Proposta di legge in West Virginia apre la strada agli investimenti statali in criptovalute
- 16 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Chris Rose, senatore dello State of West Virginia, ha presentato una proposta di legge che autorizzerebbe il tesoro statale a destinare fino al 10% delle riserve a metalli preziosi, a determinate valute digitali e a stablecoin.
La norma proposta, denominata Inflation Protection Act, consente al Board of Treasury dello Stato di investire in metalli preziosi, in asset digitali con una capitalizzazione di mercato superiore a 750 miliardi di dollari nel precedente anno solare e in stablecoin che abbiano ricevuto approvazioni regolamentari a livello federale o statale.
Alla soglia indicata di 750 miliardi di dollari, alla data di gennaio soltanto Bitcoin soddisfava il requisito di capitalizzazione, per cui l’approvazione della legge potrebbe tradursi in una esposizione diretta del bilancio pubblico verso quella specifica criptovaluta.
Secondo il testo del provvedimento, gli asset digitali acquisiti potrebbero essere custoditi tramite un custode qualificato, attraverso prodotti negoziati in borsa o soluzioni di custodia sicura appositamente predisposte, mentre le stablecoin dovrebbero avere il via libera delle autorità competenti.
Il disegno di legge è stato inviato al Committee on Banking and Insurance dello Stato. Al momento resta incerto se vi sarà il sostegno sufficiente per il suo iter legislativo e per l’eventuale firma da parte del governatore.
Quadro nazionale e precedenti statali
Negli ultimi anni diversi Stati americani hanno discusso norme analoghe che permettessero riserve statali in criptovalute. Nel 2025 leggi di questo tipo sono state approvate da Texas, Arizona e New Hampshire, aprendo la strada a un uso pubblico controllato di asset digitali come parte delle riserve statali.
Tali iniziative rappresentano tentativi di integrare strumenti finanziari alternativi nella gestione patrimoniale pubblica, ma pongono questioni complesse su governance, valutazione del rischio, volatilità di mercato, obblighi di reporting e responsabilità nei confronti dei contribuenti.
Il dibattito federale: ruolo delle norme strutturali
Il provvedimento statale arriva mentre a livello federale il Senato degli Stati Uniti ha rinviato la discussione su una legge più ampia volta a definire la struttura del mercato degli asset digitali, nota come CLARITY Act.
Il CLARITY Act mira a stabilire regole su scambi, custodia, mercati e protezione degli investitori per gli asset digitali. Tuttavia ha raccolto critiche da diversi operatori per disposizioni riguardanti la finanza decentralizzata, i meccanismi di incentivazione delle stablecoin e il potenziale ampliamento dei poteri delle autorità di vigilanza.
Il dibattito si concentra soprattutto sulla definizione di competenze tra le principali authority federali, come la SEC e la CFTC, e su come bilanciare protezione degli investitori e spazio all’innovazione tecnologica.
Implicazioni pratiche e rischi
Se approvata, la legge dello West Virginia porrebbe questioni operative immediate: definizione delle politiche di gestione del rischio, criteri di valutazione degli asset digitali, requisiti di custodia e trasparenza contabile. Le autorità dovrebbero altresì stabilire limiti e procedure per proteggere le finanze pubbliche dall’alta volatilità dei mercati crypto.
Dal punto di vista politico, l’adozione di riserve statali in criptovalute potrebbe influenzare il dibattito nazionale sulla legittimità e sul ruolo degli asset digitali nelle finanze pubbliche, stimolando confronti tra Stati su approcci regolamentari e best practice.
I prossimi passaggi comprendono l’esame nelle commissioni competenti dello Stato, eventuali emendamenti, votazioni in assemblea e la firma finale dell’esecutivo statale; tutte fasi nelle quali potranno emergere ulteriori condizioni o restrizioni sull’uso di criptovalute nei portafogli pubblici.