Ucraina, negoziati ad Abu Dhabi: il Cremlino esige il ritiro delle forze di Kiev dal Donbass; ancora attacchi russi nella notte

Lo scoglio principale che continua a ostacolare una soluzione negoziata del conflitto in Ucraina rimane la questione territoriale: lo conferma la posizione espressa dal Cremlino nel giorno in cui ad Abu Dhabi sono ripresi i colloqui diretti tra delegazioni di Kiev e Mosca, sostenute da mediatori internazionali.

Dmitry Peskov ha dichiarato:

“Le forze armate ucraine devono lasciare il territorio del Donbass.”

Questa condizione è incompatibile con quanto più volte ribadito dal presidente Volodymyr Zelensky, il quale ha chiarito di non poter accettare la cessione di territori come premessa per la pace. Allo stesso tempo, il capo dello Stato ucraino ha confermato un accordo sul rafforzamento delle difese antiaeree ottenuto durante l’incontro con il presidente statunitense.

Volodymyr Zelensky ha dichiarato:

“Non dirò quanti missili”.

I colloqui ad Abu Dhabi e il ruolo dei mediatori

Per la prima volta dagli ultimi incontri estivi, delegati ucraini e russi hanno ripreso contatti diretti negli Emirati Arabi Uniti, dopo tre tornate di negoziati svolte a Istanbul e facilitate da Turchia. La riapertura del canale di dialogo è stata definita da Zelensky come “un passo avanti” e assume maggior rilievo per la presenza attiva di mediatori statunitensi.

La delegazione degli Stati Uniti ad Abu Dhabi è guidata dall’inviato speciale Steve Witkoff e vede la partecipazione di Jared Kushner, consigliere e membro della cerchia dell’ex presidente statunitense. Gli Stati Uniti hanno intensificato i contatti diplomatici nelle giornate precedenti i colloqui, includendo incontri bilaterali di alto livello.

Negli stessi giorni il presidente Donald Trump ha avuto un incontro con il presidente ucraino a Davos. Parallelamente, Witkoff e Kushner hanno sostenuto un colloquio notturno di oltre quattro ore al Cremlino con il presidente Vladimir Putin, volta a sondare possibili aperture e a stabilire condizioni di dialogo più stabili.

Yuri Ushakov ha dichiarato:

“È stato un incontro franco e basato sulla fiducia; è risultato utile sotto tutti gli aspetti, per noi e per gli Stati Uniti.”

La mediazione statunitense punta a tradurre questi contatti in progressi concreti, ma restano evidenti i punti di divergenza soprattutto sul futuro assetto territoriale del Donbass e su garanzie di sicurezza che possano essere accettabili per entrambe le parti.

Implicazioni strategiche e il tema delle forniture militari

L’accordo annunciato sulle munizioni per il sistema di difesa aerea Patriot evidenzia la centralità delle forniture militari nei negoziati: rafforzamenti difensivi vengono presentati come misura necessaria per la protezione del territorio ucraino, ma possono anche alimentare tensioni con la parte russa. La questione solleva dibattiti sulla durata del conflitto, sui rischi di escalation e sulle possibili garanzie internazionali che potrebbero accompagnare un accordo di cessate il fuoco.

Per valutare l’impatto politico e istituzionale di eventuali intese sarà necessario il coinvolgimento di attori multilaterali, la definizione di meccanismi di verifica e la predisposizione di misure di sicurezza credibili per entrambe le parti.

La situazione nella capitale: nuovi attacchi e vittime

Nella stessa notte in cui si svolgevano i contatti diplomatici, la città di Kiev è stata nuovamente bersaglio di attacchi sferrati con droni e missili balistici, che hanno colpito diverse aree urbane provocando esplosioni udite in molte zone della capitale.

Secondo le autorità locali, l’attacco ha interessato tre aree della città causando, al momento, una persona deceduta e tre feriti gravi. Sono stati segnalati danni a edifici non residenziali nei distretti di Desnyanskyi e Holosiivskyi, mentre nel distretto di Solomyanskyi è stato colpito un edificio uffici di sei piani.

Nel distretto di Dnipro la caduta di detriti ha incendiato un camion di carburante parcheggiato, con rischi per la sicurezza del personale e dei residenti. Medici intervenuti nella notte hanno ricoverato due persone in condizioni critiche nel distretto di Holosiivskyi. Inoltre, un attacco nel distretto di Darnytsia ha danneggiato una struttura sanitaria privata, con finestre frantumate e almeno un ferito tra il personale o i pazienti.

Tkachenko ha dichiarato:

“È stata segnalata una persona deceduta e tre ferite; sono in corso gli accertamenti sui danni e sull’entità delle vittime.”

Questi episodi illustrano come, nonostante gli sforzi diplomatici, la situazione sul terreno resti volatile e renda urgente l’adozione di misure di protezione civile e di canali di comunicazione per prevenire ulteriori danni alla popolazione civile e alle infrastrutture essenziali.

Prospettive e scenari

Le trattative in corso ad Abu Dhabi rappresentano una tappa importante ma non risolutiva. La questione territoriale rimane il nodo politico più complesso: qualsiasi intesa dovrà contemperare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina con le richieste di chi cerca garanzie di sicurezza attraverso accordi che possano essere verificati da terzi.

Per progredire verso una soluzione sostenibile saranno necessari impegni concreti da parte degli attori internazionali, meccanismi di monitoraggio trasparenti e un pacchetto di misure che affronti sia le esigenze militari che quelle umanitarie, oltre a percorsi politici per la ricostruzione e la riconciliazione.



Author: Tony
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