L’Italia ha il parco auto più vecchio d’Europa: le elettriche restano sotto il 4%
- 15 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un parco circolante che continua ad ampliarsi, nonostante il rallentamento del mercato: le auto ricaricabili (elettriche a batteria o plug-in) rimangono ancora una quota contenuta, appena sotto il 4% del totale, e la percentuale si riduce ulteriormente se si considerano soltanto i modelli full electric.
Acea ha osservato:
“Sebbene le auto elettriche a batteria siano diventate la terza opzione più popolare per i nuovi acquirenti, conquistando finora quasi il 17% delle immatricolazioni nell’Unione Europea nel 2025, rappresentano ancora solo il 2,3% di tutte le autovetture sulle strade, sottolineando il significativo divario che rimane da colmare per raggiungere una mobilità a emissioni zero diffusa.”
Dalla fotografia fornita da Acea emerge che in Europa circolano circa 256 milioni di autovetture, con un incremento dell’1,4% nel 2024 rispetto al 2023. Tra i paesi, Italia conserva il primato per numero di veicoli ogni mille abitanti. Il rinnovamento della flotta avanza lentamente e l’età media dei veicoli aumenta progressivamente, con conseguenze sulla qualità dell’aria e sugli obiettivi climatici.
Auto e furgoni compongono circa il 98% del parco totale: il progressivo invecchiamento di questi mezzi influisce sia sulle emissioni locali sia sui costi di manutenzione e gestione. Per ridurre l’impatto ambientale è necessario accelerare il ricambio verso modelli più puliti, oltre a sviluppare infrastrutture di supporto adeguate.
Dati per tipologia di veicolo
Le vetture ricaricabili (comprese le BEV e le ibride plug-in) sono passate dal 3% del 2023 al 3,7% del 2024. Anche nella quota di immatricolazioni recenti si nota una crescita dei veicoli totalmente elettrici, ma la loro incidenza sull’intero parco rimane contenuta.
Sul fronte dei veicoli commerciali leggeri la flotta europea conta circa 31,1 milioni di unità: la percentuale di mezzi ricaricabili è stimata in aumento dall’1,3% all’1,9%, segno di un’adozione ancora limitata ma in espansione.
Per quanto riguarda i mezzi pesanti, si registrano circa 6,2 milioni di camion circolanti in Europa, con un’età media intorno ai 14 anni. La quota di autocarri elettrici rimane molto bassa, salita però dallo 0,3% a circa lo 0,9% in un arco temporale recente, a indicare un’iniziale diffusione ma ancora distante dalle necessità di decarbonizzazione del trasporto merci.
Cosa serve per accelerare l’elettrificazione
Secondo Acea, l’attuale quadro normativo andrebbe rivisto per creare condizioni più favorevoli alla diffusione dei veicoli a zero emissioni: servono interventi coordinati su infrastrutture di ricarica, incentivi all’acquisto e misure fiscali che stimolino la domanda e facilitino il ricambio del parco circolante.
La transizione richiede inoltre investimenti sulla rete elettrica, piani di sviluppo per punti di ricarica pubblici e privati, e strumenti per sostenere le imprese di trasporto nella sostituzione dei mezzi pesanti. Il ruolo delle istituzioni europee e dei governi nazionali è cruciale per definire regole, finanziamenti e scadenze che rendano coerente la politica climatica con gli obiettivi di mobilità sostenibile.
Sul piano economico e sociale, la modernizzazione della flotta può generare opportunità industriali e occupazionali, ma richiede anche una gestione attenta delle ricadute per i settori e le aree più coinvolte. Parallelamente, il miglioramento della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni rappresentano benefici diretti per la salute pubblica e per il raggiungimento degli impegni ambientali.
In sintesi, i dati confermano una crescita delle vetture elettrificate ma evidenziano che il processo di decarbonizzazione del trasporto resta incompleto: servono azioni più incisive e coordinate per trasformare l’aumento delle immatricolazioni in un rinnovo reale e capillare del parco veicolare europeo.