Gli Stati Uniti devono bloccare l’ascesa della Cina nelle criptovalute
- 21 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Donald Trump ha collegato parte del suo discorso al World Economic Forum durante la riunione annuale di Davos alla necessità di definire la regolamentazione delle valute digitali, affermando che la posizione della China sul tema ha inciso sulle sue scelte politiche riguardo alle criptovalute.
Donald Trump ha detto:
“È una misura popolare sul piano politico. Ma, cosa ancora più importante, dobbiamo fare in modo che la China non si impadronisca di questo mercato. Una volta che lo controllano, non lo riavremo più.”
Contesto normativo e motivazioni
Nel suo intervento, pronunciato anche in collegamento da Washington, D.C., il presidente ha ricordato l’approvazione di una normativa sulle stablecoin focalizzata sui pagamenti, nota come GENIUS Act, sottolineando come la legislazione fosse vantaggiosa anche per ragioni politiche e strategiche contro la concorrenza internazionale.
Il testo firmato in luglio prevede però fasi di attuazione che dipendono da successivi provvedimenti regolatori: l’entrata in vigore è condizionata all’approvazione di regole da parte delle agenzie competenti entro 120 giorni oppure decorre dopo 18 mesi dall’emanazione, lasciando margini interpretativi e temporali significativi per gli operatori e le istituzioni finanziarie.
Frenata sul CLARITY Act e obiezioni dell’industria
Nel dibattito al Senato è attualmente in corso l’esame di un altro progetto di legge che mira a definire la struttura del mercato degli asset digitali: il CLARITY Act. L’esame subì una sospensione dopo che alcuni leader del settore hanno manifestato riserve sul testo così com’era formulato.
Brian Armstrong ha detto:
“Non posso sostenere il disegno di legge così com’è scritto.”
Questa presa di posizione, proveniente dal CEO di Coinbase, ha contribuito a rinviare il markup previsto e ad amplificare il confronto tra le esigenze di stabilità e tutela dei consumatori e la richiesta dell’industria di avere regole chiare e operabili.
Yuan digitale e competitività degli stablecoin
Un elemento centrale delle preoccupazioni espresse è la crescita delle iniziative pubbliche straniere, in particolare il progresso del digital yuan gestito dalla banca centrale cinese. Le autorità di Pechino hanno iniziato a permettere che le commercial banks pagassero interessi sui depositi in valuta digitale, creando un potenziale vantaggio competitivo rispetto agli strumenti privati ancorati al dollaro.
Gli osservatori segnalano che, senza precise dichiarazioni normative su aspetti come la possibilità di offrire rendimenti sugli stablecoin, i prodotti ancorati al dollaro USA potrebbero trovarsi in una posizione di svantaggio competitivo rispetto a soluzioni supportate dallo Stato cinese.
Implicazioni politiche e prossimi passi legislativi
Sul fronte legislativo, il calendario del Senate Banking Committee non aveva programmato immediatamente una nuova seduta di markup al momento dell’interruzione, e più attori — parlamentari e rappresentanti dell’industria — hanno indicato che potrebbero essere necessarie settimane prima che il testo torni in esame.
La questione ha rilevanza strategica più ampia: stabilire un quadro normativo chiaro per gli asset digitali influisce non solo sulla protezione degli utenti, ma anche sulla competizione internazionale per l’egemonia finanziaria digitale e sul ruolo del dollaro USA nei pagamenti globali.
I decisori dovranno bilanciare obiettivi diversi: garantire stabilità e tutela, evitare rischi sistemici, consentire l’innovazione e preservare la sovranità monetaria. Le scelte normative in corso definiscono il terreno di gioco per banche, società tecnologiche e piattaforme di criptovalute.
Per gli osservatori internazionali e gli operatori di mercato, il prossimo periodo sarà determinante per comprendere se gli Stati Uniti riusciranno a coniugare regolazione rigorosa e competitività rispetto alle soluzioni pubbliche sviluppate in altri Paesi.