Adolescenti costretti a lavorare e privati dello sport: la povertà educativa a Napoli
- 15 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ragazze e ragazzi del territorio napoletano emergono da una ricerca come frequentemente costretti a combinare l’impegno scolastico con lavoro o responsabilità di cura familiare; quasi la metà dichiara di non leggere libri al di fuori di quelli richiesti dalla scuola, e oltre il 40% non pratica alcuna attività fisica. Sono questi alcuni dei risultati principali dello studio «Barriere invisibili», realizzato per analizzare le cause e le manifestazioni della povertà educativa nell’area di Napoli.
La ricerca è frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Polo Ricerche di Save the Children, con il coordinamento della docente Cristina Davino. Il lavoro è stato condotto nell’ambito del progetto GRINS (Growing Resilient, INclusive and Sustainable), finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca tramite le risorse del PNRR.
Metodologia e partecipazione
Lo studio ha coinvolto numerose istituzioni locali, con il sostegno dell’assessorato alla Scuola, Politiche sociali e Politiche giovanili della Regione Campania e dell’assessorato all’Istruzione del Comune di Napoli. All’indagine hanno partecipato oltre 55 istituti scolastici e circa 25 enti del Terzo Settore e servizi sociali.
Il campione comprende circa 3.800 studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni e 300 giovani usciti dal circuito scolastico. La combinazione di questionari, interviste e analisi dei contesti familiari e territoriali ha permesso di ottenere una fotografia dettagliata delle condizioni prevalenti e delle barriere che ostacolano l’accesso pieno alle opportunità formative.
Risultati principali
Tra le evidenze più significative, lo studio indica che il contesto familiare e quello sociale rappresentano fattori determinanti della povertà educativa nella città e nell’area metropolitana di Napoli. In particolare, vivere in una famiglia a reddito basso o molto basso è segnalato come una delle barriere più impattanti sul futuro degli adolescenti.
Il 12% degli intervistati dichiara di trovarsi in condizioni economiche svantaggiate, mentre il 5% si definisce in situazione di «grave deprivazione materiale». Queste condizioni incidono direttamente su opportunità di studio, partecipazione ad attività extrascolastiche e benessere complessivo.
Per quanto riguarda il lavoro e gli impegni extra-scolastici: il 6,7% dei giovani lavora quotidianamente, il 16% svolge attività lavorative saltuarie e il 21% è alla ricerca di un’occupazione. Inoltre il 12% riduce il tempo dedicato allo studio per occuparsi di familiari o delle faccende domestiche.
Lo studio segnala anche comportamenti legati allo stile di vita: quasi la metà degli studenti non legge per svago oltre quanto richiesto dalla scuola e oltre il 40% non pratica regolarmente attività fisica, elementi che si collegano a minori opportunità di crescita culturale e sociale.
Aree territoriali maggiormente interessate
Le forme più acute di disagio si concentrano in alcune periferie cittadine e in specifici comuni dell’area metropolitana. Tra i quartieri di Napoli citati nello studio si segnalano Scampia, Chiaiano, Piscinola, Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio. Nell’area metropolitana sono state evidenziate criticità nei comuni di Casoria, Afragola, Caivano, Cardito, Crispano e Acerra.
Implicazioni per le politiche locali
I risultati sottolineano la necessità di interventi integrati che mettano al centro la famiglia e il contesto sociale, oltre alla scuola. Politiche efficaci richiedono il coordinamento tra istituzioni locali, servizi educativi e sociali, enti del Terzo Settore e iniziative pubbliche per il lavoro giovanile.
Tra le azioni suggerite dallo studio vi sono il potenziamento delle attività doposcuola e di supporto allo studio, programmi di orientamento e inserimento lavorativo per i giovani, servizi di sostegno alle famiglie in condizione di deprivazione materiale e attività sportive e culturali gratuite o a basso costo per favorire inclusione e partecipazione.
Il progetto GRINS e la sinergia tra università, realtà non profit e istituzioni regionali e comunali vengono indicati come modelli utili per sperimentare interventi mirati e valutare il loro impatto nel medio termine, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza e le opportunità dei giovani nei contesti più svantaggiati.
Prospettive e ulteriori approfondimenti
Per comprendere appieno la portata delle cosiddette «barriere invisibili» è fondamentale proseguire con ricerche longitudinali che monitorino l’evoluzione delle condizioni socio-economiche e formative dei giovani. Studi successivi dovranno anche valutare l’efficacia degli interventi già avviati e individuare pratiche replicabili su scala più ampia.
Infine, la combinazione di dati quantitativi e testimonianze qualitative può supportare la progettazione di politiche pubbliche basate sull’evidenza, volte a ridurre le disuguaglianze educative e a promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità dei giovani nel territorio napoletano e nell’area metropolitana.