Scoppia il caso Gaza: Trump ritira l’invito a Carney, la Spagna si sfila
- 23 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Di ritorno dal World Economic Forum a Davos, il presidente Donald Trump ha risposto alle domande dei giornalisti a bordo dell’Air Force One, affrontando temi che vanno dalla gestione della Groenlandia alle prospettive di pace per l’Ucraina, fino alle iniziative internazionali proposte dagli Stati Uniti.
Donald Trump ha detto:
“Possiamo fare operazioni militari, possiamo fare tutto ciò che vogliamo, e la cosa è in fase di negoziazione, vediamo cosa succede. Penso che andrà bene.”
Il presidente ha insistito sull’intenzione di coinvolgere la NATO nelle questioni di sicurezza legate all’isola, descrivendo un lavoro comune tra alleati come la soluzione auspicabile per governare i nuovi accordi e la presenza nella regione artica.
Donald Trump ha detto:
“Lavoreremo tutti insieme… che è proprio come dovrebbe essere.”
Secondo il presidente vi sarebbe un clima positivo per portare avanti l’intesa e ottenere “ampia libertà” di azione sull’isola, con il consenso di altri Paesi coinvolti nella trattativa.
Donald Trump ha detto:
“C’è un buon entusiasmo per portare a termine qualcosa, e dobbiamo avere una grande libertà.”
Quadro dell’accordo sulla Groenlandia
Fonti governative hanno descritto un’intesa quadro che prevede un aumento della presenza della NATO nell’Artico, richieste di sovranità statunitense su porzioni del territorio groenlandese e misure tese a limitare l’accesso di potenziali avversari allo sfruttamento delle risorse minerarie dell’isola, in particolare per prevenire l’espansione di attori come la Russia.
Nel corso del colloquio a bordo dell’aereo, Trump ha inoltre menzionato un progetto identificato come Golden Dome, descritto come infrastruttura centrale per la presenza americana e per l’integrazione della partecipazione alle nuove iniziative di sicurezza.
Donald Trump ha detto:
“Non avremo altre spese se non quella di costruire il Golden Dome. Costruiremo il Golden Dome e parteciperemo attivamente in questo progetto, anche grazie al Golden Dome.”
Le dichiarazioni sull’Ucraina
Durante il viaggio verso Washington, Trump ha detto di aver avuto numerosi colloqui sull’Ucraina e di ritenere che sia il presidente Vladimir Putin sia il presidente Volodymyr Zelensky siano interessati a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto, che dura ormai da quasi quattro anni.
Donald Trump ha detto:
“Ho avuto un buon incontro, ma ho avuto, sapete, numerosi incontri positivi con il presidente Zelensky… Non è che stiamo parlando di cose che sono state discusse per sei o sette mesi. È venuto e ha detto che voleva raggiungere un accordo.”
Il presidente ha tuttavia espresso cautela sulla possibilità che i negoziati trilaterali programmati per il fine settimana ad Abu Dhabi possano portare a un’intesa finale immediata, ricordando come in passato lunghi periodi senza contatti diplomatici non abbiano prodotto risultati concreti.
Donald Trump ha detto:
“Va bene ogni volta che ci incontriamo, va bene anche se non ci si incontra, non succederà nulla… Quindi ci incontreremo e vedremo cosa succederà. Spero che potremo salvare molte vite.”
Ha inoltre sostenuto che eventuali concessioni da parte di Putin potrebbero essere determinate dalla pressione internazionale e dalla volontà degli alleati europei di adoperarsi per una soluzione che limiti la perdita di vite umane.
Donald Trump ha detto:
“Lo sto facendo più per l’Europa che per me… lo faccio, innanzitutto, per salvare vite umane. Poi lo faccio per l’Europa.”
Reazioni di altri Paesi
Il primo ministro Pedro Sánchez ha annunciato che la Spagna non aderirà al Board of Peace proposto dagli Stati Uniti per la gestione della crisi a Gaza, motivando la scelta con la necessità di mantenere coerenza con gli strumenti multilaterali esistenti e sottolineando che la proposta non rientra nel quadro delle Nazioni Unite né coinvolge l’Autorità Nazionale Palestinese.
Pedro Sánchez ha detto:
“La decisione è per coerenza: l’iniziativa è al di fuori del quadro delle Nazioni Unite e non ha incluso l’Autorità Nazionale Palestinese.”
Dichiarazioni sul ruolo strategico della Groenlandia
Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha ribadito che la questione groenlandese è percepita principalmente in termini di sicurezza nazionale, e ha riferito che esiste una cornice di lavoro che verrà sottoposta ai membri della NATO per ulteriori negoziati.
Howard Lutnick ha detto:
“C’è un framework e la NATO la sottoporrà a tutti i suoi membri, compresi i Paesi europei, che poi potranno venire a negoziare con noi… Nulla è sul tavolo e nulla è fuori dal tavolo. C’è una cornice.”
L’interesse strategico per la Groenlandia riflette dinamiche più ampie nell’Artico: cambiamenti climatici, nuove rotte marittime e risorse naturali stanno attirando attenzione geopolitica. Una maggiore presenza militare e civile dell’alleanza atlantica potrebbe ridefinire gli equilibri regionali, suscitando questioni legali e diplomatiche legate alla sovranità, agli accordi bilaterali e alle competenze dei governi locali.
Implicazioni politiche e prospettive
Le dichiarazioni emerse indicano un tentativo di coniugare interessi di sicurezza nazionale con l’azione multilaterale, ma sollevano al contempo interrogativi sulla legittimità politica e sulle reazioni di altri attori internazionali, in particolare dell’Unione Europea e della Russia. La formalizzazione di qualsiasi accordo richiederà negoziati complessi con gli alleati, valutazioni sull’impatto economico e ambientale e un lavoro diplomatico per evitare tensioni tra nazioni con interessi concorrenti nell’Artico e nel Mediterraneo allargato.
Nei prossimi giorni saranno da osservare le risposte formali degli alleati alla cornice proposta, le eventuali consultazioni interne dei governi europei e l’evoluzione delle discussioni sulla soluzione del conflitto in Ucraina, con particolare attenzione all’efficacia delle iniziative diplomatiche trilaterali e multilaterali in corso.