Raffineria Isab di Priolo: Ludoil avvia due diligence per acquisire gli impianti
- 14 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il contratto è operativo da qualche giorno, ma il punto centrale della vicenda supera la mera fornitura: Ludoil Energy, gruppo italiano attivo nella logistica, nello stoccaggio e nella distribuzione di prodotti energetici collegato all’imprenditore Donato Ammaturo, ha avviato una due diligence per valutare una possibile acquisizione delle raffinerie Isab di Priolo Gargallo, passate alla proprietà cipriota di Goi Energy dopo l’uscita dei russi di Lukoil, con il sostegno del trader internazionale Trafigura.
L’accordo già firmato, che riguarda la caricazione e la vendita dei prodotti petroliferi limitatamente al mercato siciliano, rappresenta soltanto il primo passo operativo di un progetto industriale più ampio che punta esplicitamente alla proprietà dell’impianto e alla sua gestione a lungo termine.
Una nota congiunta di Ludoil e Isab ha delineato i contorni dell’iniziativa, mentre sullo sfondo si è aperto un contenzioso contrattuale: Lukoil, pur avendo ceduto gli asset, rimane parte commerciale nella gestione della raffineria e contesta la legittimità del recesso dal contratto vigente.
Caratteristiche dell’impianto e valore strategico
Il nucleo dell’operazione è la due diligence sull’intero complesso industriale, attività che segna un cambio di fase per Isab, uno dei principali poli di raffinazione in Italia. Le due raffinerie nella zona industriale di Siracusa hanno una capacità autorizzata di lavorazione pari a circa 20 milioni di tonnellate annue di greggio, con un livello di utilizzazione stimato attorno al 60%.
La filiera collegata all’impianto impiega, tra addetti diretti e indotto, approssimativamente 2.400 persone, rendendo la questione non solo industriale ma anche rilevante sul piano occupazionale e territoriale per la provincia di Siracusa e per l’economia regionale.
Obiettivi industriali e prospettive di decarbonizzazione
Ludoil Energy negli ultimi anni ha ampliato la propria presenza nel segmento downstream, investendo in infrastrutture considerate strategiche per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici. L’interesse per Priolo Gargallo rientra in un disegno industriale di medio-lungo periodo volto a garantire la continuità produttiva dell’impianto e a guidarne l’evoluzione tecnologica.
Nella comunicazione ufficiale si fanno espliciti riferimenti a possibili sviluppi produttivi orientati a soluzioni a minore intensità carbonica, come Sustainable aviation fuel (Saf), HVO e bioetanolo. Si tratta di segnali di una strategia che intende integrare la transizione energetica senza compromettere l’operatività immediata del sito.
Questioni legali e impatti contrattuali
L’ingresso operativo di Ludoil nella fase di caricazione ha già attivato una disputa legale. Lukoil Italia contesta formalmente la decisione di Isab, sostenendo l’assenza di una validà giuridica del recesso e affermando che il contratto originario rimane pienamente efficace. Secondo la posizione della società cedente, non sarebbe avvenuto alcun legittimo subentro di terzi nelle attività contrattuali di ritiro del prodotto.
La controversia riguarda anche l’adempimento degli obblighi contrattuali: Lukoil riferisce di aver eseguito i pagamenti dovuti, inclusa una somma significativa trasferita a metà gennaio, elementi che secondo la società renderebbero infondata la risoluzione contrattuale proclamata dalla controparte.
Procedure da seguire e possibili sviluppi regolatori
Una potenziale acquisizione di un complesso di raffinazione comporta fasi tecniche e autorizzative complesse: la due diligence dovrà verificare aspetti ambientali, patrimoniali e contrattuali; successivamente saranno necessari eventuali nulla osta da parte delle autorità competenti in materia di concorrenza e di controllo degli asset strategici per la sicurezza degli approvvigionamenti.
Sul piano istituzionale, l’operazione potrà richiamare l’attenzione dei ministeri e degli enti coinvolti nelle politiche energetiche e industriali nazionali, che valutano l’impatto occupazionale, ambientale e strategico di transazioni su grandi impianti di raffinazione.
Conseguenze economiche e prospettive locali
Per il territorio, il risultato dell’operazione è rilevante: la conferma della continuità produttiva e un piano di rilancio con tecnologie meno carbon intensive potrebbero sostenere l’occupazione e attrarre investimenti complementari. Al contrario, un prolungarsi dell’incertezza legale e gestionale rischia di pesare sull’indotto locale e sui fornitori.
Nei prossimi mesi sarà quindi cruciale seguire l’esito della due diligence, l’esito delle eventuali contestazioni giudiziarie e i passaggi autorizzativi, che determineranno se l’accordo operativo fin qui siglato si trasformerà in una soluzione stabile per la proprietà e la gestione delle raffinerie.