Torino: i metalmeccanici si mobilitano per difendere l’industria
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La mobilitazione in difesa dell’industria nasce dalla consapevolezza che l’assegnazione della nuova Fiat 500 ibrida allo stabilimento di Mirafiori e l’assunzione di circa 400 addetti, in prevalenza per le Carrozzerie, non sono sufficienti a contrastare una crisi profonda che sta colpendo la produzione manifatturiera del Piemonte.
Le iniziative sindacali coinvolgono le principali sigle del settore metalmeccanico: Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl, insieme all’Associazione dei Quadri, che in questi giorni ha promosso presìdi e cortei davanti ai cancelli delle principali fabbriche torinesi.
Gli appuntamenti pubblici hanno interessato, dopo il polo Stellantis e lo stabilimento Marelli di Venaria, anche il sito produttivo di Iveco, contestualmente ai presìdi alla Primotecs di Avigliana, azienda storica dell’indotto automobilistico che sta affrontando una vertenza significativa.
Obiettivi della mobilitazione
I delegati delle principali imprese del territorio si sono incontrati alla fine di novembre per approvare un piano di mobilitazione e per sollecitare l’apertura di un tavolo permanente dedicato al futuro dell’industria locale.
Le sigle sindacali hanno scritto:
“Avviare un confronto continuo e proficuo con l’obiettivo di tutelare e rilanciare il principale settore produttivo del territorio.”
Analisi delle criticità
I metalmeccanici hanno osservato:
“La città sta attraversando da anni una crisi industriale ed economica senza precedenti, soprattutto per il calo della produzione nel comparto automobilistico, che continua a rappresentare il settore con il maggior numero di occupati.”
Le organizzazioni sindacali segnalano rischi di deindustrializzazione e manifestano preoccupazione per alcune operazioni societarie ritenute strettamente finanziarie. In particolare viene citata la possibile cessione della quota di controllo di Iveco alla multinazionale indiana Tata Motors, operazione che vedrebbe la famiglia Agnelli/Elkann e la holding Exor trasferire la maggioranza a un gruppo estero.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori, Iveco costituisce una capacità industriale strategica per l’area metropolitana e per l’intera filiera dell’auto: la cessione per soli fini finanziari può indebolire il controllo sulle scelte industriali e aumentare l’incertezza occupazionale, con effetti a cascata su fornitori e centri di competenza locali.
La vicenda della Primotecs di Avigliana è indicata come esempio delle tensioni che possono coinvolgere l’indotto: difficoltà aziendali o ridimensionamenti in un fornitore storico rischiano di generare perdite occupazionali significative e di compromettere l’ecosistema produttivo regionale.
Per questo motivo le organizzazioni chiedono che il tavolo permanente includa non solo le controparti sociali e le imprese, ma anche la Regione Piemonte, il Governo e il Ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di definire misure coordinate a favore della competitività, della tutela dell’occupazione e della transizione tecnologica del settore.
Tra le proposte avanzate figurano interventi per sostenere la ricerca e lo sviluppo, incentivi per gli investimenti nella filiera dell’ibrido ed elettrico, programmi di sostegno alle piccole e medie imprese fornitrici e percorsi di riconversione professionale per i lavoratori coinvolti da riduzioni di attività.
Nei prossimi giorni sono previste nuove iniziative ai cancelli e momenti di confronto pubblico. Le parti coinvolte sottolineano la necessità di trasformare la mobilitazione in un percorso negoziale stabile, capace di produrre soluzioni concrete e durature per l’industria torinese e per l’intera filiera automobilistica regionale.