Peracchini, sindaco di La Spezia: bisogna aiutare i ragazzi a dialogare, il futuro è nelle loro mani
- 17 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La città è in lutto per la morte del 19enne Abanoub Youssef, accoltellato da un coetaneo, identificato come Zouhair Atif, all’interno del Istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia. L’aggressione, avvenuta venerdì, sarebbe riconducibile a motivi di gelosia, ma le indagini proseguono per chiarire dinamiche e responsabilità.
Pierluigi Peracchini ha detto:
«È un grande dolore, una grande tristezza. Io conosco quasi tutti i ragazzi che vanno alle scuole superiori. Mi scrivo con loro su Instagram»
Il fatto è avvenuto all’interno dell’istituto tecnico dove gli studenti ricevono una formazione professionalizzante in settori che spaziano dalla cantieristica nautica all’odontotecnica. La vicenda ha sollevato preoccupazione nella comunità scolastica e nella cittadinanza, richiamando l’attenzione sulle misure di prevenzione nei luoghi di studio.
Il contesto della scuola e la reazione dell’amministrazione
Intervistato a proposito dell’accaduto, il sindaco di La Spezia ha ricordato di conoscere personalmente molti studenti e di mantenere un rapporto quotidiano con il mondo giovanile cittadino. L’amministrazione comunale ha espresso cordoglio e ha evidenziato la necessità di approfondire cause e fattori che possono portare a episodi di violenza tra adolescenti.
Pierluigi Peracchini ha aggiunto:
«Dialoghiamo con loro per fargli capire che il futuro gli appartiene. Queste tragedie sono incomprensibili ma dobbiamo capire perché accadono. In Italia viviamo un momento in cui la società, che non ha più confini, subisce trasformazioni. I valori sono meno sentiti e dobbiamo lavorare molto per portare la cultura del bene e del rispetto verso tutti»
Sicurezza, controlli e ruolo delle forze dell’ordine
Alla luce dell’episodio, il sindaco ha sottolineato il ruolo delle istituzioni locali e delle Forze dell’Ordine nel monitorare la situazione e nel garantire la sicurezza nei pressi delle scuole. Ha inoltre ricordato gli sforzi dell’amministrazione per incrementare la sorveglianza urbana e le misure preventive sul territorio.
Pierluigi Peracchini ha dichiarato:
«Il monitoraggio di istituzioni e Forze dell’Ordine è costante»
Pierluigi Peracchini ha aggiunto:
«Come amministrazione abbiamo raddoppiato controlli e sorveglianza»
Il primo cittadino ha ammesso tuttavia la difficoltà di prevenire tutte le tensioni giovanili e ha richiamato l’attenzione su un cambiamento culturale e sociale più ampio che riguarda non solo la città ma l’intero paese.
Pierluigi Peracchini ha osservato:
«È difficile prevenire le tensioni. Lo dobbiamo accettare, ma dobbiamo lavorare per affrontarlo»
Interventi nelle scuole e supporto psicologico
Nella discussione pubblica è tornata l’esigenza di rafforzare il supporto educativo e psicologico dentro le istituzioni scolastiche. Il sindaco ha indicato la scuola come luogo chiave per prevenire escalation di violenza, promuovere il dialogo e costruire percorsi che aiutino gli adolescenti a gestire i conflitti in modo non aggressivo.
Pierluigi Peracchini ha dichiarato:
«Conosco quasi tutti i professori: ci sentiamo ogni giorno. Serve forse qualche psicologo in più per far capire ai ragazzi che è meglio dialogare e costruire il futuro insieme piuttosto che litigare. Serve un lavoro culturale e valoriale»
La questione delle affermazioni pubbliche e la precisazione del sindaco
Nei giorni successivi all’aggressione, alcune dichiarazioni del sindaco hanno suscitato dibattito. In una prima uscita pubblica era emersa l’affermazione che la diffusione dell’uso del coltello sarebbe collegabile a «certe etnie»; la frase è stata riportata e successivamente il sindaco ha fornito chiarimenti contestualizzando il suo ragionamento.
Pierluigi Peracchini ha detto:
«Certe etnie»
Riferendosi poi alla volontà di spiegare meglio il concetto e il contesto della sua osservazione, il sindaco ha precisato di voler indicare un fenomeno sociale più ampio legato a pratiche giovanili e mode che incentivano il porto di armi bianche, senza voler stigmatizzare gruppi di persone in base alla loro nazionalità.
Pierluigi Peracchini ha chiarito:
«Mi riferivo a un concetto sociologico più complesso: non possiamo nasconderci che in alcuni gruppi c’è una moda di usare il coltello. Sarebbe rifiutare la realtà»
Pierluigi Peracchini ha aggiunto:
«Non ho fatto un ragionamento sugli stranieri ma sulla cultura che ha portato alcune persone a tenere il coltello in tasca»
Nel dare queste precisazioni il sindaco ha ricordato che il ragazzo accusato dell’omicidio ha origini marocchine, mentre la vittima era di origini egiziane. Le autorità competenti continuano comunque le indagini per accertare motivi, dinamiche e responsabilità.
Prospettive e misure da adottare
La vicenda riapre il tema delle politiche di prevenzione della violenza giovanile: investimenti in servizi di supporto psicopedagogico nelle scuole, iniziative di mediazione sociale, programmi di formazione per docenti e famiglie e una collaborazione più stretta tra istituzioni locali, forze dell’ordine e comunità educante possono contribuire a ridurre il rischio di simili tragedie.
È necessario un approccio coordinato che coniughi misure di sicurezza con interventi culturali e sociali, mirando a ricostruire percorsi di inclusione e responsabilità collettiva nei confronti dei più giovani.