Anchorage Digital punta a raccogliere 400 milioni di dollari e a quotarsi

Anchorage Digital sta valutando una nuova raccolta di capitale nell’ordine di centinaia di milioni di dollari — indicativamente tra i 200 e i 400 milioni — mentre prende in considerazione una possibile IPO prevista per il prossimo anno, secondo fonti riservate vicine alla società.

L’affiliata bancaria, Anchorage Digital Bank National Association, ha ottenuto nel 2021 la prima licenza bancaria federale dedicata al settore crypto e oggi si trova in posizione favorevole per guidare l’emissione di stablecoin e servizi collegati dopo l’approvazione, lo scorso luglio, del GENIUS Act, che ha chiarito la cornice normativa per tali attività.

Nathan McCauley, amministratore delegato di Anchorage, aveva indicato a settembre l’intenzione di raddoppiare il team dedicato alle stablecoin nel corso dell’anno per far fronte alla prevista espansione del mercato dei dollari digitali.

Un portavoce di Anchorage ha dichiarato:

“Il 2025 è stato il nostro anno di crescita. Abbiamo completato una serie di acquisizioni, avviato partnership strategiche e lanciato nuove linee di business come l’emissione di stablecoin per consolidare la nostra leadership nell’ambito della crypto istituzionale.”

Espansione dei servizi e partnership

Oltre all’emissione di stablecoin, Anchorage Digital offre servizi di custodia, trading e staking destinati a banche, fondi hedge e società di venture capital, posizionandosi come ponte regolamentato che consente ai soggetti del TradFi di accedere agli asset digitali in modo conforme alle normative.

Tra le collaborazioni annunciate figura quella con Tether, emittente della più diffusa stablecoin USDT, con l’intenzione di lanciare sul mercato statunitense un token chiamato USAT. Partnership di questo tipo mirano a integrare infrastrutture regolamentate con liquidità e strumenti già affermati nella sfera crypto.

La società ha inoltre rafforzato la sua offerta nel wealth management attraverso l’acquisizione di Securitize For Advisors e l’integrazione di soluzioni per la gestione del ciclo di vita dei token con Hedgey, ampliando i servizi rivolti ai consulenti e agli investitori istituzionali.

Finanziamenti precedenti e valutazione

Nel tardo 2021 Anchorage aveva raccolto circa 350 milioni in un round guidato da KKR & Co, con la partecipazione di investitori istituzionali come Goldman Sachs, GIC e fondi creditizi collegati a Apollo, arrivando a una valutazione superiore ai 3 miliardi di dollari.

Prospettive di mercato e concorrenza

Il possibile approdo in Borsa di Anchorage si colloca in un contesto in cui altri operatori del settore guardano a mercati pubblici per reperire capitale e legittimare i propri modelli industriali: tra questi, alcuni concorrenti che forniscono servizi di custodia e infrastrutture crypto hanno avviato iter giudiziari e regolamentari finalizzati a una IPO nei prossimi trimestri.

Ad esempio, società come BitGo e Kraken hanno intrapreso il percorso verso la quotazione pubblica, mosse che segnano un interesse crescente da parte degli investitori istituzionali verso piattaforme regolamentate e con bilanci trasparenti.

Implicazioni regolamentari e per il sistema finanziario

L’approvazione del GENIUS Act ha creato un quadro più definito per l’emissione di stablecoin da parte di entità bancarie federali, riducendo in parte l’incertezza normativa che aveva caratterizzato i passi iniziali del settore.

La possibilità per banche autorizzate di operare nell’emissione di valute digitali prova a coniugare innovazione tecnologica e tutela degli investitori, ma apre anche questioni operative e di supervisione: tra queste, la necessità di infrastrutture di sicurezza adeguate, la gestione del rischio di liquidità e l’integrazione con i sistemi di pagamento tradizionali.

Da un punto di vista macroprudenziale, l’ingresso di soggetti regolamentati nel mercato delle stablecoin potrebbe favorire una maggiore stabilità e tracciabilità delle attività, pur richiedendo alle autorità competenti un’attenta vigilanza sul rispetto delle regole e sulla protezione della clientela istituzionale e al dettaglio.

Conclusione

Con una nuova raccolta pianificata e una possibile IPO all’orizzonte, Anchorage Digital mira a consolidare la propria posizione come fornitore regolamentato di infrastrutture per asset digitali. L’esito e i tempi di queste operazioni dipenderanno dall’andamento dei mercati finanziari e dall’evoluzione del quadro normativo, che continuerà a influire sulle strategie di crescita e sulle modalità operative degli attori istituzionali nel settore crypto.