Gruppo di Hong Kong avverte: avvio rigido della SFC potrebbe mettere in crisi gli operatori crypto
- 20 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
HKSFPA ha avvertito che l’introduzione proposta a Hong Kong di nuovi regimi di licenza per le attività legate alle criptovalute potrebbe costringere gestori conformi a interrompere temporaneamente le loro operazioni se le autorità dovessero avviare le nuove regole senza prevedere misure transitorie.
I timori si concentrano su quello che l’associazione definisce un possibile “hard start”, ovvero un avvio rigido per il quale le società esistenti dovrebbero essere pienamente autorizzate alla data di entrata in vigore delle nuove norme o cessare le attività regolamentate durante l’esame delle domande.
Attualmente la Securities and Futures Commission e il Financial Services and the Treasury Bureau stanno consultando il mercato su regimi di licenza che coprirebbero la negoziazione, la consulenza e la gestione di asset virtuali, estendendo la supervisione oltre l’attuale perimetro dedicato alle piattaforme di scambio.
Rischio di avvio rigido e richiesta di periodo transitorio
L’associazione di categoria ha sottolineato che l’assenza di misure transitorie potrebbe generare strozzature operative, interruzioni nella gestione dei fondi e mettere a rischio la continuità aziendale per società già attive sul mercato.
HKSFPA ha dichiarato:
“Le imprese legittime potrebbero essere costrette a sospendere le operazioni mentre attendono l’approvazione.”
Nel documento di consultazione inviato alle autorità, l’associazione ha chiesto l’introduzione di un periodo di riconoscimento o di tolleranza per i professionisti esistenti che presentino la domanda di licenza prima della data di avvio delle nuove norme, suggerendo esplicitamente un intervallo di sei-dodici mesi come soluzione pratica per evitare discontinuità.
HKSFPA ha aggiunto:
“Raccomandiamo fortemente al governo di implementare un periodo di 6-12 mesi per i soggetti esistenti che presentino la domanda prima della data di entrata in vigore.”
Impatto operativo e continuità delle attività
Il timore principale riguarda la complessità del processo di autorizzazione e la possibilità che, in assenza di un meccanismo transitorio, si generino arretrati nelle valutazioni delle domande. Tali ritardi potrebbero interrompere la gestione dei portafogli, mettere in difficoltà i team di compliance e ridurre la capacità delle società di rispettare obblighi contrattuali verso clienti e investitori.
Una stretta temporale troppo rigida potrebbe inoltre scoraggiare operatori conformi dall’investire risorse nella piena integrazione delle nuove norme, con conseguenze negative sull’adozione istituzionale degli asset digitali e sulla competitività del mercato locale.
Estensione del perimetro regolamentare
La consultazione non riguarda solo le piattaforme di scambio, ma introduce requisiti per i servizi di consulenza e per la gestione di portafogli in asset virtuali, ampliando il perimetro di supervisione. L’associazione ha espresso sostegno all’obiettivo di integrare gli asset digitali nel sistema finanziario regolamentato, ma ha chiesto attenzione nella calibrazione degli obblighi.
In parallelo, l’associazione ha salutato positivamente l’allineamento previsto con il quadro di segnalazione internazionale promosso dall’OECD, il Crypto Asset Reporting Framework (CARF), avvertendo però che requisiti mal calibrati potrebbero esporre le società a rischi di responsabilità e a oneri operativi significativi.
Raccomandazioni pratiche e prossimi passi
Tra le proposte avanzate figurano l’adozione di un periodo transitorio di riferimento (deeming period) di 6-12 mesi per le domande presentate prima dell’entrata in vigore, l’introduzione di procedure accelerate per le istanze già qualificate e il potenziamento delle risorse amministrative dedicate all’esame delle licenze.
Le controparti regolamentari sono invitate a prevedere linee guida operative chiare, requisiti documentali standardizzati e un piano di attuazione graduale che consenta alle imprese di adeguarsi senza interrompere servizi essenziali. Misure di questo tipo mirano a conciliare l’obiettivo di maggiore supervisione con la necessità di preservare la stabilità del settore e la fiducia degli investitori.
Al momento i nuovi regimi sugli asset virtuali sono in fase di consultazione e non è stata fissata una data di entrata in vigore; le osservazioni dell’industria evidenziano però un consenso di massima sul rafforzamento della vigilanza, accompagnato dalla richiesta di flessibilità esecutiva per evitare impatti negativi sull’operatività e sull’adozione istituzionale.