Stadi per Euro2032, addio alle barriere e più telecamere: le misure in arrivo (ma solo per pochi impianti)
- 23 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Le nuove indicazioni per gli impianti sportivi includono misure come l’incremento delle telecamere di sorveglianza per monitorare i varchi d’ingresso e l’installazione di barriere modulabili all’interno dei settori, che possono essere sollevate o abbassate in base alle possibili tensioni durante una partita.
Il provvedimento è stato redatto con l’intento di definire gli standard tecnici da seguire per gli impianti italiani che potranno ospitare competizioni internazionali.
Il decreto è stato predisposto congiuntamente dal Ministero dell’Interno e dal Ministero dello Sport:
“al fine di assicurare la conformità delle sedi italiane designate per ospitare il campionato europeo di calcio UEFA Euro 2032“.
Norme tecniche e ambito d’applicazione
Il testo normativo è costituito da sedici articoli che coprono aspetti diversi, dalle definizioni delle aree attigue agli stadi fino alle prescrizioni antincendio e alle dotazioni sanitarie. Molte delle disposizioni richiamano standard già adottati negli ultimi anni, come limiti di capienza per settore, postazioni di primo soccorso e sale di controllo centralizzate.
Le nuove regole fanno specifiche distinzioni sulle strutture cui si applicano e non intendono imporre interventi generalizzati a tutti gli impianti italiani.
Il decreto precisa a riguardo il seguente punto normativo:
“sono soggetti alle presenti disposizioni i complessi e gli impianti sportivi di nuova costruzione”.
Di conseguenza, le prescrizioni sono vincolanti per le nuove realizzazioni e per gli impianti candidati al torneo; per gli stadi esistenti l’adeguamento rimane facoltativo, salvo quando siano previsti interventi di ristrutturazione che ne rendano necessaria l’applicazione.
Si tratta in particolare delle strutture che l’Italia, assieme alla Turchia, ha indicato per ospitare le gare: al momento le candidature superano la decina, ma la lista ufficiale sarà ridotta a cinque impianti entro il mese di ottobre.
Un esempio concreto citato nel dibattito tecnico riguarda lo stadio Artemio Franchi, che secondo le regole non sarebbe obbligato all’adeguamento completo se non oggetto di ristrutturazioni che lo richiedano.
Control room: requisiti di comfort e posizionamento
Il decreto dedica attenzione anche alle sale di controllo televisive a circuito chiuso, definite come impianti che permettono l’osservazione sia della zona spettatori sia delle aree di servizio e degli accessi connessi allo stadio.
Il requisito minimo per la loro presenza è una capienza superiore a 10.000 spettatori per impianti all’aperto, mentre il regolamento ne dettaglia le caratteristiche in termini di funzionalità e comfort.
Il testo normativo stabilisce in modo esplicito l’obbligo concernente le condizioni delle control room:
“essere in grado di ospitare in adeguate condizioni di comfort, spazio e sicurezza ambientale i componenti del Gruppo operativo sicurezza (Gos)”.
Oltre al comfort, il decreto definisce criteri di localizzazione funzionale per queste sale, richiesti per garantire una visione completa delle aree sportive e del pubblico.
Il provvedimento indica in merito il posizionamento raccomandato:
“posizionati in una zona dell’impianto sportivo da cui sia possibile avere una visione complessiva, totale e diretta della zona di attività sportiva e della zona spettatori, ovvero di consentire di coprire la maggior parte delle aree indicate e coprendo la restante parte con le telecamere del sistema televisivo a circuito chiuso”.
In pratica, la sala di monitoraggio deve garantire osservazione diretta e, dove necessario, integrarla con il sistema di videosorveglianza per coprire tutte le aree sensibili.
Il decreto affronta anche le modalità d’installazione dei dispositivi di ripresa per evitare impedimenti tecnici o operativi alle riprese televisive e alla sicurezza dell’attività sportiva.
Il testo precisa come debbano essere collocati gli apparati di ripresa:
“devono essere installati in modo tale da evitare pali di sostegno delle telecamere ovvero, laddove ciò non fosse possibile, in maniera che non siano di ostacolo alle telecamere televisive ai fini tecnico‐sportivi ed allo svolgimento in sicurezza dell’attività sportiva”.
La norma mira a prevenire conflitti tra esigenze televisive, tecniche sportive e misure di sicurezza, imponendo soluzioni che non compromettano la visibilità né l’incolumità degli spettatori e degli operatori.
Implicazioni operative e coordinamento istituzionale
L’introduzione di questi standard avrà impatti organizzativi e finanziari per le società che gestiscono gli impianti e per le amministrazioni locali coinvolte nelle candidature. Le opere richieste possono riguardare aggiornamenti ai sistemi di videosorveglianza, adeguamenti infrastrutturali per le control room e modifiche ai settori spettatori.
Il rispetto delle prescrizioni sarà verificato in sede di valutazione delle candidature e, per gli impianti soggetti ad intervento, attraverso i processi di autorizzazione urbanistica e le istruttorie tecniche svolte dalle prefetture e dagli enti locali competenti.
Dal punto di vista operativo, il coordinamento tra il Gruppo operativo sicurezza, le forze di polizia e i gestori degli stadi sarà essenziale per definire procedure di accesso, punti di emergenza e piani di gestione delle masse in occasione delle manifestazioni internazionali.
In conclusione, le nuove norme tecniche puntano a uniformare criteri di sicurezza e funzionalità per gli impianti che ambiscono a ospitare le gare di UEFA Euro 2032, privilegiando interventi mirati sui siti candidati e richiedendo adeguamenti specifici quando le opere di ristrutturazione lo rendano necessari.