Lobby bancaria USA mette la lotta ai rendimenti delle stablecoin al primo posto

American Bankers Association ha indicato come priorità per il 2026 il contrasto alla pratica di offrire rendimento sui stablecoin, nel contesto del dibattito in corso con i legislatori statunitensi sul rischio che queste monete digitali possano danneggiare la competitività del sistema bancario.

Secondo l’associazione, uno degli obiettivi principali è «impedire che i payment stablecoin diventino sostituti dei depositi delle banche locali, vietando il pagamento di interessi, rendimenti o premi indipendentemente dalla piattaforma».

La supervisione sui stablecoin è risultata al vertice di una lista di cinque priorità che include anche la lotta alle frodi finanziarie, la difesa contro limiti arbitrari sui tassi d’interesse e l’attenzione alle banche indicizzate e a missione. Il programma è stato definito sulla base del contributo di diverse banche e imprese di varie dimensioni e modelli.

Contesto e rischi per il sistema bancario

Il nodo della controversia tra l’industria bancaria e il mondo cripto riguarda l’ipotesi che i stablecoin con rendimento possano sottrarre depositi alle banche tradizionali, riducendo la capacità di prestito e indebolendo il ruolo delle banche nella trasmissione del credito.

Secondo esponenti del settore bancario, la migrazione di depositi verso prodotti digitali che offrono rendimento potrebbe alterare i bilanci e impattare soprattutto le banche comunitarie. Il ceo di Bank of America, Brian Moynihan, ha stimato che fino a 6.000 miliardi di dollari potrebbero trasferirsi dalle banche verso stablecoin che pagano interessi.

Lo scorso anno il GENIUS Act ha introdotto il divieto per gli emittenti di stablecoin di offrire interessi o rendimenti agli holder; tuttavia il Community Bankers Council dell’associazione bancaria ha avvertito il Senate che una possibile «falla» normativa potrebbe consentire ai rendimenti erogati tramite terze parti di aggirare questi divieti, mettendo così in concorrenza sleale le crypto-issuer con le banche tradizionali.

Risposta dell’industria cripto

La leadership delle aziende crypto sostiene invece che consentire rendimenti sui stablecoin favorisca l’adozione e la competitività complessiva dell’ecosistema digitale, ritenendo contenuti i rischi denunciati dalle controparti bancarie.

Jeremy Allaire said:

“Le preoccupazioni che i rendimenti sui stablecoin possano innescare corse agli sportelli sono totalmente assurde. Aiutano la fidelizzazione e l’attrazione dei clienti.”

In occasione del World Economic Forum a Davos, il fondatore e ceo di Circle ha ribadito che i rendimenti contribuiscono alla ‘stickiness’ degli utenti e facilitano la trazione commerciale delle piattaforme che emettono moneta digitale.

Parallelamente, operatori del settore finanziario tradizionale ricordano che un divieto esteso potrebbe avere impatti geopolitici: Anthony Scaramucci, fondatore di SkyBridge Capital, sostiene che impedire i rendimenti sui stablecoin potrebbe svantaggiare il dollaro statunitense rispetto a strumenti digitali come lo yuan digitale cinese, che potrebbe essere programmato per offrire un rendimento.

Implicazioni normative e geopolitiche

Il dibattito normativo tocca questioni di stabilità finanziaria, definizione giuridica dei depositi, tutela dei consumatori e competitività internazionale. Le autorità di vigilanza devono valutare se e come limitare i comportamenti che potrebbero trasformare strumenti non bancari in sostituti dei depositi bancari, senza soffocare l’innovazione dei pagamenti digitali.

Tra le possibili risposte vi sono una regolamentazione più chiara sulla natura dei prodotti che possono erogare rendimento, limiti alla remunerazione fornita tramite terze parti e una maggiore cooperazione tra enti prudenziali e legislatori per evitare arbitraggio regolamentare. Sul piano internazionale, la diffusione di valute digitali programmabili o di CBDC che offrono rendimento aggiunge una dimensione strategica alle decisioni normative.

Prossimi sviluppi

Per il 2026 l’ABA ha messo la questione dei stablecoin al centro dell’agenda: il confronto legislativo e regolamentare proseguirà e sarà determinante per definire limiti, tutele e modalità operative. A essere coinvolti saranno non solo le banche e le imprese cripto, ma anche i regolatori finanziari, il Parlamento e le autorità competenti in materia di concorrenza e protezione dei consumatori.

La sfida sarà trovare un equilibrio tra la difesa della stabilità del sistema bancario e la promozione di innovazioni nei pagamenti digitali, tenendo conto degli effetti economici e geopolitici che una regolamentazione stringente o permissiva potrà avere sulla leadership monetaria e sui mercati finanziari.