e fiscale, infine, l’uso di crypto come collaterale solleva questioni su reporting, conformità antiriciclaggio e trattamento delle plusvalenze: l’adozione di licenze come MiCA e l’intervento di operatori regolamentati contribuiscono a colmare questo gap, rendendo più accettabile l’uso di soluzioni ibride per banche e family office.
La ‘tradfi-cation’ della DeFi e la tokenizzazione degli asset
Oltre all’impiego diretto di crypto, Cometh sta esplorando l’applicazione di logiche DeFi a strumenti tradizionali — azioni, obbligazioni e derivati — basandosi sui codici identificativi ISIN. L’idea è di creare prodotti di debito privati che consentano a chi detiene titoli (ad esempio azioni Tesla) di utilizzare questi diritti per ottenere liquidità senza vendere gli strumenti sottostanti.
Jerome de Tychey said:
“Stiamo esaminando approcci che passano attraverso prodotti di debito privati dedicati accessibili a chi ha un conto titoli. È una sorta di tokenizzazione al contrario: un processo che avvicina la DeFi al mondo della finanza tradizionale.”
Questa forma di «tradfi-cation» implica non solo aspetti tecnologici (token che rappresentano posizioni ISIN in fondi dedicati) ma anche adeguamenti normativi e operativi per garantire trasparenza, capacità di custodia e conformità regolatoria — elementi fondamentali per convincere istituzioni e investitori istituzionali a integrare soluzioni ibride.
In sintesi, per chi detiene ricchezza significativa in criptovalute esistono ormai percorsi alternativi per ottenere liquidità tempestiva e flessibile senza smobilizzare posizioni. La crescita di operatori regolamentati, l’adozione di licenze specifiche e lo sviluppo di prodotti che integrano DeFi e TradFi stanno creando un ecosistema più maturo, pur mantenendo la necessità di attenta gestione del rischio, adeguamento normativo e consulenza specialistica per la clientela più sofisticata.