F2i conquista lo scalo turistico di Lavagna con un investimento da 75 milioni

F2i, fondo infrastrutturale italiano con oltre 8,3 miliardi di euro di asset under management, si è aggiudicato la concessione per la gestione del porto turistico di Lavagna per 50 anni, a seguito di una procedura di gara indetta dal Comune nel 2025.

Lo scalo, situato nel Golfo del Tigullio (Provincia di Genova), conta oggi circa 1.500 posti barca per unità comprese tra 8 e 51 metri. La concessione prevede un programma di interventi volto ad ammodernare le strutture e a migliorare l’integrazione con il tessuto urbano.

Nei prossimi quattro anni la società controllata dal fondo, F2i Levante (parte del gruppo Ania F2i), investirà 75 milioni di euro per il potenziamento dello scalo. La Regione Liguria ha svolto il ruolo di stazione appaltante per conto del Comune, vigilando sul rispetto degli obiettivi indicati nel bando.

La nuova gestione opererà sotto il marchio Marina di Lavagna. È prevista la conferma di tutto il personale attualmente impiegato: le attività e gli addetti della concessionaria uscente saranno trasferiti alla nuova società senza interruzione del servizio. Come amministratore delegato di F2i Levante è stato nominato Giuseppe Pontremoli, manager con consolidata esperienza nel settore portuale.

Gli interventi principali riguarderanno cinque ambiti strategici: il rifacimento dell’area denominata «Piastra», il consolidamento del molo di sottoflutto, l’interramento del parcheggio comunale, la realizzazione di passeggiate sulle dighe e la creazione di un porto a secco per la gestione e la manutenzione delle imbarcazioni.

Impatto economico e ricadute sul territorio

L’operazione mira non solo a migliorare l’offerta di posti barca e servizi tecnici, ma anche a valorizzare il rapporto tra porto e città, favorendo ricadute positive su turismo, cantieristica e servizi connessi. Investimenti di questo tipo possono incrementare la domanda di servizi di refit, cantieristica e di ospitalità per gli armatori, oltre a creare opportunità occupazionali dirette e indirette.

Il Mediterraneo continua ad essere una delle aree di maggior attrattiva per i megayacht, mentre l’industria nautica italiana mantiene una quota rilevante nella produzione mondiale di grandi imbarcazioni. Per questi motivi, infrastrutture portuali adeguate sono importanti anche per offrire posti per il ricovero invernale e per i lavori di manutenzione specialistica.

Aspetti amministrativi e autorizzativi

La concessione cinquantennale comporta l’assunzione di responsabilità a lungo termine sulla gestione del demanio marittimo. In fase di progettazione e realizzazione degli interventi sarà necessario acquisire le autorizzazioni ambientali e gli eventuali nulla osta di competenza regionale e comunale, nonché rispettare le normative nazionali in materia di demanio e sicurezza portuale.

La partecipazione della Regione Liguria come stazione appaltante garantisce il coordinamento tra enti locali e società concessionaria, con l’obiettivo di conciliare sviluppo infrastrutturale, tutela ambientale e fruibilità pubblica.

Prossime fasi e tempistiche

I lavori di ammodernamento sono programmati nell’arco dei primi quattro anni di concessione, con priorità agli interventi che assicurano la continuità operativa del porto e la sicurezza delle banchine. Le opere saranno suddivise in fasi per minimizzare l’impatto sulla stagione nautica e per consentire verifiche tecniche e di impatto ambientale in corso d’opera.

Il piano di investimento prevede inoltre azioni di riqualificazione degli spazi pubblici e di miglioramento dei collegamenti tra porto e centro cittadino, finalizzate a incrementare l’attrattività turistica e la fruizione sociale dell’area portuale.

Renato Ravanelli ha dichiarato:

“Con l’aggiudicazione della concessione del porto di Lavagna continuiamo la nostra strategia d’investimento nelle infrastrutture italiane ed entriamo per la prima volta, con un asset prestigioso, nel settore dei porti turistici. Il mercato richiede marine con servizi di alto livello e capacità di accogliere imbarcazioni sempre più grandi; l’Italia, con una produzione significativa di grandi barche, deve disporre di strutture adeguate per la stagione invernale e per la manutenzione specialistica.”



Author: Tony
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