Il direttore degli investimenti di Bitwise spinge per l’inclusione di Bitcoin nei 401(k) mentre la senatrice Warren interroga la SEC

Matt Hougan, responsabile degli investimenti di Bitwise, ha contestato l’idea che Bitcoin non debba essere considerato per gli investimenti o per i piani pensionistici 401(k) a causa della sua volatilità, sostenendo che anche alcune azioni possono registrare oscillazioni di prezzo molto maggiori.

Contesto normativo

Nel agosto dell’anno precedente, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che ha chiesto al Department of Labor di rivedere le restrizioni relative agli asset alternativi nei piani a contribuzione definita, aprendo la possibilità di includere criptovalute nei piani pensionistici 401(k).

Nel maggio successivo, l’amministrazione per i benefici dei dipendenti del Department of Labor ha adottato una posizione definita neutrale, ritirando una circolare di conformità del 2022 che in passato aveva scoraggiato l’inclusione di asset digitali nei piani pensionistici.

Argomentazioni di Matt Hougan

In un’intervista, Matt Hougan ha definito ridicole le precedenti iniziative volte a impedire l’investimento in Bitcoin promosse da alcune società di gestione e dai consigli regolatori.

Matt Hougan ha detto:

“È semplicemente un altro asset. Sale e scende? Assolutamente. C’è rischio? Assolutamente. Ma nell’ultimo anno è stato meno volatile di alcune azioni come Nvidia, e non esistono regole che vietino ai fornitori di 401(k) di offrire azioni Nvidia.”

Confronto tra volatilità

Per illustrare il punto, il confronto tra oscillazioni di mercato mostra differenze significative: le azioni di Nvidia hanno toccato un minimo annuo vicino a circa 94,31 dollari in aprile e un massimo superiore a 207 dollari in ottobre, con una variazione che supera il 100% nello stesso arco temporale.

Nel medesimo periodo, Bitcoin è passato da un minimo di circa 76.000 dollari a un massimo intorno a 126.080 dollari, registrando un’oscillazione inferiore in percentuale rispetto all’esempio azionario citato.

Questo confronto sottolinea come la sola volatilità percentuale non sia necessariamente un criterio sufficiente per escludere un asset dalla possibilità di essere offerto nei piani pensionistici; entrano in gioco anche aspetti come liquidità, trasparenza, costi di gestione e rischi di mercato specifici.

Le richieste di Elizabeth Warren

Elizabeth Warren ha rivolto al SEC una serie di quesiti formali, chiedendo spiegazioni sulle modalità con cui l’autorità intende mitigare i rischi legati all’eventuale inserimento di investimenti alternativi, inclusi i cripto-asset, nei piani 401(k).

Elizabeth Warren ha scritto:

“Per la maggior parte degli americani il 401(k) rappresenta un’ancora per la sicurezza pensionistica, non un terreno di gioco per rischi finanziari. Consentire le criptovalute nei conti pensionistici crea terreno fertile perché lavoratori e famiglie possano subire perdite significative.”

Nel documento aperto al pubblico, la senatrice ha anche chiesto al presidente della SEC se l’ente stia considerando la volatilità nella valutazione delle partecipazioni in criptovalute da parte delle società quotate, se siano state esaminate pratiche manipolative nei mercati cripto e se l’autorità intenda pubblicare studi e materiali informativi per aumentare la consapevolezza degli investitori.

Impatto politico e prospettive

L’inclusione delle criptovalute nei piani pensionistici avrebbe ripercussioni politiche ed economiche rilevanti: da un lato favorirebbe la diffusione al dettaglio e la legittimazione nel sistema finanziario di asset digitali; dall’altro richiederebbe regole chiare su disclosure, governance e protezione dei partecipanti ai piani.

Secondo Matt Hougan, l’adozione di cripto nei piani 401(k) è probabile nel lungo periodo, anche se i fornitori di questi piani sono istituzioni che si muovono con lentezza e cautela.

Matt Hougan ha detto:

“Sono istituzioni molto lente nei cambiamenti, ma la direzione è verso l’inclusione e, col tempo, si normalizzerà come avviene per altri asset, che è ciò che dovrebbe accadere.”

Perché l’inclusione diventi pratica comune serviranno, oltre alle decisioni regolamentari, strumenti di valutazione del rischio specifici per i cripto-asset, linee guida sui costi e programmi di educazione finanziaria per i partecipanti ai piani, così da ridurre il rischio di esposizioni inadeguate per risparmi previdenziali.

Conclusioni

L’attuale dibattito mette in evidenza la necessità di un bilanciamento tra innovazione finanziaria e tutela dei risparmi previdenziali. Mentre alcuni operatori sostengono che i cripto-asset possano essere gestiti come altri investimenti, le autorità di vigilanza e i legislatori sono chiamati a fornire norme, trasparenza e strumenti informativi per garantire che ogni eventuale apertura verso le criptovalute non comprometta la sicurezza delle pensioni dei cittadini.