Il Dipartimento di Giustizia non ha venduto i bitcoin sequestrati nel caso Samourai
- 17 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La vendita dei Bitcoin sequestrati avrebbe violato l’Executive Order 14233, che impone che qualsiasi Bitcoin ottenuto tramite confisca penale o civile “non debba essere venduto”.
Un consulente della Casa Bianca per le criptovalute ha dichiarato di aver ricevuto conferma dal Dipartimento di Giustizia che i Bitcoin confiscati nel caso relativo a Samourai Wallet non sono stati alienati, smentendo così le voci circolate nei giorni scorsi.
Patrick Witt ha detto:
“Abbiamo ricevuto conferma dal Dipartimento di Giustizia che gli asset digitali confiscati da Samourai Wallet non sono stati liquidati e non verranno liquidati. I Bitcoin confiscati resteranno parte della Strategic Bitcoin Reserve.”
La questione era emersa a novembre, quando analisti della blockchain avevano segnalato un trasferimento di circa 57,5 Bitcoin da un indirizzo controllato dal governo degli Stati Uniti a un indirizzo di deposito di Coinbase Prime. Quella transazione aveva alimentato accuse secondo cui il Marshals Service avrebbe potuto contravvenire all’ordine esecutivo.
L’Executive Order 14233, firmato da Donald Trump a marzo, stabilisce che i Bitcoin acquisiti tramite confische penali o civili “non devono essere venduti” e devono essere trattenuti nel programma noto come Strategic Bitcoin Reserve (SBR).
Cos’è la Strategic Bitcoin Reserve
La Strategic Bitcoin Reserve è pensata come una riserva statale di Bitcoin costituita con asset confiscati, destinata a essere detenuta a lungo termine. L’obiettivo dichiarato è preservare valore e creare una riserva strategica nazionale, evitando la vendita immediata degli asset per non influenzare i mercati o generare ricavi una tantum nel bilancio.
Quantità detenute e principali sequestri
I dati disponibili indicano che il governo degli Stati Uniti detiene complessivamente circa 328.372 Bitcoin, con un valore stimato che supera i 31,3 miliardi di dollari al prezzo corrente di mercato. Tale cifra include anche un ampio sequestro da 127.271 Bitcoin, eseguito a ottobre nei confronti di una società con sede in Cambogia accusata di aver gestito uno schema di investimento fraudolento noto come “pig butchering”.
Aspetti legali e amministrativi
Secondo il consigliere della Casa Bianca, la costruzione della SBR rimane una priorità, ma il suo sviluppo operativo richiede che il Dipartimento del Tesoro e il Dipartimento del Commercio raggiungano un’intesa su questioni normative e procedure legali da rispettare. La gestione delle asset digitali confiscati coinvolge norme sulla custodia, trasparenza, rendicontazione e compatibilità con il diritto amministrativo e penale.
Una proposta legislativa, promossa dalla senatrice Cynthia Lummis, mira ad accelerare la costituzione di una riserva pubblica di Bitcoin stabilendo un percorso per accumulare fino a un milione di Bitcoin nell’arco di cinque anni. Il progetto prevede modalità di accantonamento “a bilancio neutro”, ossia senza oneri diretti per i contribuenti.
Implicazioni politiche e di mercato
La decisione di trattenere Bitcoin confiscati piuttosto che liquidarli solleva importanti questioni politiche e operative. Sul piano politico, la scelta è legata alla strategia del governo in tema di criptovalute e può influire sul dibattito legislativo e sull’opinione pubblica. Sul piano operativo, comporta sfide relative alla custodia sicura, alla governance della riserva e alla gestione dei rischi di mercato.
Eventuali controversie sul rispetto dell’Executive Order 14233 possono inoltre generare ricorsi giudiziari o richieste di chiarimento sulle competenze e sulle procedure adottate dagli enti federali coinvolti, in particolare dal Marshals Service e dalle autorità ministeriali.
Prossimi passi
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare le iniziative normative e amministrative volte a definire le regole operative della Strategic Bitcoin Reserve, così come lo sviluppo del disegno di legge che punta a incrementare le riserve pubbliche di Bitcoin. Trasparenza sulle procedure di confisca e sulle modalità di custodia resterà cruciale per la credibilità istituzionale e per minimizzare impatti indesiderati sui mercati delle criptovalute.
In assenza di ulteriori comunicazioni ufficiali, la conferma del Dipartimento di Giustizia rappresenta al momento l’elemento più rilevante per chiarire che gli asset sequestrati nel caso Samourai Wallet non sono stati né saranno liquidati, e che resteranno allocati nella riserva strategica statale.