La corsa alle terre rare spinge le imprese estrattive verso nuovi orizzonti
- 23 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La ripresa di attività estrattive sta coinvolgendo anche le imprese che forniscono macchinari e servizi accessori necessari per riaprire una miniera: una filiera completa è fondamentale per rendere operativo un sito dismesso. In questo contesto, Valente Spa, fondata a Milano nel 1919 e specializzata in attrezzature per lavori sotterranei, ha ottenuto una commessa superiore al milione di euro per la riqualificazione della miniera di Silius, nel Gerrei in Sardegna, dove è previsto l’avvio delle attività di coltivazione della fluorite entro il 2026, con attenzione anche alle terre rare.
Il progetto prevede una potenziale estrazione annua intorno alle 70.000 tonnellate di fluorite, materia prima richiesta per le batterie a ioni di litio e per sistemi di accumulo energetico, e circa 6.800 tonnellate l’anno di galena, da cui si estrae il piombo. La commessa a Valente Spa riguarda la fornitura di locomotori elettrici, mezzi per il trasporto del personale, vagoni per lo smarino su rotaia e impianti necessari per il revamping del sito.
I macchinari e le infrastrutture fornite sono progettati per consentire il trasporto interno dei materiali di scavo fino alla superficie, operazione essenziale sia nelle miniere sia negli scavi per tunnel e condotte. Questi elementi sono parte di un intervento strutturale finalizzato a rendere nuovamente produttivo il giacimento e a garantire operazioni sicure ed efficienti.
Alberto Menoncello ha dichiarato:
“Si tratta di un lavoro di nicchia, ma senza imprese in grado di produrre le attrezzature adeguate la riattivazione dell’attività estrattiva in Italia sarebbe impossibile. Dal 1919 forniamo rotaie, scambi, vagoni e strumenti per il tunnelling e il mining. Per queste operazioni servono mezzi specifici per la movimentazione dei materiali: quello del recupero delle miniere è oggi un tema centrale.”
Contesto nazionale e piano di valorizzazione
L’iniziativa si inserisce in un piano nazionale di valorizzazione delle risorse minerarie che ha censito 76 siti dismessi e prevede la riattivazione di giacimenti di interesse strategico. Tra questi emerge il sito di Silius, che è stimato contenere un potenziale di circa 3 milioni di tonnellate di fluorite. La risorsa è considerata sempre più importante per la transizione verso fonti energetiche pulite e per la riduzione della dipendenza dalle importazioni.
La valorizzazione dei giacimenti nazionali comporta un complesso equilibrio tra vantaggi economici — come la creazione di lavoro locale e la sicurezza delle filiere produttive — e le esigenze di tutela ambientale e delle comunità interessate. Per procedere è necessario un quadro autorizzativo chiaro, controlli ambientali rigorosi e piani di mitigazione degli impatti che coinvolgano istituzioni locali e centrali.
Il ruolo dell’industria del tunnelling e degli interventi internazionali
Valente Spa porta all’interno del progetto l’esperienza maturata in importanti opere infrastrutturali nazionali e internazionali, dall’impegno nei lavori per il Tunnel della Manica alla partecipazione a grandi cantieri come la TAV Torino-Lione, la Metro di Roma, il passante ferroviario di Firenze e la diga di Campolattaro. Questo know-how è applicato ora alla riapertura e all’ammodernamento di strutture estrattive dismesse.
La capacità delle aziende specializzate di progettare e produrre componenti su misura è fondamentale per la resilienza della filiera industriale: strumenti adeguati riducono i rischi operativi, consentono performance migliori e favoriscono l’integrazione con tecnologie più sostenibili. Inoltre, la localizzazione di fornitori riduce la dipendenza dalle catene estere e può accelerare le tempistiche di approvvigionamento.
Con l’avvio previsto entro il 2026, il progetto di Silius rappresenta un esempio concreto di come l’azione combinata di imprese veterane, politiche di settore e controlli istituzionali possa contribuire alla valorizzazione delle risorse minerarie, con implicazioni per la strategia industriale e la transizione ecologica del paese.