Consiglio di Stato ordina nuove elezioni a Pescara in 23 sezioni: cosa è successo
- 13 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I giudici di Palazzo Spada hanno modificato la decisione di primo grado: la parte della sentenza che disponeva l’annullamento delle operazioni elettorali per alcune sezioni è stata riformata, con la conseguenza che il nuovo turno elettorale riguarderà un elenco definito di seggi del Comune di Pescara.
Le sezioni interessate
Il Consiglio di Stato ha annullato la disposizione di primo grado solo per le sezioni indicate nella pronuncia originaria relative ai seggi 2, 90, 140 e 145. Di conseguenza, le tornate elettorali integrative verranno svolte nelle sezioni numerate 25, 28, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 51, 55, 57, 71, 73, 74, 78, 89, 95, 117, 137, 157, 166 e 169.
Perché il voto non è stato annullato totalmente
Consiglio di Stato ha motivato la decisione con un’analisi caso per caso:
“Il Collegio ha ritenuto mere irregolarità gli errori di verbalizzazione, nella misura in cui non ridondino in una compressione della libera espressione del voto, e cioè in tutti i casi è stato possibile, tramite la verificazione, ricostruire la tracciabilità delle schede e l’attendibilità del risultato. E dunque sono state annullate le operazioni elettorali solo nelle sezioni per le quali non è stato possibile desumere la volontà del corpo elettorale.”
Con “verificazione” il Collegio indica l’insieme delle attività tecniche e amministrative finalizzate a ricostruire il percorso delle schede elettorali e la corrispondenza tra voti e registrazioni. Sulla base di tale ricognizione, il giudice amministrativo ha escluso l’annullamento generalizzato: solo nei seggi dove non è stato possibile ricostruire con sufficiente certezza la volontà degli elettori si è proceduto all’annullamento delle operazioni.
I voti in più
Nella pronuncia il Consiglio ha esaminato anche l’elemento noto come “prova di resistenza”: il dato secondo cui il vincitore avrebbe riportato 584 voti in più su un totale di 30.952 votanti. È stato valutato se questo scarto potesse essere modificato dall’annullamento parziale degli atti.
Consiglio di Stato ha rilevato in merito alla possibile incidenza delle illegittimità accertate:
“Non può affermarsi, con un sufficiente grado di certezza, che l’annullamento degli atti, nei limiti della illegittimità accertata, sarebbe inidoneo ad una modifica sostanziale del risultato.”
In sostanza il Collegio ha ritenuto che, dato il numero e la natura delle irregolarità riscontrate in alcune sezioni, non si può escludere a priori che la rinnovazione parziale del voto non influisca sul risultato complessivo. Per questo motivo la decisione è stata calibrata su ciascun seggio, limitando la ripetizione del voto alle sole sezioni in cui il disordine nella verbalizzazione ha raggiunto livelli tali da compromettere l’attendibilità.
Reazioni istituzionali
Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio della Regione Abruzzo, ha commentato il pronunciamento difendendo la validità generale delle elezioni:
“La sentenza odierna del Consiglio di Stato dimostra e certifica di nuovo che le ultime elezioni amministrative al Comune di Pescara erano e sono valide. Ci sono stati degli errori materiali commessi dai presidenti di seggio nominati dalla Corte d’Appello e da una ingarbugliata azione di verifica attuata dall’allora vertice della Prefettura. Ripeteremo il voto in appena una ventina di sezioni, voto che confermerà il vantaggio mai superabile del sindaco legittimamente in carica Carlo Masci.”
Carlo Costantini, candidato della coalizione di centrosinistra alle amministrative, ha chiesto invece responsabilità politiche e scuse da parte dell’amministrazione uscente:
“Il sindaco Masci dovrebbe chiedere scusa a tutti i pescaresi per non essere riuscito a garantire la regolarità del momento democratico che porta i cittadini a votare. Masci e il centrodestra dovrebbero chiedere scusa anche ai magistrati del Tribunale amministrativo di Pescara. Il Consiglio di Stato ha certificato la piena correttezza del processo logico e giuridico che ha portato il Tribunale amministrativo all’annullamento delle elezioni e, quindi, Masci e gli esponenti del centrodestra dovrebbero rimangiarsi tutte le accuse che per giorni hanno rivolto agli autori di questa sentenza.”
Alle elezioni del 2024 la coalizione di centrosinistra si era attestata al 34,42% con 21.192 voti. La ripetizione del voto in un numero ristretto di sezioni potrebbe avere impatto solo se le variazioni nei seggi interessati risultassero tali da modificare lo scarto complessivo; per ora la valutazione giudiziale rimane orientata alla conservazione della validità generale del voto, salvo le eccezioni accertate.
Implicazioni e prossimi passaggi
Dal punto di vista procedurale, la pronuncia obbliga ora gli organi competenti a organizzare la rinnovazione del voto nelle singole sezioni indicate. L’esito di queste tornate integrative sarà valutato alla luce dei principi di trasparenza e tracciabilità che il diritto elettorale e la giurisprudenza amministrativa ritengono fondamentali per garantire la legittimità delle consultazioni.
Dal punto di vista politico, la decisione sottolinea l’importanza delle procedure di verbalizzazione e della gestione amministrativa del voto: errori materiali e disomogeneità nella verifica possono determinare interventi giudiziari mirati anche quando, complessivamente, la consultazione risulti sostanzialmente valida. Le parti politiche interessate si preparano ora alle operazioni di rimessione al voto con attenzione particolare alla correttezza formale delle procedure.