BlackRock compra 900 milioni di dollari in Bitcoin mentre le vendite a lungo termine toccano i minimi del 2017
- 8 Gennaio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Nel primo periodo di gennaio BlackRock ha aumentato significativamente la sua esposizione in Bitcoin (BTC), aggiungendo quasi 9.000–9.619 BTC per un controvalore prossimo a 900 milioni di dollari, mentre contestualmente si registra un forte rallentamento delle vendite da parte dei detentori a lungo termine: una combinazione che indica una riduzione della pressione ribassista dopo la correzione di mercato osservata nel quarto trimestre.
Acquisti istituzionali e variazione delle posizioni
I movimenti on‑chain mostrano che, nelle prime giornate di gennaio, BlackRock ha ricostruito parte della sua posizione accumulando quasi 9.619 BTC per un valore approssimativo di 878 milioni di dollari. La detenzione complessiva del gruppo si colloca nell’ordine delle centinaia di migliaia di bitcoin, con una capitalizzazione di mercato stimata in decine di miliardi di dollari.
Prima della recente ricostruzione, la posizione era arrivata al picco intorno al 30 novembre con circa 804.000 BTC, valutati a livelli nettamente superiori rispetto ai prezzi correnti; successivamente la quantità detenuta era scesa a quota 771.000 BTC all’inizio di gennaio, per poi aumentare nuovamente durante la prima settimana del mese.
Riduzione delle vendite dei detentori a lungo termine
Un segnale rilevante proviene dal calo del valore del Coin Days Destroyed (CDD) associato agli afflussi verso gli exchange: il dato è sceso ai livelli più bassi osservati dal 2017, indicando che le monete detenute da lungo tempo si muovono molto raramente verso le piattaforme di scambio.
Per contestualizzare, l’offerta accumulata dai detentori a lungo termine è diminuita da oltre 15 milioni di BTC a luglio 2025 a circa 13,6 milioni a novembre 2025; nelle settimane più recenti questa offerta non è ulteriormente diminuita, suggerendo una fase di consolidamento delle posizioni di lungo periodo.
Segnali on‑chain che indicano potenziale accumulo
L’analisi dei rapporti on‑chain evidenzia dinamiche tra partecipanti più recenti e detentori storici: il SOPR (Spent Output Profit Ratio), che confronta la redditività di chi vende rispetto al prezzo d’acquisto, è sceso verso livelli tipici delle fasi di reset di mercato.
In pratica, i partecipanti entrati più di recente stanno liquidando a perdite, mentre i detentori a lungo termine rimangono in profitto e risultano per lo più inattivi: questo comportamento è coerente con una fase di “pulizia” dopo rally rapidi, quando le posizioni speculative si smobilizzano e i flussi cambiano di mano a prezzi inferiori.
Con il Bitcoin in calo di circa il 20–25% rispetto ai massimi recenti, tali dinamiche possono costituire le prime fasi di accumulo, a condizione che la pressione di vendita da parte degli acquirenti recenti continui a ridursi.
Posizionamento degli utili non realizzati
Il rapporto di utili/perdite non realizzati, noto come Net Unrealized Profit/Loss (NUPL), si attesta attualmente vicino al livello 0,3: storicamente questa zona ha rappresentato un punto di transizione verso condizioni di mercato più costruttive, con i detentori in profitto medio ma senza l’eccesso tipico dei picchi ciclici.
Questa collocazione suggerisce una fase di transizione prudente più che una rottura netta: la fiducia sembra ricostruirsi gradualmente, ma servirebbero conferme sia dai dati on‑chain sia dalla struttura complessiva del mercato per ritenere iniziata una nuova fase rialzista sostenibile.
Implicazioni di mercato e considerazioni strategiche
L’accumulo da parte di grandi operatori istituzionali tende a sottrarre offerta al mercato secondario, contribuendo a stabilizzare i prezzi se l’attività di vendita complessiva diminuisce. Strumenti istituzionali, come gli ETF basati su Bitcoin, possono avere effetti rilevanti oltre il semplice flusso di denaro: aumentano la visibilità, la liquidità strutturale e la partecipazione di investitori tradizionali.
Per gli investitori e gli operatori di mercato è importante monitorare in parallelo indicatori di flusso, posizioni nette degli istituzionali e metriche on‑chain (CDD, SOPR, NUPL) per valutare se i segnali attuali evolvono verso un consolidamento più profondo o se invece eventuali shock di domanda/offerta possono riaccendere volatilità significativa.
Conclusione e avvertenze
Le dinamiche osservate — acquisti istituzionali combinati con una riduzione delle vendite da parte dei detentori a lungo termine — possono indicare una fase iniziale di accumulo e un potenziale alleggerimento della pressione ribassista. Tuttavia, la transizione verso condizioni di mercato più solidamente rialziste richiederà conferme da più serie di indicatori e dall’evoluzione della domanda istituzionale e retail.
Questo testo non costituisce consulenza di investimento né una raccomandazione operativa. Ogni decisione finanziaria comporta rischi: è opportuno condurre analisi indipendenti e, se necessario, consultare un professionista prima di intraprendere operazioni di investimento.