Iran, misure straordinarie per tutelare oltre 900 militari italiani: dall’Iraq al Kuwait, tutte le missioni coinvolte

In queste ore la comunità internazionale osserva con attenzione l’ipotesi di un intervento militare statunitense contro il Iran, dopo i recenti richiami rivolti ai vertici religiosi del paese per la dura repressione delle proteste popolari.

Sono circolate indicazioni secondo cui il presidente Donald Trump stava valutando un’azione militare diretta.

Donald Trump ha dichiarato:

“Sono stato informato che Teheran ha fermato il massacro e non c’è nessun piano di esecuzioni.”

Guido Crosetto ha risposto:

“Ieri avrei detto sì, oggi direi forse no. La situazione cambia di ora in ora.”

La Farnesina ha comunicato misure di cautela sul personale italiano presente nell’area.

Farnesina ha fatto sapere:

“Sono oltre 900 i membri delle Forze Armate italiane nell’area, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare.”

Le missioni italiane nella regione

L’impegno italiano nella regione si articola su due principali missioni: la componente sotto egida Nato, nota come missione in Iraq, e l’azione denominata Operazione Prima Parthica, che prevede attività di addestramento a favore delle forze di sicurezza curde. Entrambe hanno natura prevalentemente non-combat e mirano a rafforzare le capacità locali di contrasto al terrorismo e di controllo del territorio.

Le misure precauzionali annunciate dalla Farnesina sono finalizzate a garantire la protezione del personale dispiegato e la continuità delle attività operative, in un contesto che può evolvere rapidamente in caso di escalation regionale.

La missione Nato in Iraq

La missione della Nato in Iraq è stata avviata su richiesta del governo iracheno e istituita formalmente nell’ottobre 2018 con l’obiettivo di fornire attività di training, consulenza e sostegno alle istituzioni di sicurezza locali. L’iniziativa si inserisce nel più ampio sforzo internazionale di contrasto al fenomeno jihadista e di stabilizzazione del paese.

La missione opera con una formula di “Train, Advise and Assist” (formare, consigliare e assistere) e riunisce contributi da parte dei membri dell’Alleanza atlantica insieme ad alcuni stati partner. Attualmente diversi paesi forniscono personale civile e militare di consulenza e supporto logistico e organizzativo.

Il contributo nazionale autorizzato dall’Italia prevede una consistenza massima annuale di 280 militari e 25 mezzi terrestri. Le forze italiane sono schierate principalmente a Baghdad, presso la FOB Union III (quartier generale principale) e il Baghdad Diplomatic Support Center (BDSC), con ulteriori presenze operative in Kuwait.

Si tratta di una missione con finalità formative e di rafforzamento delle capacità istituzionali e della professionalità delle forze di sicurezza irachene, rivolta in particolare a funzionari del Ministero della Difesa e all’ufficio del Consulente per la Sicurezza Nazionale, nonché agli istruttori militari locali.

L’obiettivo strategico è sostenere la costruzione di strutture di sicurezza nazionali più efficaci, trasparenti e inclusive, in modo da favorire la stabilità interna dell’Iraq e contribuire alla sicurezza internazionale. La missione non ha una scadenza prefissata e la partecipazione italiana è iniziata il 29 dicembre 2018; attualmente sono coinvolti operatori provenienti da circa 25 Paesi.

In caso di tensioni o escalation con il Iran, le conseguenze operative possono riguardare la sicurezza delle basi e delle rotte logistiche, la necessità di incrementare misure di force protection e la riorganizzazione temporanea delle attività di addestramento. Le istituzioni coinvolte—nazionali e internazionali—monitorano la situazione per bilanciare la tutela del personale con la continuità delle missioni volte alla stabilità regionale.



Author: Tony
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