Bitcoin crolla sotto $88.000: 1,8 miliardi liquidati nello scossone del mercato
- 21 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha registrato un ulteriore calo del 4% martedì, con oltre 1,8 miliardi di dollari liquidati nelle ultime 48 ore in un contesto di tensioni sui dazi e turbolenze nel mercato obbligazionario giapponese.
Il prezzo di Bitcoin è sceso fino a circa 87.790 dollari sui principali scambi, toccando il livello più basso dalla fine dello scorso anno.
Negli ultimi due giorni gran parte delle posizioni liquidate erano long, e l’asset ha annullato tutti i guadagni accumulati a inizio anno, scendendo di circa il 10% rispetto al picco registrato da inizio anno. Il prezzo è inoltre sceso sotto il livello di supporto rappresentato dalla EMA a 50 giorni, che aveva sostenuto la precedente fase rialzista.
Il mercato delle criptovalute nel suo complesso ha perso circa 225 miliardi di dollari di capitalizzazione, riducendosi a un valore totale attorno ai 3,08 trilioni di dollari: il calo più marcato dallo scorso novembre.
Fattori scatenanti
Le minacce di nuovi dazi avanzate dal presidente Donald Trump hanno innescato un’ondata di vendite su alcuni attivi statunitensi, risvegliando dinamiche precedentemente osservate come la cosiddetta strategia di vendita di asset americani (Sell America).
Accanto a questi sviluppi geopolitici, il fattore determinante nella recente volatilità è stato il forte movimento nel mercato obbligazionario giapponese, dove i rendimenti a 10 anni sono aumentati di quasi 19 punti base in due giorni e i rendimenti a 30 anni hanno segnato il più ampio incremento giornaliero dagli inizi degli anni 2000, mentre gli investitori si preparavano a maggiori spese pubbliche e a una liquidità più scarsa.
Dan Tapiero ha dichiarato:
“L’azzeramento è stato causato dall’annientamento completo del mercato obbligazionario giapponese, che ora sta contagiano tutti i mercati.”
Tapiero ha inoltre indicato una possibile ripresa del prezzo dell’oro, che negli scambi ha toccato record storici, e ha suggerito che Bitcoin potrebbe seguire nelle fasi successive del rialzo dei beni rifugio.
Scott Bessent ha detto:
“Ritengo che i mercati stiano scendendo perché il mercato del decennale giapponese ha avuto una mossa di sei deviazioni standard negli ultimi due giorni. Questo non ha nulla a che fare con la Groenlandia.”
Liquidità globale e carry trade
Jeff Ko, analista capo presso una società di ricerca sul settore crypto, ha richiamato l’attenzione sul ruolo dello smantellamento del carry trade nel restringere la liquidità globale disponibile, con effetti amplificati sui mercati rischiosi.
“Questo minaccia di accelerare lo smantellamento del carry trade, restringendo ulteriormente una fonte critica di liquidità globale. Oltre alla guerra commerciale, sembra emergere una guerra per il capitale.”
In termini pratici, l’unwind del carry trade comporta il riassorbimento di posizioni finanziate a basso costo in valute a rendimento negativo o basso e il conseguente rientro in asset meno rischiosi. Tale processo può innescare vendite diffuse anche su strumenti non direttamente correlati, come le criptovalute, a causa dell’aumento del costo di finanziamento e della riduzione della leva.
Conseguenze per gli investitori e prospettive
I movimenti di prezzo recenti sottolineano la sensibilità di Bitcoin e di altri asset rischiosi alle condizioni di liquidità globale, ai rendimenti obbligazionari e alle tensioni geopolitiche. La compressione della liquidità può amplificare le oscillazioni di mercato e provocare liquidazioni di massa, con impatti rilevanti sui portafogli a leva.
Per gli investitori la raccomandazione prudente è monitorare attentamente i rendimenti dei titoli di Stato, le mosse delle banche centrali e l’evoluzione delle politiche commerciali internazionali, oltre a considerare strumenti di gestione del rischio e la diversificazione tra classi di attivo.
Nel medio termine, la direzione del prezzo di Bitcoin dipenderà dall’evoluzione della liquidità globale, dalle strategie fiscali e monetarie dei principali paesi e dall’interazione tra flussi istituzionali e domanda degli investitori retail.