Chainalysis rivoluziona le indagini on-chain con uno strumento no-code

Chainalysis ha introdotto una nuova funzionalità di automazione pensata per ampliare l’accesso agli strumenti investigativi e di compliance onchain anche a utenti non tecnici. La soluzione, denominata Workflows, permette a investigatori e team di conformità di eseguire analisi blockchain predefinite senza dover scrivere codice, riducendo la dipendenza da query personalizzate in SQL o Python.

La caratteristica si basa su modelli pronti all’uso che standardizzano procedure investigative comuni, rendendole ripetibili e applicabili a più casi contemporaneamente. L’obiettivo dichiarato è adattare i prodotti dati dell’azienda a un pubblico più ampio, facilitando il lavoro di chi deve tracciare movimenti sospetti e controllare la conformità normativa.

Ekim Buyuk ha dichiarato:

“Ciò che prima richiedeva competenze tecniche e molto tempo può ora essere fatto da qualsiasi utente in pochi minuti.”

Ekim Buyuk ha aggiunto:

“Invece di chiedere agli utenti di comprendere gli schemi dei dati, formula domande a livello investigativo, come quali attori, portafogli o intervalli temporali sono rilevanti.”

L’azienda sottolinea che reti di frode e truffa spesso adottano rapidamente nuove tecnologie per scalare le loro operazioni; secondo ricerche interne, le truffe abilitate da AI estraggono in media 4,5 volte più risorse dalle vittime rispetto a schemi tradizionali. Questo fenomeno evidenzia la necessità di strumenti investigativi più accessibili e ripetibili per intercettare pattern complessi su larga scala.

Un aspetto critico nelle indagini sulle truffe è che l’importo sottratto a ciascuna vittima può sembrare contenuto, ma l’analisi onchain consente di collegare transazioni e indirizzi rivelando reti di frode con centinaia o migliaia di vittime per importi aggregati che possono raggiungere miliardi di dollari.

Contesto e utilità per le indagini

Le soluzioni come Workflows mirano a colmare il divario tra competenze tecniche e necessità operative di forze dell’ordine, exchange e unità di compliance interna. Standardizzare le procedure investigative permette di accelerare i controlli antiriciclaggio (AML), migliorare l’efficacia delle segnalazioni di operazioni sospette e garantire una maggiore coerenza nelle attività di due diligence.

Per le autorità e gli operatori finanziari, disporre di template ripetibili riduce il rischio di errori procedurali e facilita la formazione del personale, mentre l’integrazione con dati di scambio e banche può velocizzare i processi di recupero fondi e di azione legale.

Frodi e truffe crypto nel 2025

Un rapporto recente di Chainalysis stima che le truffe e le frodi in ambito crypto abbiano sottratto circa 17 miliardi di dollari nel 2025, trainate da un aumento degli schemi di impersonificazione e dalla crescente “industrializzazione” delle attività fraudolente che si avvalgono di AI, deepfake e reti professionali di riciclaggio.

Tra gli episodi segnalati, il 2 gennaio un attaccante ha svuotato centinaia di portafogli su reti compatibili con la Ethereum Virtual Machine, prelevando importi inferiori ai 2.000 dollari per indirizzo in quello che un investigatore onchain, ZachXBT, ha descritto come un ampio exploit a basso valore unitario che potrebbe essere collegato a precedenti compromissioni, come l’incidente che ha coinvolto Ledger.

Attacchi di social engineering sono rimasti persistenti: lo stesso ZachXBT ha recentemente identificato un sospetto truffatore che si fingeva assistenza clienti di Coinbase e avrebbe sottratto circa 2 milioni di dollari nel corso del 2025.

Nonostante questi episodi, la società di sicurezza blockchain PeckShield ha segnalato una forte diminuzione delle perdite da hacking a dicembre, con perdite complessive da attacchi e exploit scese a circa 76 milioni di dollari, pari a una riduzione del 60% rispetto ai 194,2 milioni registrati a novembre.

Implicazioni per compliance e operatori

L’introduzione di strumenti senza codice come Workflows può aumentare la capacità operativa di team meno tecnici, consentendo di monitorare trend emergenti e di reagire più rapidamente a campagne di frode sofisticate. Template investigativi e automazioni riducono i tempi di analisi e aumentano la replicabilità delle indagini su più casi.

Tuttavia, l’efficacia di tali strumenti dipende dalla qualità dei dati disponibili e dalle procedure di integrazione con exchange e custodi. Inoltre, è fondamentale che l’adozione avvenga nel rispetto dei quadri normativi nazionali e internazionali in materia di privacy, protezione dei dati e cooperazione giudiziaria.

Per gli operatori del settore la sfida è bilanciare automazione e verifiche manuali: mentre i modelli predefiniti accelerano l’individuazione di schemi noti, investigazioni complesse o nuove tecniche di frode possono richiedere analisi personalizzate e competenze specialistiche.

Prospettive e azioni consigliate

L’adozione di strumenti accessibili per le analisi onchain rappresenta un passo verso una maggiore diffusione di pratiche investigative standardizzate nel settore crypto. Le istituzioni regolatorie, gli exchange e le aziende di sicurezza dovrebbero valutare l’integrazione di tali soluzioni nei propri processi operativi, investendo parallelamente in formazione specialistica e in meccanismi di condivisione delle informazioni.

Infine, per contrastare efficacemente la crescente sofisticazione delle truffe è necessaria una risposta coordinata che combini tecnologie di analisi avanzate, collaborazione tra operatori e autorità, e adeguati strumenti normativi a livello nazionale e internazionale.