Scuola, Santanchè propone un calendario scolastico per rilanciare il turismo
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il governo sta valutando una possibile revisione dei calendari scolastici con l’obiettivo di integrare nel percorso formativo esperienze di viaggio e visite dedicate alla scoperta dell’Italia e del Made in Italy, oltre ad adottare soluzioni ispirate ai modelli europei più flessibili.
Daniela Santanchè ha dichiarato:
“Stiamo lavorando a una graduale revisione dei piani scolastici per integrare viaggi alla scoperta dell’Italia più autentica e per rendere il calendario scolastico più vicino ai modelli europei moderni e flessibili.”
La ministra del Turismo sta confrontandosi con il ministro dell’Istruzione per definire possibili linee guida, ma al momento si tratta di ipotesi e valutazioni in corso.
Ministero dell’Istruzione ha precisato:
“Nessuna proposta concreta.”
Cosa si sta valutando
La proposta principale consiste nell’allinearsi ad altri Paesi dove le pause scolastiche sono distribuite in modo più equilibrato durante l’anno, con l’obiettivo di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e una migliore distribuzione delle presenze sul territorio nazionale.
Daniela Santanchè ha illustrato questa visione durante il Terzo Forum Internazionale del Turismo a Milano:
“Una diversa distribuzione delle pause favorirebbe una migliore distribuzione dei flussi, contribuendo al benessere delle famiglie e alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale.”
Chi ci ha già pensato
L’idea non è del tutto nuova: alcune amministrazioni regionali hanno già avviato riflessioni o sperimentazioni. In particolare la Emilia-Romagna ha valutato un calendario alternativo che prevede una pausa didattica tra il primo e il secondo quadrimestre e il termine delle lezioni verso la fine di giugno, con un’estate più breve e più periodi di vacanza distribuiti nel corso dell’anno.
Gli altri Paesi
In confronto, l’Italia conserva attualmente una delle pause estive più lunghe d’Europa (circa 13 settimane) e un numero elevato di giorni di lezione effettivi (intorno ai 200 giorni). In molti Stati europei sono invece previste più interruzioni distribuite nell’arco dell’anno, con conseguente riduzione della concentrazione delle presenze turistiche nella stagione estiva.
Una diversa organizzazione delle vacanze potrebbe quindi favorire una maggiore stabilità del settore turistico, alleggerire i picchi stagionali e offrire alle famiglie più opzioni di fruizione delle vacanze durante l’anno.
Implicazioni istituzionali e impatto
Qualsiasi modifica del calendario scolastico richiederà coordinamento tra il Ministero dell’Istruzione, le Regioni, le istituzioni scolastiche e le parti sociali. Le decisioni coinvolgeranno anche aspetti organizzativi come il trasporto scolastico, i servizi di refezione e l’assistenza ai minori, oltre alle ricadute su occupazione e programmazione del settore turistico.
L’iter probabile prevede approfondimenti tecnici, sperimentazioni pilot in alcuni territori, consultazioni con dirigenti scolastici e rappresentanze familiari e analisi d’impatto per valutare benefici e criticità prima di ogni eventuale adozione su scala nazionale.
Le proposte dovranno essere valutate con attenzione per conciliare esigenze educative, organizzative e socio-economiche, garantendo al contempo equità territoriale e sostenibilità per il sistema turistico nazionale.