Capitale della cultura 2028: ecco le dieci città finaliste
- 20 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La Giuria incaricata della selezione per la Capitale Italiana della Cultura 2028 ha individuato i dieci progetti finalisti che proseguiranno la competizione per il prestigioso riconoscimento.
I progetti ammessi alla fase finale sono quelli di Anagni con Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce; Ancona con Ancona. Questo adesso; Catania con Catania continua; Colle di Val d’Elsa con Colle28. Per tutti, dappertutto; Forlì con I sentieri della bellezza; Gravina in Puglia con Radici al futuro; Massa con La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia; Mirabella Eclano con L’Appia dei popoli; Sarzana con L’impavida. Sarzana crocevia del futuro; e Tarquinia con La cultura è volo.
Il Ministero della Cultura ha reso noto che le città finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche previste per il 26 e il 27 febbraio, presso la sede ministeriale: ogni candidatura avrà la possibilità di presentare il proprio progetto e rispondere alle domande della Giuria.
Per ciascun dossier le audizioni prevedono una durata massima di 60 minuti, articolata in 30 minuti per la presentazione e 30 minuti per la sessione di quesiti. La partecipazione del pubblico sarà garantita tramite trasmissione in diretta sulle piattaforme digitali del Ministero della Cultura.
Calendario e modalità delle audizioni
Le audizioni si svolgeranno nella Sala Spadolini della sede ministeriale, in sessioni pubbliche a cui parteciperanno i componenti della Giuria. L’organizzazione seguirà criteri di trasparenza e parità di trattamento, consentendo a ciascuna candidata di illustrare in dettaglio il piano culturale, la strategia di governance e le previsioni di impatto sociale ed economico.
Gli elementi valutati comprenderanno la qualità del programma culturale, la fattibilità finanziaria, la capacità di coinvolgimento della comunità locale, le potenzialità di sviluppo turistico e occupazionale, nonché gli aspetti di sostenibilità ambientale e di eredità culturale a beneficio del territorio.
Le reazioni
Francesco Persiani ha detto:
“Il sogno continua: la luna è un po’ più vicina.”
Il sindaco di Massa ha espresso grande soddisfazione per il riconoscimento, sottolineando come l’ammissione alla top ten confermi la solidità del dossier e la visione condivisa dalla città nella promozione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico.
Daniele Silvetti ha detto:
“È una tappa importante che premia il lavoro collettivo e la strategia che abbiamo perseguito: la cultura al centro come motore di rigenerazione degli spazi, creazione di occupazione e rafforzamento dei legami internazionali.”
Il sindaco di Ancona ha evidenziato che la candidatura è il risultato di una visione che pone la cultura come risorsa per lo sviluppo locale, richiamando inoltre il valore del dialogo interculturale e il ruolo della città nel Mediterraneo.
Dante Ferretti ha detto:
“Ancona ha nel suo mare, nella sua storia e nella sua luce un’energia creativa che può parlare all’Italia e al mondo.”
Il noto scenografo ha sottolineato il valore creativo e identitario della città, auspicando che la candidatura contribuisca a valorizzare risorse culturali e produttive locali su scala nazionale e internazionale.
Prossimi passi e impatti attesi
Dopo le audizioni la Giuria completerà la valutazione dei dossier e decreterà la città vincitrice della denominazione di Capitale Italiana della Cultura 2028. Il titolo comporta visibilità nazionale e opportunità di finanziamento per progetti culturali, rigenerazione urbana e iniziative di promozione turistica.
L’assegnazione ha generalmente un impatto pluriennale: aumenta l’afflusso di visitatori, attira investimenti e favorisce la nascita di reti collaborative tra amministrazioni locali, enti culturali, università e imprese creative. Per le amministrazioni locali è fondamentale preparare piani sostenibili che assicurino risultati duraturi e coinvolgano attivamente la comunità.
Il procedimento di selezione rafforza anche il ruolo istituzionale del Ministero della Cultura nella promozione delle politiche culturali territoriali, promuovendo modelli replicabili di governance culturale e sviluppo locale.