Nicolais, scienziato e politico: la guida all’innovazione del Mezzogiorno
- 13 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Gino Nicolais, scienziato, accademico, imprenditore e politico, è scomparso all’età di 83 anni lasciando un’eredità significativa nella modernizzazione della Campania e del Mezzogiorno. In ciascuno dei ruoli che ha ricoperto si è distinto come punto di riferimento e promotore di innovazione.
Formazione e carriera accademica
Gino Nicolais è nato nel 1942 a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli, e si è formato come ingegnere chimico. Ha iniziato la carriera come ricercatore presso il CNR, costruendo una solida reputazione nell’ambito delle tecnologie dei polimeri e dei materiali.
È stato professore emerito di Tecnologia dei Polimeri e di Scienza e Tecnologia dei Materiali presso la Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dove ha diretto il Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione, presieduto il corso di laurea in Ingegneria dei Materiali e coordinato il dottorato in Biomateriali.
All’estero ha svolto attività accademica prolungata: tra il 1981 e il 2003 è stato professore aggiunto al Dipartimento di Ingegneria Chimica della University of Washington di Seattle e, tra il 1986 e il 2004, all’Institute of Materials Science – University of Connecticut di Storrs. È riconosciuto come uno degli scienziati italiani più citati sulla letteratura scientifica internazionale.
Impegno pubblico e politico
Rientrato in Italia nel 2000, è stato cooptato dall’allora presidente della Regione Campania Antonio Bassolino come assessore alla ricerca e all’innovazione. In questo ruolo ha definito una strategia regionale che ha orientato gli investimenti e le politiche tecnologiche per anni.
La sua iniziativa ha favorito l’utilizzo dei fondi europei per sostenere l’adozione di nuove tecnologie anche da parte delle piccole imprese, ha semplificato le procedure di assegnazione delle risorse e ha istituito i centri di competenza, strutture pensate per promuovere il dialogo tra università e imprese e accelerare il trasferimento tecnologico.
Tra il 2006 e il 2008 ha ricoperto l’incarico di ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione nel Governo Prodi. È stato deputato dal 2008 al 2012 e ha guidato il Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2012 al 2016, lavorando per rafforzare la competitività della ricerca italiana e per aumentarne la visibilità e il profilo internazionale.
Alla guida del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha promosso una riorganizzazione delle sedi e un potenziamento delle dotazioni, con particolare attenzione al miglioramento delle infrastrutture e delle opportunità nel Mezzogiorno.
Attività imprenditoriale e divulgativa
Dopo l’esperienza istituzionale ha fondato Materias, una start‑up il cui obiettivo era il scouting universitario per individuare idee ad alto potenziale e trasformarle in imprese: un ponte operativo tra ricerca accademica e mercato.
Gino Nicolais diceva:
“Ho ascoltato centinaia di giovani.”
Questa attività di ascolto e mentoring ha consolidato la sua reputazione come punto di riferimento per chi intendeva innovare, soprattutto nel Sud Italia. È stato chiamato a far parte di numerosi consigli di amministrazione e comitati scientifici, offrendo un punto di vista chiaro e pratico sul trasferimento tecnologico e sulle politiche per l’innovazione.
Eredità e impatto
La capacità comunicativa di Gino Nicolais, unita a una visione pragmatica e positiva, ha contribuito a rendere più comprensibili temi complessi come le politiche di ricerca, la collaborazione università‑impresa e l’uso strategico dei fondi europei. Il suo lavoro ha avuto effetti duraturi sulla diffusione di tecnologie nelle piccole e medie imprese e sulla costruzione di infrastrutture scientifiche nel Sud.
Lasciano tracce tangibili le istituzioni, le imprese e le reti professionali che ha aiutato a creare o a rafforzare; il suo impegno verso la modernizzazione e la formazione di nuove generazioni di ricercatori e imprenditori rappresenta una base su cui proseguire gli sforzi per lo sviluppo del Mezzogiorno.