Coinbase lancia un comitato consultivo per esplorare il calcolo quantistico e la blockchain

Coinbase ha istituito un comitato consultivo indipendente incaricato di valutare come i progressi nel calcolo quantistico possano influenzare la crittografia utilizzata dalle principali reti blockchain, tra cui Bitcoin e Ethereum.

Il comitato riunisce esperti accademici e industriali con competenze in calcolo quantistico, crittografia, sistemi distribuiti e sicurezza blockchain. Tra i partecipanti figurano ricercatori senior provenienti da università, dal ecosistema Ethereum e dallo stesso gruppo di sviluppo di Coinbase.

L’obiettivo del tavolo è produrre analisi pubbliche sullo stato della tecnologia quantistica e sulle sue implicazioni per i sistemi blockchain, fornire linee guida pratiche per sviluppatori, organizzazioni e utenti e rispondere con analisi indipendenti ai progressi significativi nel settore.

Coinbase ha sottolineato che il comitato agirà in modo indipendente dalla gestione aziendale e che l’intento è svolgere ricerca rivolta all’intero settore piuttosto che funzioni di controllo interno. Il primo documento di posizionamento è atteso per i primi mesi del 2027 e conterrà una valutazione iniziale dei rischi legati al quantistico.

Parallelamente all’iniziativa esterna, l’azienda sta aggiornando internamente la gestione degli indirizzi Bitcoin e i sistemi di gestione delle chiavi, oltre a proseguire studi a lungo termine sui possibili standard post-quantum per la crittografia.

Il dibattito nel mondo crypto sul calcolo quantistico

Il calcolo quantistico utilizza bit quantistici, o qubit, per elaborare informazioni in modo fondamentalmente diverso dai computer classici. Se la tecnologia raggiungesse una scala sufficiente, alcune tecniche crittografiche oggi diffuse, in particolare la crittografia a chiave pubblica, potrebbero diventare vulnerabili.

All’interno dell’industria crypto permane un dibattito sul livello effettivo del rischio e sui tempi in cui macchine quantistiche “rilevanti per la crittografia” potrebbero emergere. Alcuni operatori finanziari hanno già modificato esposizioni e modelli in funzione di questa incertezza.

Jefferies e il suo stratega Christopher Wood hanno, ad esempio, rimosso Bitcoin da un portafoglio modello, motivando la decisione con preoccupazioni che progressi nel calcolo quantistico possano compromettere la sicurezza a lungo termine della criptovaluta e indebolire la sua attrattiva come riserva di valore per investitori previdenziali.

Adam Back ha dichiarato:

“È sensato che Bitcoin sia ‘quantum ready’, ma il calcolo quantistico non rappresenta una minaccia a breve termine.”

Altri esperti sottolineano invece che la capacità di costruire computer quantistici in grado di attaccare la crittografia pubblica richiederà ancora progressi tecnologici significativi, e che esistono margini di tempo per adottare contromisure coordinate.

Mark Thompson, cofondatore e chief technologist di PsiQuantum, ha spiegato l’orizzonte temporale in questi termini:

“Quando comincerai a vedere persone usare computer quantistici per risolvere problemi davvero importanti, allora puoi pensare che il Q-day sia forse tra cinque anni, forse dieci anni. È in quel momento che dovresti iniziare a preoccuparti.”

Secondo questa posizione, lo sviluppo graduale e le applicazioni commerciali del quantistico fornirebbero governi, aziende e reti blockchain il tempo necessario per migrare verso strumenti post-quantum e aggiornare procedure di gestione delle chiavi e degli indirizzi.

Implicazioni e possibili contromisure

La minaccia più diretta deriverebbe dalla possibilità che, una volta disponibili macchine quantistiche sufficientemente potenti, sia tecnicamente possibile ricavare chiavi private da chiavi pubbliche esposte. Questo scenario metterebbe a rischio indirizzi che hanno rivelato chiavi pubbliche nei loro movimenti sulla catena.

Le contromisure principali comprendono la transizione verso algoritmi post-quantum resistenti ad attacchi quantistici, l’adozione di pratiche più rigorose per la generazione e la rotazione delle chiavi, e la progettazione di wallet e protocolli che riducano l’esposizione delle chiavi pubbliche.

Dal punto di vista istituzionale, la cooperazione tra sviluppatori di software, operatori di exchange, fornitori di wallet e enti di standardizzazione sarà determinante per definire specifiche pratiche di aggiornamento e per coordinare eventuali rollback o hard fork necessari a mitigare rischi sistemici.

Per gli investitori a lungo termine, come fondi pensione o portafogli istituzionali, la pianificazione del rischio quantistico implica valutare la finestra temporale per la migrazione sicura delle riserve e monitorare i progressi nella ricerca sulla crittografia resistente ai quanti.

Infine, la creazione di un comitato consultivo indipendente come quello annunciato da Coinbase mira proprio a fornire analisi pubbliche e linee guida pratiche che favoriscano una risposta coordinata dell’ecosistema, riducendo il rischio di reazioni disorganizzate a sviluppi tecnologici improvvisi.

Il comitato intende quindi operare come punto di riferimento per la comunità tecnica e gli stakeholder, con pubblicazioni periodiche e valutazioni che contribuiranno a definire priorità e timeline di adattamento per le reti blockchain e i servizi connessi.