Incidente UPS: Boeing aveva già lanciato l’allarme sull’MD-11 nel 2011
- 15 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel 2011 Boeing aveva segnalato alle compagnie aeree la presenza di un componente difettoso sull’MD-11, un elemento che lo scorso novembre potrebbe aver contribuito al grave incidente aereo della UPS in cui persero la vita 15 persone, ma all’epoca il costruttore non ritenne che il problema costituisse un rischio per la sicurezza del volo, secondo quanto ricostruito dal NTSB nell’ambito delle indagini.
Secondo il NTSB, nel 2011 Boeing aveva registrato quattro guasti simili relativi a un componente che partecipa al fissaggio dei motori alle ali su tre aeromobili diversi, ma la casa madre concluse che tali guasti non avrebbero compromesso la sicurezza del volo. L’autorità investigativa non ha precisato se, dopo quel periodo, siano stati documentati altri episodi analoghi relativi alla pista del cuscinetto sferico, la porzione coinvolta nel cedimento.
Gli investigatori hanno rilevato che il componente si era spezzato in due al momento dell’incidente e che i bulloni di fissaggio mostravano incrinature. Le fotografie esaminate dagli inquirenti mostrano il retro del motore in fiamme mentre si stacca e viene scagliato oltre l’ala, che a sua volta prende fuoco. Nell’impatto persero la vita i tre membri dell’equipaggio e altre 12 persone presenti al suolo vicino all’aeroporto internazionale Muhammad Ali di Louisville.
Il rapporto pubblicato non attribuisce ancora una causa definitiva al distacco del motore. L’indagine del NTSB prosegue e include, tra le altre verifiche, l’analisi di come la lettera informativa di Boeing sia stata recepita dalla UPS e la corrispondenza intercorsa tra Boeing e la FAA.
In precedenza il NTSB aveva riferito della presenza di crepe in alcune parti del supporto motore, difetti che tuttavia non erano stati individuati durante le ispezioni periodiche previste dal programma di manutenzione dell’aereo, sollevando dubbi sull’adeguatezza delle procedure di controllo. L’ultima ispezione approfondita di quei componenti era stata eseguita nell’ottobre 2021; secondo i criteri di manutenzione indicati, una nuova ispezione dettagliata non sarebbe dovuta avvenire prima di circa 7.000 cicli di decollo e atterraggio.
Il componente coinvolto e la sua funzione
Il pezzo al centro dell’attenzione è la pista del cuscinetto sferico, una parte del collegamento tra il motore e il supporto (pylon) fissato all’ala. Questo elemento permette alcuni movimenti relativi e trasferisce carichi strutturali significativi durante le fasi di decollo, volo e atterraggio. Un cedimento in questa zona può comportare la perdita del collegamento strutturale, con conseguente distacco del motore o danni gravi alla struttura alare.
Le modalità di rottura tipiche per questi componenti includono fatica meccanica dovuta a carichi ripetuti, corrosione intrinseca, o difetti di fabbricazione. Di conseguenza, la rilevazione precoce di crepe o degradazioni è fondamentale; se le procedure di ispezione non sono adeguate o non vengono applicate correttamente, il rischio residuo può aumentare in modo significativo.
Contesto operativo e storico dell’MD-11
L’MD-11 è un aeromobile tri-motore introdotto decenni fa e oggi è impiegato soprattutto nel trasporto cargo. Molti esemplari sono anziani rispetto agli standard dei velivoli commerciali moderni, e pertanto richiedono programmi di manutenzione e ispezioni attentamente calibrati per tenere conto dell’età strutturale e dei cicli di volo accumulati. La gestione della sicurezza su flotte storiche rappresenta una sfida per operatori e autorità di certificazione.
Nel quadro dell’indagine, la relazione tra il costruttore, l’operatore e l’autorità regolatoria nazionale assume rilievo centrale: il modo in cui le informazioni tecniche vengono comunicate e incorporate nelle procedure operative può avere impatti diretti sulla mitigazione dei rischi rilevati.
Implicazioni normative e di sicurezza
I risultati preliminari del NTSB potrebbero indurre la FAA o altre autorità aeronautiche internazionali a emettere raccomandazioni o direttive di aeronavigabilità (airworthiness directives) che rendano obbligatorie ispezioni più frequenti o interventi riparativi sui componenti interessati. Tali provvedimenti mirano a ridurre il rischio di eventi analoghi e a uniformare gli standard di controllo per tutti gli operatori che utilizzano lo stesso tipo di aeromobile.
Sul piano giuridico e commerciale, esiti che evidenzino omissioni nelle procedure di manutenzione o difetti di progettazione possono comportare responsabilità per il costruttore e per l’operatore, nonché avere conseguenze sulle politiche assicurative e sui contratti di servizio nel settore cargo.
Prossime fasi dell’indagine e possibili sviluppi
L’inchiesta del NTSB è ancora in corso e includerà analisi metallurgiche, esami dei registratori di volo, valutazioni delle pratiche di manutenzione e una ricostruzione dettagliata della sequenza dei guasti. Sulla base delle evidenze raccolte, l’autorità potrà formulare raccomandazioni tecniche e procedurali indirizzate alle aziende coinvolte e agli enti regolatori.
Ogni sviluppo sarà valutato anche in relazione all’obiettivo più ampio di prevenzione: migliorare i controlli sui velivoli più datati, aggiornare le procedure di ispezione e garantire che le comunicazioni tecniche tra costruttori, operatori e autorità contribuiscano effettivamente a ridurre i rischi per l’aviazione civile.