Studente suicida: preside sospesa e provvedimenti severi per due docenti

Il suicidio del quattordicenne Paolo Mendico ha avviato accertamenti e provvedimenti amministrativi: dai suoi diari sarebbe emerso che si sentiva umiliato da alcuni docenti, e nei confronti della dirigente scolastica e di due insegnanti sono state adottate misure disciplinari. Il ragazzo frequentava la succursale di Santi Cosma e Damiano dell’Istituto superiore Pacinotti di Fondi e si è tolto la vita poche ore prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Provvedimenti e tempi degli atti

Le contestazioni nei confronti della dirigente sono state notificate nelle ore immediatamente successive all’evento, prima dell’avvio della visita ispettiva, mentre le comunicazioni rivolte alle due insegnanti sono arrivate in ottobre, a seguito degli accertamenti condotti dagli ispettori.

Alla preside è stata comminata una sospensione di tre giorni; nel frattempo i testi manoscritti del ragazzo sono oggetto di un’analisi accurata affidata dalla famiglia a una perita grafologa forense, con l’obiettivo di ricostruire lo stato emotivo e gli eventuali episodi di bullismo subiti prima del gesto.

La sospensione della dirigente scolastica Gina Antonetti, alla guida dell’Iti «Pacinotti» di Fondi, è stata decisa al termine di un procedimento disciplinare avviato dagli ispettori inviati dal ministero dell’Istruzione.

Reazioni sindacali e familiari

Flc Cgil ha dichiarato:

“La misura conferma che vi era fondato il timore di una gestione inadeguata dell’intera vicenda da parte del ministero.”

Ivan Roberto ha dichiarato:

“Un procedimento contro la dirigente non è sufficiente: sembra un contentino. Tre giorni equivalgono a un richiamo simbolico; è una decisione sbilanciata. Da una parte c’è una persona che non c’è più, dall’altra una sospensione: la vita umana vale così poco?”

Analisi dei diari

I diari del ragazzo sono al centro dell’indagine privata incaricata dalla famiglia: una grafologa forense sta esaminando parola per parola i testi per delineare un profilo emotivo e identificare elementi che possano confermare episodi di vessazione.

Marisa Aloia ha dichiarato:

“In una delle pagine analizzate il linguaggio è frammentario e denota uno stato d’animo turbato. Emergerebbe un episodio legato al fatto di essere stata rimandato in matematica, e Paolo appare molto arrabbiato con l’insegnante perché un suo compagno, indicato tra i presunti responsabili di comportamenti ostili, era stato invece promosso nonostante il rendimento non fosse adeguato.”

La perizia grafologica mira a contestualizzare gli scritti all’interno della vicenda scolastica: frammentazione del testo, ripetizioni e segnali emotivi possono essere utili per comprendere l’intensità del disagio e il possibile nesso con condotte di esclusione o prevaricazione.

Contesto istituzionale e implicazioni

Le verifiche condotte dagli ispettori del ministero dell’Istruzione si inseriscono in un percorso amministrativo volto a stabilire eventuali responsabilità e a valutare la correttezza delle procedure adottate dall’istituto. Parallelamente, possono essere avviate indagini di natura penale o di responsabilità civile se emergessero elementi rilevanti a carico di terzi.

Al di là degli aspetti giudiziari e disciplinari, il caso solleva questioni più ampie sulla prevenzione del bullismo, sul supporto psicologico agli studenti e sul ruolo delle scuole nel tutelare il benessere degli alunni. I provvedimenti amministrativi e le perizie tecniche sono strumenti che possono contribuire a chiarire i fatti, ma molte famiglie e osservatori chiedono interventi strutturali più efficaci nelle pratiche educative e nelle politiche di tutela.

La famiglia continua a cercare risposte e sostegno, mentre la comunità scolastica e le istituzioni sono chiamate a riflettere su come migliorare i percorsi di ascolto, segnalazione e prevenzione per evitare il ripetersi di tragedie simili.



Author: Tony
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