Export in crisi: Usa in calo, Germania in stallo
- 15 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I mercati extra-UE hanno mostrato una tendenza negativa mentre le contrattazioni all’interno dell’Europa sono risultate in crescita; di conseguenza il Made in Italy a novembre chiude praticamente in pareggio, con una flessione dello 0,1% che riduce la crescita cumulata degli undici mesi al 3,1%.
Andamento per paesi
La dinamica per i singoli mercati è eterogenea: la Germania rimane sostanzialmente ferma con un aumento modesto dello 0,2%, mentre la Spagna continua a mostrare un buon ritmo della domanda estera, con una crescita del 4,9%.
Settori e mercati principali
Il quadro settoriale evidenzia numerosi segni negativi, con alcune eccezioni. Tra i comparti più resilienti figurano ancora il settore farmaceutico e, come novità significativa per questo periodo, il segmento degli autoveicoli.
Per quanto riguarda la relazione con il mercato statunitense, si osserva una fase di cautela nel comparto alimentare: dopo un fenomeno di sovrastoccaggio preventivo messo in atto da molte imprese in vista dell’introduzione di possibili dazi, il settore alimentare perde quasi 17 punti rispetto al periodo precedente. Nel mese il saldo verso i Stati Uniti risulta negativo (-2,9%), mentre il dato da inizio anno resta ampiamente positivo, con una crescita del 7,6% trainata soprattutto dal settore farmaceutico.
Il fenomeno del sovrastoccaggio riflette strategie aziendali di breve periodo per evitare impatti tariffari futuri: le imprese hanno anticipato acquisti per proteggere le forniture e i prezzi, determinando oscillazioni mensili che vanno interpretate alla luce di questa premessa.
Il ruolo dei farmaci e le importazioni di auto dalla Cina
Nel complesso del Made in Italy, senza il contributo positivo del settore farmaceutico (che segna un aumento del 31% nei primi undici mesi), il bilancio delle esportazioni sarebbe sostanzialmente azzerato. Questo sottolinea la rilevanza di pochi comparti trainanti per il risultato complessivo delle vendite estere.
Un elemento di attenzione è la forte crescita delle importazioni di autovetture provenienti dalla Cina: +34% nel mese e un incremento di 54 punti percentuali nel periodo gennaio-novembre, con un controvalore che ha raggiunto circa 1,9 miliardi di euro, ossia oltre il 5% del totale delle importazioni nel settore.
Implicazioni e contesto politico-economico
Questi andamenti hanno implicazioni per la competitività delle filiere italiane e per la politica commerciale: la dipendenza da pochi settori esportatori espone il sistema a rischi legati a shock di domanda o a cambiamenti di politica commerciale estera. Allo stesso tempo, l’aumento delle importazioni da aree a basso costo di produzione richiede attenzione sulle catene di fornitura e sulle politiche industriali volte a sostenere la transizione tecnologica e di qualità.
Autorità nazionali e operatori economici dovranno monitorare le statistiche mensili per distinguere oscillazioni temporanee da tendenze strutturali. Strumenti di politica economica rilevanti includono incentivi alla competitività, interventi per la diversificazione dei mercati di sbocco, e misure doganali e regolatorie volte a tutelare produzioni strategiche.
Prospettive
Nel breve periodo è plausibile attendersi ulteriori fluttuazioni legate a fattori di natura commerciale e geopolitica; per il medio termine, la stabilizzazione della crescita delle esportazioni italiane dipenderà dalla capacità delle imprese di puntare su innovazione, qualità e diversificazione dei partner commerciali.