Il crollo di ottobre ha segnato la fine della stagione delle altcoin, secondo il rapporto Wintermute
- 14 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Secondo un’analisi recente, i trader al dettaglio, spaventati dall’ampia liquidazione del mercato crypto avvenuta in ottobre, sono tornati a concentrare le loro posizioni sulle principali criptovalute, abbandonando le speranze di una prolungata “altcoin season”.
Il dato emerge dal rapporto Wintermute intitolato “Digital asset OTC market 2025”, che descrive come il comportamento degli investitori retail sia cambiato radicalmente nel corso dell’anno.
Dal 2022 molti risparmiatori erano venditori netti delle criptovalute di riferimento, preferendo puntare su altcoin più speculativi; tuttavia, nel 2025 questo modello si è invertito e la preferenza è tornata verso i cosiddetti “majors”, in particolare Bitcoin e Ether.
L’evento di liquidazione del 10 ottobre e il successivo crollo di mercato sono stati identificati come un punto di svolta decisivo, che ha accelerato la rotazione dei retail verso le principali valute digitali.
Wintermute ha osservato:
“Questo mostra l’atteggiamento immediatamente difensivo seguito allo shock delle liquidazioni, unitamente alla crescente preoccupazione per contagio e per l’avvicinarsi di un mercato ribassista.”
Secondo il rapporto, nei mesi successivi i posizionamenti dei retail si sono allineati a quelli istituzionali, con una priorità marcata per la liquidità e la resilienza rispetto al rischio periferico.
Consolidamento difensivo verso i “majors”
La cosiddetta “consolidazione difensiva” ha determinato un flusso di capitale dai progetti meno liquidi e più volatili verso le criptovalute con maggiore profondità di mercato. Questo spostamento è tipico di fasi in cui la priorità degli operatori diventa preservare capitale e accesso rapido alla liquidità.
Rally degli altcoin e mancanza di convinzione
La rotazione verso i “majors” ha impedito lo sviluppo di una vera e propria altcoin season nel ciclo attuale: nel 2025 gli altcoin hanno registrato una performance significativamente inferiore rispetto alle principali criptovalute.
Il rapporto evidenzia come, pur essendo emerse numerose narrative speculative, queste non siano riuscite a consolidarsi nel tempo, portando a movimenti di prezzo di breve durata e a un coinvolgimento più tattico degli investitori.
Nello specifico, la durata media dei rally degli altcoin nel 2025 si è attestata intorno ai 19 giorni, contro i circa 60 giorni dell’anno precedente, segno di minore convinzione e maggiore frammentarietà nelle strategie di rischio.
Per confronto, tra il 2022 e il 2024 le ondate rialziste degli altcoin erano spesso sostenute per 45-60 giorni grazie a narrative consolidate come memecoin e progetti legati all’AI; nel 2025 la mediana è scesa a circa 20 giorni, trasformando molti rally in operazioni di natura tattica.
Paure del crollo di ottobre e progressiva attenuazione
Nonostante la debolezza relativa degli altcoin verso la fine del 2025, le paure e il panico legati al crash di ottobre si sono gradualmente attenuati, aprendo la strada a un ritrovato ottimismo tra alcuni investitori.
Matt Hougan ha detto:
“Una delle ragioni per cui penso che siamo ripartiti con slancio all’inizio di quest’anno è che gli investitori hanno messo il 10 ottobre nel passato.”
Il valore complessivo di mercato ha registrato una crescita significativa dall’inizio dell’anno, con un aumento stimato intorno al 10% — pari a circa 300 miliardi di dollari — portando la capitalizzazione totale a circa 3,34 trilioni di dollari in corrispondenza della rilevazione più recente.
Implicazioni per il mercato e prospettive
Il fenomeno descritto dal rapporto mette in luce alcune dinamiche rilevanti per il 2026: il predominio della liquidità e della resilienza può limitare la crescita dei progetti meno consolidati, mentre la convergenza tra posizionamenti retail e istituzionali aumenta il ruolo della struttura di mercato nella formazione dei prezzi.
Inoltre, il report richiama l’attenzione sul ruolo dei mercati OTC e della leva finanziaria nella trasmissione dello shock: eventi di liquidazione ad alta intensità possono rapidamente modificare le preferenze di portafoglio e amplificare i timori di contagio, rendendo cruciale il monitoraggio della liquidità e delle condizioni di finanziamento.
Per gli operatori e i responsabili politici, la lezione principale è che la stabilità del mercato passa anche attraverso infrastrutture di liquidità solide e una migliore comprensione dei rischi sistemici legati alla leva e agli scambi non regolamentati; per gli investitori, permane l’importanza di strategie di gestione del rischio e di diversificazione ponderata.