Revolut cerca la licenza bancaria negli Usa per accelerare l’espansione globale, secondo un rapporto
- 24 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La fintech unicorno favorevole alle criptovalute Revolut intende presentare domanda per una licenza bancaria nei Stati Uniti, abbandonando i piani precedenti di acquisire una banca locale mentre cerca di rafforzare la propria presenza globale.
La società con sede nel Regno Unito ha avviato interlocuzioni con funzionari statunitensi per valutare la possibilità di ottenere l’autorizzazione tramite il Office for the Comptroller of the Currency (OCC), aprendo la strada a una strategia diversa rispetto all’acquisizione diretta di un istituto bancario locale.
Se confermata, questa scelta rappresenterebbe una tappa rilevante nella strategia di espansione internazionale di Revolut, che già nel 2025 aveva esplorato l’ipotesi di acquistare una banca negli Stati Uniti per accelerare la crescita.
Strategia globale e risorse
Fondata nel Regno Unito, Revolut ha presentato una strategia globale nel 2025 che prevedeva un significativo piano di investimenti pluriennali per sostenere l’espansione internazionale. In seguito a una vendita di azioni, la società ha raggiunto una valutazione da centinaia di miliardi di dollari, collocandosi tra le fintech più valorizzate a livello mondiale.
Perché puntare sulla licenza invece che sull’acquisizione
La scelta di ricercare direttamente una licenza bancaria negli Stati Uniti è stata motivata da valutazioni sull’iter autorizzativo e sulle condizioni regolamentari: un percorso de novo potrebbe, secondo i valutatori, procedere più rapidamente sotto un contesto normativo percepito come più favorevole alle criptovalute rispetto all’acquisizione di una banca locale.
Un altro elemento considerato è il possibile obbligo, in caso di acquisizione di una comunità bancaria, di mantenere una rete di sportelli fisici, con impatti operativi e sui costi che la piattaforma digitale preferisce evitare.
Sid Jajodia ha detto:
“È nostra ambizione diventare una banca negli Stati Uniti.”
Sid Jajodia ha detto:
“Ci piacerebbe ottenere una licenza bancaria al più presto, perché fa parte del nostro obiettivo di scalare nel mercato.”
Sid Jajodia ha detto:
“Un anno è molto nel settore tecnologico, quindi la rapidità è cruciale.”
Stato nel Regno Unito e autorizzazioni internazionali
Nonostante Revolut abbia indicato come priorità diventare un prestatore a tutti gli effetti nel Regno Unito, la trasformazione completa in banca con l’offerta totale dei servizi per i clienti britannici non è ancora stata finalizzata. Nel 2024 la società ha ottenuto una licenza bancaria ristretta dal Prudential Regulation Authority, ma la piena operatività bancaria rimane un obiettivo in progress.
Parallelamente al progetto negli Stati Uniti, Revolut ha intensificato la ricerca di autorizzazioni in altri mercati: alla fine del 2025 ha acquisito licenze bancarie in Colombia e in Messico e, in ottobre, ha ottenuto un’autorizzazione ai sensi del Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCAR) dalla Cyprus Securities and Exchange Commission.
Implicazioni regolamentari e prospettive
La richiesta di una licenza bancaria tramite il OCC comporterebbe un iter dettagliato di valutazione della governance, della solidità patrimoniale, dei modelli di compliance e delle procedure antiriciclaggio. Il processo de novo è diverso dall’acquisizione di una banca esistente: richiede la presentazione di un piano operativo completo e l’approvazione di autorità nazionali e statali, con possibili tempi variabili a seconda della complessità del progetto e dell’orientamento regolatorio del momento.
La scelta di richiedere una licenza al posto dell’acquisto riflette anche una valutazione sui vincoli operativi: l’integrazione con reti fisiche e obblighi locali può aumentare i costi e rallentare la trasformazione digitale che caratterizza il modello di business di Revolut.
Un portavoce di Revolut ha detto:
“Continuiamo ad esplorare attivamente tutte le opzioni, inclusa una domanda per una licenza bancaria de novo.”
La decisione finale dipenderà da molteplici fattori: tempi e condizioni dell’iter autorizzativo, vincoli normativi locali, costi di adempimento e la capacità di garantire conformità alle regole anti-riciclaggio e di tutela dei clienti. Per una fintech con ambizioni globali, ottenere una presenza bancaria negli Stati Uniti può rappresentare sia un’opportunità di crescita significativa sia una sfida complessa dal punto di vista regolamentare.
In assenza di un calendario pubblico definito, resta l’attenzione sulla rapidità di esecuzione: per le imprese tecnologiche la velocità di accesso al mercato è un fattore strategico che può influire sull’efficacia dell’espansione internazionale.