A2A punta su raccolta e reti e assume 1.500 tecnici, ingegneri e operai specializzati
- 14 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A2A rafforza la propria presenza operativa soprattutto nei settori della raccolta rifiuti e delle reti, avviando circa 1.500 nuove assunzioni tra tecnici, ingegneri e operai specializzati, che si aggiungeranno agli oltre 14.000 dipendenti già presenti nel gruppo. Il piano di reclutamento riflette la crescita nazionale dell’azienda e la necessità di competenze specifiche per gestire servizi ambientali ed energetici in più città.
Assunzioni e profili ricercati
Le assunzioni previste riguardano in massima parte figure operative: circa il 50% sono blue collar, cioè operai specializzati che verranno inseriti soprattutto in Amsa e Aprica, le società del gruppo che gestiscono i servizi ambientali in diverse aree urbane. A questo si somma una domanda rilevante di ingegneri e tecnici, competenze considerate scarse sul mercato del lavoro italiano.
Mauro Ghilardi ha dichiarato:
“Alla fine dell’anno prevediamo l’ingresso di molti nuovi colleghi. Il turnover volontario è limitato, attorno al 2,5%, a cui si aggiungono le uscite per pensionamento, ma la scala nazionale del gruppo ci porta a pianificare un significativo programma di assunzioni, concentrato soprattutto sui servizi di raccolta e igiene urbana.”
Equilibrio di genere e ricambio generazionale
Tra gli obiettivi strategici del gruppo c’è anche il miglioramento dell’equilibrio di genere, estendendo quanto già raggiunto per i ruoli impiegatizi ai profili operativi. Per i white collar il rapporto di assunzioni è attualmente bilanciato tra donne e uomini, mentre la maggior parte dei neoassunti appartiene alla Generazione Z, con una significativa quota di neolaureati.
Mauro Ghilardi ha dichiarato:
“Circa il 20% dei nuovi ingressi sono neolaureati assunti con una RAL tra i 30 e i 35mila euro, superiore al benchmark nazionale. Escludendo gli stage curriculari, quando selezioniamo un laureato lo inseriamo con un contratto regolare: è essenziale modificare la narrazione sul mercato del lavoro, perché in Italia esistono milioni di posti scoperti per l’assenza di competenze adeguate.”
Formazione e investimenti
La creazione delle competenze interne è un pilastro della strategia di A2A. Tra le iniziative più rilevanti c’è un corso biennale per un primo gruppo di 12 diplomati, assunti con contratto di apprendistato e sottoposti a un percorso formativo di 800 ore, di cui oltre la metà svolte in impianto. Per i partecipanti provenienti da fuori Milano è stato garantito un alloggio, per contrastare le difficoltà abitative e favorire la partecipazione.
Lo scorso anno il gruppo ha superato le 400.000 ore di formazione, corrispondenti a circa 28 ore pro capite, con un investimento complessivo superiore a 4 milioni di euro, di cui una parte finanziata da fondi interni ed esterni. Anche per l’anno in corso l’attenzione è rivolta principalmente alla formazione tecnica, ma con un rafforzamento dei percorsi su intelligenza artificiale e reti, supportato dall’apertura del nuovo polo per competenze e innovazione a Brescia.
Piano di azionariato diffuso
Nell’ambito delle attività di formazione rientra anche l’educazione finanziaria collegata al piano di azionariato diffuso lanciato nel 2025, denominato Life Sharing. Il programma prevede l’assegnazione gratuita di azioni ordinarie del gruppo e la possibilità di acquistarne altre a condizioni agevolate, con un meccanismo di matching che assegna azioni aggiuntive in funzione degli acquisti effettuati dai dipendenti.
Mauro Ghilardi ha dichiarato:
“Il piano è stato pensato per far partecipare le persone ai risultati aziendali e per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria: abbiamo incontrato oltre 4.600 colleghi e organizzato punti informativi nei diversi turni. L’adesione ha superato le aspettative: oltre 11.000 colleghi hanno ricevuto la prima tranche gratuita e più del 54% degli eligibili ha deciso di investire acquistando azioni.”
Il programma avrà un impatto economico annuo stimato intorno ai 10 milioni di euro. Per favorire un’adesione orientata al medio-lungo termine è previsto un vincolo di vendita di tre anni. L’azienda ha inoltre manifestato la volontà di rendere il piano più inclusivo estendendolo a società del gruppo attualmente non eleggibili e auspica eventuali modifiche normative per migliorare i benefici fiscali per i lavoratori.
Welfare e condizioni contrattuali
A2A sostiene un costo del lavoro vicino al miliardo di euro e applica principalmente tre contratti collettivi nazionali relativi ai settori elettrico, gas-acqua e servizi ambientali, tutti rinnovati nel 2025 con incrementi economici volti a recuperare potere d’acquisto per i lavoratori.
Oltre alla contrattazione collettiva, il gruppo destina circa 72 milioni di euro all’anno al welfare aziendale — cifra che sale quasi a 80 milioni se si considera anche la componente legata al piano di azionariato diffuso. Il welfare include contributi ai fondi pensione, coperture per la sanità integrativa, servizi di counseling psicologico con oltre 2.500 incontri richiesti annualmente e misure di supporto alle famiglie: per ogni bambino nato in azienda è prevista una dotazione che può arrivare a circa 25.000 euro entro i 18 anni, con rimborsi intorno ai 10.000 euro per nido e baby sitter fino ai 3 anni e forme di sostegno sulle spese successive.
Nel complesso, le iniziative di reclutamento, formazione, partecipazione azionaria e welfare mirano a consolidare la retention delle persone, a colmare il gap di competenze sul mercato del lavoro italiano e a rendere più sostenibile e inclusiva la crescita del gruppo a livello nazionale.