BP svaluterà attività verdi per 4-5 miliardi di dollari mentre crollano le entrate da petrolio e gas

BP ha annunciato rettifiche di valore fino a 4-5 miliardi di dollari nel bilancio del quarto trimestre 2025 riguardanti le attività legate alla transizione energetica, mentre il settore Oil&Gas continua a risentire della forte contrazione dei prezzi degli idrocarburi registrata nell’ultimo anno.

La società britannica sta affrontando difficoltà nel percorso di rilancio dopo scelte strategiche passate che le hanno fatto accumulare un ritardo rispetto alle altre grandi compagnie petrolifere. La pressione degli investitori attivisti, in particolare del fondo Elliott Investment Management che detiene una quota significativa del capitale, ha accelerato cambiamenti alla governance e alla strategia aziendale.

Lo scorso dicembre BP ha comunicato un avvicendamento al vertice: dopo circa due anni alla guida finanziaria, Murray Auchincloss è stato rimosso nonostante avesse avviato un programma di riequilibrio verso gli idrocarburi; il ruolo di amministratore delegato sarà assunto ad aprile da Meg O’Neill, proveniente da Woodside, in sostituzione dell’amministratrice delegata ad interim Carol Howle.

Il nuovo amministratore delegato troverà un gruppo che, sebbene abbia in parte recuperato capitalizzazione, si muove in un contesto competitivo e incerto: la capitalizzazione di mercato è tornata a livelli simili a quelli della rivale Shell, alimentando speculazioni su possibili mosse di consolidamento nel settore.

BP non ha dettagliato gli asset soggetti alle svalutazioni, limitandosi a indicare che l’ammontare sarà compreso tra 4 e 5 miliardi di dollari e che l’operazione non inciderà sugli utili operativi. L’intervento interesserà prevalentemente la divisione dedicata a gas e alle energie a basse emissioni.

Tra le attività coinvolte rientrerebbero progetti nel campo dell’idrogeno — incluso il progetto H2Teesside nel Regno Unito, ormai cancellato — le iniziative per la cattura e sequestro della CO2 e le attività nel fotovoltaico raggruppate sotto la società Lightsource. Per quest’ultima BP è alla ricerca da tempo di un partner che acquisisca una quota sostanziale, mentre il business dell’eolico è già stato separato in una joint venture distinta.

Impatto sui risultati del trimestre

Le rettifiche e la debolezza dei mercati energetici potrebbero pesare sui conti del quarto trimestre, i cui risultati sono attesi a febbraio. BP segnala che, pur mantenendo stabile la produzione, le vendite di gas nel periodo hanno prodotto tra 100 e 300 milioni di dollari in meno rispetto al trimestre precedente, mentre le vendite di petrolio risultano diminuite di 200-400 milioni di dollari.

La combinazione di ricavi più bassi e svalutazioni patrimoniali riflette la volatilità dei prezzi e le minori prospettive di rendimento per alcune attività legate alla transizione, costringendo la società a rivedere il valore contabile di investimenti che in passato erano considerati strategici per la decarbonizzazione.

Contesto strategico e prospettive

Le rettifiche evidenziano il dilemma che affrontano molte compagnie integrate: bilanciare l’impegno verso la transizione energetica con la necessità di generare redditività immediata in un mercato caratterizzato da prezzi volatili e da incertezze regolatorie. La pressione degli investitori attivisti aumenta l’urgenza di risultati concreti e la possibilità di cessioni o di partnership per alleggerire il portafoglio.

Per il nuovo management guidato da Meg O’Neill le priorità saranno probabilmente il riallineamento del portafoglio verso attività con ritorni più chiari, la ricerca di partner per condividere rischi e investimenti nelle rinnovabili e nelle tecnologie di cattura del carbonio, e il miglioramento della generazione di cassa per soddisfare le aspettative degli azionisti.

Il risultato di queste mosse avrà implicazioni rilevanti per la strategia industriale del gruppo e per il più ampio settore energetico: da un lato influirà sulle dinamiche di consolidamento fra grandi operatori, dall’altro determinerà tempi e modalità della transizione verso fonti a minore intensità carbonica.



Author: Tony
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