Borse: Tokyo in netto rialzo (+1,73%), Seul sfonda i 5.000 punti

Alle 7:20 ora italiana la situazione dei mercati asiatici registrava movimenti differenziati: Shanghai -0,43%; Shenzhen +0,26%; Tokyo +1,85%; Hong Kong -0,16%; Mumbai +0,21%.

Queste cinque piazze sono state selezionate perché figurano tra le prime dieci per capitalizzazione a livello mondiale: nell’ordine, Shanghai occupa il terzo posto, seguono Shenzhen, Tokyo, Hong Kong e Mumbai. Anche Riad (Arabia Saudita) è nella top ten, ma apre più tardi rispetto all’Italia.

Andamento del Kospi e fattori geopolitici

L’indice di riferimento della Corea del Sud, il Kospi, ha superato per la prima volta la soglia dei 5.000 punti in una fase di contrattazione caratterizzata da acquisti iniziali.

Lo slancio è arrivato poche ore dopo l’annuncio del presidente Donald Trump relativo a un accordo quadro sulla Groenlandia, evento che ha temporaneamente attenuato alcune preoccupazioni geopolitiche percepite dai mercati.

Nelle prime fasi di contrattazione il Kospi aveva toccato i 5.019 punti registrando un rialzo superiore al 2%, mentre nelle quotazioni delle 7:20 risultava attorno a 4.960 punti (+0,90%). Successivamente la seduta si è stabilizzata, con la chiusura indicativa vicino ai 4.952 punti (+0,87%).

Aggiornamento alle 7:40 sulle principali piazze

Alle 7:40 italiane la variazione delle principali Borse asiatiche mostrava ancora movimenti eterogenei: Shanghai -0,40%; Shenzhen +0,51%; chiusura Tokyo -1,73%; Hong Kong -0,08%; Mumbai +0,28%. La seduta di Seul si attestava su una chiusura positiva di circa +0,87% (4.952 punti).

Chiusura di Tokyo e riflessi sui cambi

La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, interrompendo una sequenza di cinque sedute consecutive di ribasso. Il recupero è stato trainato dal settore tecnologico e da una generale riduzione dei timori legati a misure commerciali tra Europa e Stati Uniti.

L’indice Nikkei ha registrato un progresso dell’1,73%, chiudendo a quota 53.688,89 con un guadagno indicativo di 914 punti rispetto alla seduta precedente.

Sul fronte valutario lo yen ha mostrato un indebolimento verso il dollaro, attestandosi intorno a 158,80, e verso l’euro, a 185,60. Le oscillazioni valutarie riflettono sia la pressione sui rendimenti locali sia le reazioni immediate alle notizie politiche e commerciali.

Il movimento congiunto di indici e cambi evidenzia come decisioni e dichiarazioni politiche, anche su questioni apparentemente periferiche come la Groenlandia, possano avere effetti significativi sulla fiducia degli investitori e sul posizionamento sui mercati.

Per gli operatori resta quindi fondamentale monitorare le comunicazioni ufficiali dei governi, l’evoluzione delle tensioni commerciali e i dati macroeconomici in arrivo, che potranno determinare la direzione di breve termine dei mercati e delle valute.