Biotech in fermento: AgomAb Therapeutics e SpyGlass Pharma puntano alla quotazione

Aktis Oncology, avvenuto il 9 gennaio, ha registrato un forte interesse in fase di collocamento ma, nei primi dieci giorni di contrattazioni, il titolo ha mostrato una serie di ribassi che hanno portato a un calo complessivo superiore al 10% rispetto al prezzo d’esordio.

In fase di offerta Aktis Oncology ha raccolto una cifra significativamente superiore alle attese, attestandosi intorno ai 318 milioni di dollari; la società aveva precedentemente ottenuto il sostegno di grandi partner del settore farmaceutico durante i round privati.

Gli analisti vedono in questo risultato un possibile segnale di ripresa per le IPO del comparto biotech nel 2026, dopo un 2025 caratterizzato da un numero molto limitato di debutti a Wall Street: solo 10 società del settore sono approdate alla quotazione, in calo rispetto alle 26 del 2024 e ben lontano dal picco di 93 Ipo registrato nel 2021, secondo i dati di Dealogic.

Il capitale complessivo raccolto dalle biotech nel 2025 è stato contenuto, attorno a 1,6 miliardi di dollari, un valore nettamente inferiore rispetto ai 16 miliardi di dollari raccolti nel 2021, sempre secondo Dealogic, il che riflette una fase di selettività da parte degli investitori verso le società del settore.

SPDR S&P Biotech ETF, spesso utilizzato come indicatore dello stato di salute del comparto biotech, ha registrato nel corso dell’ultimo anno un aumento di circa il 33%, recuperando parte delle perdite subite nella prima parte dell’anno; questo miglioramento è considerato un elemento favorevole per le società che intendono quotarsi prossimamente.

Tra le società che hanno già depositato il filing per una quotazione e che possono essere osservate con attenzione vi sono AgomAb Therapeutics e SpyGlass Pharma, entrambe candidate a entrare in Borsa nei prossimi mesi.

Situazione del mercato e prospettive

Il mercato delle Ipo biotech è influenzato da diversi fattori: la disponibilità di capitali degli investitori istituzionali, l’andamento dei principali indici settoriali, la percezione del rischio clinico e regolatorio e la propensione al rischio su Wall Street. Un miglioramento dei flussi verso il settore può facilitare l’accesso ai mercati per società con programmi clinici avanzati, mentre una maggiore avversione al rischio tende a privilegiare solo i casi con pipeline più mature o partnership consolidate con big pharma.

Per le aziende biotech la quotazione ha una funzione chiave: consentire il reperimento di risorse per finanziare studi clinici, espandere pipeline e, in alcuni casi, negoziare collaborazioni industriali. Tuttavia, gli investitori valutano con attenzione la solidità finanziaria, il calendario degli eventi clinici e la capacità di raggiungere milestone rilevanti dopo l’Ipo.

L’ipo di AgomAb Therapeutics

La belga AgomAb Therapeutics ha presentato domanda per un’offerta pubblica iniziale negli Stati Uniti con l’obiettivo di raccogliere capitali destinati allo sviluppo clinico di farmaci mirati al trattamento di malattie immunitarie e infiammatorie.

Nel documento depositato alla SEC, la società con sede a Anversa ha illustrato la propria situazione finanziaria e il piano d’uso dei proventi, evidenziando la necessità di rafforzare la cassa per portare avanti studi clinici e attività di sviluppo preclinico.

Per i nove mesi chiusi al 30 settembre 2025 AgomAb Therapeutics ha riportato una perdita netta di 45,1 milioni di dollari, in aumento rispetto alla perdita di 34,5 milioni nel periodo corrispondente dell’anno precedente. Al 30 settembre la società disponeva di liquidità e mezzi equivalenti pari a 129,6 milioni di dollari.

Questi dati indicano che, sebbene la posizione di cassa consenta di sostenere le attività a breve termine, l’eventuale capitale raccolto con l’IPO servirebbe ad estendere il runway operativo e a finanziare tappe cliniche decisive; allo stesso tempo gli investitori valuteranno la pipeline, i dati di efficacia e sicurezza e il potenziale mercato delle terapie proposte.

Nel complesso, l’evoluzione delle quotazioni iniziali e l’atteggiamento degli investitori nei confronti del rischio clinico resteranno fattori determinanti per stabilire se il 2026 sarà effettivamente l’anno di una ripresa delle IPO nel settore biotech.



Author: Tony
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