Lite furiosa in casa Rossi: Valentino denuncia la compagna del papà

Valentino Rossi ha presentato una denuncia per circonvenzione di incapace nei confronti della compagna del padre, Graziano Rossi, 71 anni, sostenendo che dalla disponibilità del genitore sarebbero stati prelevati complessivamente oltre 200.000 euro.

Ricostruzione dei fatti

La vicenda, come ricostruita da diverse fonti, ha avuto inizio nel 2024 quando Valentino Rossi ha chiesto di essere nominato amministratore di sostegno per il padre, in seguito a una valutazione medica che aveva evidenziato condizioni di fragilità e difficoltà nell’autonomia.

La perizia medica rilevava:

“fragile e in difficoltà nel provvedere a sé stesso anche se poteva continuare a guidare l’auto e persino partecipare alle gare del rally”.

L’anno successivo, tramite un procedimento civile, lo stesso Graziano Rossi ha ottenuto la revoca dell’incarico di tutela: il provvedimento è stato firmato il 4 marzo 2025 dal giudice Davide Storti del Tribunale di Pesaro, che ha certificato la capacità del padre di intendere e di volere.

Il giudice Davide Storti del Tribunale di Pesaro ha scritto:

“in piena capacità di intendere e volere”.

A seguito della revoca, Valentino Rossi ha presentato querela contro la compagna del padre, una donna di 54 anni, accusandola di aver prelevato dal conto di Graziano Rossi circa 176.000 euro, oltre a ulteriori 34.000 euro ritirati in contanti.

Perizie e valutazioni mediche

Nel corso del procedimento sono state eseguite altre perizie che hanno concluso come, allo stato, Graziano Rossi non necessiti di un amministratore di sostegno. Le valutazioni mediche e psichiatriche in casi simili cercano di stabilire il grado di autonomia, la capacità di intendere e di volere e la possibilità di provvedere ai propri interessi economici e personali.

Il ruolo dell’amministratore di sostegno in diritto italiano è quello di assistere persone temporaneamente o parzialmente incapaci, con poteri calibrati sulle esigenze dell’assistito e con il controllo del giudice tutelare; la nomina può essere richiesta da parenti o d’ufficio quando la situazione di fragilità è accertata.

Passi successivi e ruolo della procura

L’inchiesta penale è ora nelle mani della magistratura: il fascicolo a carico della donna è affidato alla pm della Procura di Pesaro, Irene Lilliu, che dovrà valutare le prove raccolte e decidere se esercitare l’azione penale o richiedere l’archiviazione.

Nel procedimento penale la pubblica accusa esaminerà elementi come la documentazione bancaria, eventuali deleghe o procure, le dichiarazioni testimoniali e gli esiti delle perizie mediche per verificare l’eventuale sussistenza del reato di circonvenzione di incapace. Se ritenuta fondata, l’accusa può portare a un processo; in alternativa la posizione può essere definita con misure civili o richieste di restituzione del denaro.

Al momento non esistono decisioni definitive: l’indagine segue il normale iter giudiziario e richiederà accertamenti approfonditi per chiarire modalità, responsabilità e l’effettivo stato di capacità di Graziano Rossi al momento dei fatti.



Author: Tony
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