La tedesca Mann+Hummel scommette sulle Marche: 40 milioni in arrivo
- 14 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Le competenze italiane vengono ora messe al servizio di una delle sfide ambientali più urgenti dei prossimi decenni: la scarsità d’acqua. Presenti in Italia da oltre quindici anni e rafforzati dall’acquisizione completa di Oltremare nel 2018, il gruppo Mann+Hummel ha annunciato un piano di rafforzamento per lo stabilimento di Cerreto D’Esi (Ancona), già oggi centro di eccellenza per la ricerca, lo sviluppo e la produzione di soluzioni per la filtrazione idrica.
Con un fatturato di circa 4,5 miliardi di euro e oltre 21mila dipendenti nel mondo, Mann+Hummel è uno dei principali produttori globali nel settore della filtrazione dell’acqua. Fondata a Ludwigsburg nel 1941, l’azienda mantiene una struttura orientata alla gestione familiare e a investimenti continui in innovazione.
Investimento da 40 milioni
Il piano prevede, entro il 2030, un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro destinati al potenziamento degli impianti produttivi e delle attività di ricerca e sviluppo nello stabilimento marchigiano. Il progetto include l’assunzione di oltre 100 nuovi addetti e la creazione di sinergie operative con imprese locali, fornitori e centri di ricerca.
Le tecnologie sviluppate a Cerreto D’Esi sono progettate per trasformare acqua salina o contaminata in acqua dolce e potabile. I sistemi di filtrazione avanzata — che comprendono membrane per osmosi inversa, nanofiltrazione e processi integrati di pre- e post-trattamento — rimuovono sali minerali, metalli pesanti, microrganismi e altre sostanze indesiderate, permettendo il passaggio delle sole molecole d’acqua.
Queste soluzioni trovano applicazione in ambiti diversi: uso agricolo e irrigazione, approvvigionamento idrico urbano, processi industriali sensibili alla qualità dell’acqua e interventi di emergenza in aree colpite da siccità o contaminazione. Il rafforzamento delle capacità produttive e di R&S può inoltre favorire l’export di tecnologie italiane nel mercato globale della gestione idrica.
Know-how italiano
Elena Santi ha dichiarato:
“Siamo orgogliosi di mettere a disposizione le competenze maturate dal nostro team di tecnici e ingegneri. La scelta delle Marche non è casuale: qui esiste una solida tradizione manifatturiera, una rete industriale ben consolidata e un capitale umano di elevata qualità. Le collaborazioni con gli istituti di ricerca locali ci consentono di migliorare continuamente i nostri processi e rendere la sede italiana sempre più competitiva a livello internazionale.”
Il potenziamento dello stabilimento dovrebbe consolidare collegamenti stabili con le università marchigiane e i laboratori di ricerca, favorendo progetti congiunti di sviluppo, sperimentazione e trasferimento tecnologico. Queste collaborazioni facilitano l’adozione di soluzioni pilota, la formazione di personale specializzato e la rapida industrializzazione di nuove tecnologie.
Dal punto di vista economico e territoriale, l’intervento è destinato a generare effetti positivi sull’indotto: oltre all’occupazione diretta, si prevede un rafforzamento delle filiere locali di componentistica, servizi e logistica. Sul piano ambientale, l’espansione delle tecnologie di filtrazione contribuisce a migliorare la resilienza delle comunità locali e dei settori produttivi alle pressioni derivanti dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento delle risorse idriche.
Nel complesso, l’investimento a Cerreto D’Esi rappresenta un esempio di come capacità industriali italiane possano integrarsi con capitale e know-how internazionale per rispondere a bisogni globali legati alla gestione sostenibile dell’acqua, con ricadute positive su innovazione, occupazione e competitività.