BIP-110: soft fork temporaneo conquista oltre il 2% dei nodi Bitcoin

Il numero di nodi Bitcoin che segnalano supporto alla proposta di soft fork temporaneo BIP-110 è salito al 2,38%. Al momento 583 nodi su 24.481 dichiarano di eseguire BIP-110, e l’implementazione software principale utilizzata per attivare la proposta è Bitcoin Knots.

Cosa prevede il BIP-110

BIP-110 introduce limiti temporanei ai dati inclusi nelle transazioni a livello di consenso: gli output delle transazioni verrebbero ridotti a 34 byte e il campo OP_RETURN verrebbe limitato a 83 byte. La proposta è concepita come un soft fork temporaneo della durata di un anno, con la possibilità di proroga o modifica al termine del periodo previsto.

OP_RETURN e il contesto tecnico

OP_RETURN è un codice di script che permette di inserire dati arbitrari nella blockchain. La questione dell’uso di OP_RETURN è tornata al centro del dibattito dopo che la versione 30 di Bitcoin Core ha rimosso unilateralmente la limitazione a 83 byte, a seguito di un pull request controverso proposto nella prima metà del 2025. Tale modifica, resa operativa con l’aggiornamento rilasciato nell’ottobre 2025, ha scatenato reazioni contrastanti all’interno della community.

Chi critica la rimozione del limite sostiene che l’assenza di vincoli incentiva l’inserimento massiccio di dati arbitrarî nella catena, favorendo potenzialmente lo spam e aumentando i costi di conservazione per chi gestisce un nodo.

Divisioni nella comunità e punti di vista

Matthew Kratter said:

“È come una di quelle piante parassite, come l’edera, che ricopre completamente un albero: lo consuma, la struttura interna crolla e infine anche l’edera soccombe perché ha distrutto il sostegno. Questo è ciò che lo spam può potenzialmente fare a Bitcoin.”

Altri attori della community, tra cui contributori a Bitcoin Core come Jameson Lopp, sostengono invece che rimuovere il tetto su OP_RETURN non risolva effettivamente il problema dello spam e che i filtri o le soluzioni applicative possano essere più efficaci rispetto a restrizioni di consenso rigide.

Implicazioni per decentralizzazione e costi

La presenza di dati arbitrari aumenta lo spazio necessario per memorizzare la blockchain e può elevare i requisiti hardware per gestire un nodo completo. Se i requisiti crescono in modo significativo, il rischio è una progressiva centralizzazione della rete, poiché solo operatori con risorse maggiori potrebbero sostenere i costi di archiviazione e banda.

Storicamente, uno dei punti di forza di Bitcoin è la possibilità di eseguire un nodo su hardware consumer. Un innalzamento della soglia tecnica minaccia questa accessibilità e, con essa, il modello di sicurezza basato su una larga distribuzione di nodi indipendenti.

Per mitigare tali rischi, nella discussione tecnica vengono richiamati strumenti alternativi: meccanismi di tariffazione più stringenti per l’inclusione di dati, strategie di pruning, soluzioni di storage off-chain e regole di consenso temporanee come quella proposta da BIP-110.

Prossimi passi e governance

La durata temporanea del soft fork prevista da BIP-110 implica che l’adozione dipenderà dalla volontà degli operatori di nodo e dalla reazione della community nel corso dell’anno di sperimentazione. Con il livello attuale di segnalazione (2,38%), la proposta è ancora minoritaria e richiederà coordinamento e comunicazione per raggiungere una soglia critica di supporto.

Eventuali decisioni future potranno prevedere estensioni, modifiche tecniche o l’abbandono dell’intervento, a seconda degli effetti osservati su costi di storage, qualità del servizio e centralizzazione. Il processo mette in evidenza come cambiamenti a livello di consenso richiedano non solo valutazioni tecniche, ma anche dialogo istituzionale e consenso tra sviluppatori, operatori di nodi e utenti.

In assenza di un consenso chiaro, il dibattito proseguirà sia sui piani tecnici sia su quelli politici ed economici, con l’obiettivo comune di preservare la sicurezza e l’accessibilità della rete Bitcoin.